UE formalizza le accuse di abuso di posizione dominante nei confronti di Google con Android

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Continua a confermarsi anno dopo anno uno dei principali colossi del web, che offre agli utenti decine di servizi differenti anche da mobile, puntando in maniera significativa su quello che ad oggi continua ad essere il sistema operativo mobile più diffuso a livello globale, ma nonostante questo Google continua ad essere al centro delle attenzioni, ormai da molti anni, delle autorità antitrust in Europa, a causa di alcune strategie commerciali che violerebbero le leggi sulla concorrenza a danno delle aziende rivali e dell’innovazione.

Risale ad oltre 1 anno fa l’avvio delle indagini, da parte della Commissione Europea, sul possibile abuso di posizione dominante di Google con la sua piattaforma mobile Android, e dopo le recenti indiscrezioni che sembravano anticipare una svolta tutt’altro che positiva per il colosso di Mountain View, ecco arrivare la notizia ufficiale. La Commissione Europea ha infatti formalizzato le accuse di abuso di posizione dominante nei confronti di Google per il sistema operativo mobile Android.

Il Commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager, ha spiegato che in seguito alle indagini è emerso un effettivo abuso di posizione dominante da parte di Google, che avrebbe di fatto costretto i produttori di smartphone e gli operatori di telefonia ad inserire nei dispositivi alcune app pre-installate come Gmail, Google Maps, Chrome e persino Google Search come motore di ricerca predefinito, rafforzando quindi la presenza di Android sul mercato europeo a discapito delle aziende concorrenti e dell’innovazione.

Adesso Google ha circa 4 mesi di tempo per rispondere alle accuse della Commissione Europea, scegliendo se adeguarsi alle richieste dell’autorità antitrust. Nel caso in cui Google dovesse non rispettare le richieste europee, potrebbe infatti rischiare una sanzione pari al 10% del suo fatturato annuo.

Nel frattempo il colosso di Mountain View ha deciso di rispondere alle accuse, ribadendo la scelta di offrire Android come piattaforma gratuita, riducendo così i costi per i produttori e generando profitto dalle entrate pubblicitarie derivanti dalle applicazioni e i servizi offerti agli utenti. Per questo la società ha confermato che collaborerà con la Commissione Europea per dimostrare come Android si riveli un bene per concorrenza e consumatori.

Di certo torneremo sulla questione nei prossimi mesi, ma intanto sarà interessante capire in che modo Google deciderà di affrontare questa situazione per proteggere una piattaforma come Android che, a livello globale, detiene una quota di mercato tra smartphone e tablet che sfiora l’80% e si traduce in oltre 1 miliardo di dispositivi che utilizzano il sistema operativo.

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