Bonafede: non passa la mozione di sfiducia

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Il destino del governo Conte II è stato deciso qualche ora fa al Senato. A Palazzo Madama infatti nessuna delle due mozioni di sfiducia, presentante rispettivamente dal centrodestra e dalla senatrice Emma Bonino, hanno raggiunto la maggioranza necessaria. Il ministro Bonafede resta dov’è.

Il guardasigilli era finito nell’occhio del ciclone fin dai primi giorni, anzi ore, dell’emergenza Coronavirus in Italia. Da sempre uno dei personaggi più discussi all’interno del Movimento 5 Stelle, Bonafede era sotto accusa per le rivolte scoppiate nelle carceri a metà marzo e per le scarcerazioni dei boss mafiosi.

Nel primo caso la situazione si è risolta “da sé”, senza procedere con mano pesante e senza durezza, mentre il secondo episodio ha portati maggiori strascichi di polemiche. Specialmente per l’elevato numero di personaggi noti alle cronache che hanno visto la detenzione tramutarsi in arresti domiciliari: uno su tutti il fratello di Totò Riina, capo dei capi di Cosa Nostra.

Come se non bastasse, proprio in quella tempesta è arrivato un altro fulmine, la dichiarazione shockante del Pubblico Ministero Nino di Matteo riguardo la nomina del capo del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, che si era dimesso proprio in quei giorni.

Secondo il magistrato antimafia infatti la nomina era pronta per essergli conferita ma il Ministro Bonafede, per via di imprecisate pressioni esterne, decidette di cambiare idea improvvisamente assegnando il compito a qualcun’altro. Le pressioni sarebbero però da imputare proprio alla criminalità organizzata.

Un’accusa gravissima che è stata fatta in presenza del reggente capo politico del Movimento 5 Stelle ma non di Bonafede, durante la trasmissione di La7 condotta da Massimo Giletti, Non è l’Arena. La situazione da lì in poi non ha avuto particolari sviluppi ma la figura del guardasigilli è finita al centro delle polemiche.

Sia il centrodestra sia la senatrice di +Europa Emma Bonino hanno deciso dunque di sfiduciarlo, considerando la sua figura inadeguata per il ruolo istituzionale di altissimo profilo che ricopre. Entrambe le mozioni sono state però respinte e Bonafede è rimasto in sella.

160 e 158 contrari rispettivamente per le due mozioni, sufficientemente per garantire la sopravvivenza del governo. Un’incertezza fino a poche ore prima della votazione, quando il segretario di Italia Viva ed ex-Presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha annunciato di non voler sfiduciare il Ministro Bonafede.

Ora resta da scoprire se e come Renzi approfitterà di questo enorme peso sul governo Conte II. Evidentemente la scelta è stata quella di preservare la continuità di governo evitando inutili crisi politiche durante un periodo di emergenza.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

 

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