Nicola Tanturli è vivo: il bambino scomparso lunedì al Mugello è stato ritrovato in un burrone

Nicola Tanturli è vivo, il bambino di due anni, scomparso lo scorso lunedì, è stato ritrovato al Mugello in un burrone a circa 3km da casa, si era calato da 25 metri.

A ritrovarlo è stato un giornalista Rai, inviato de “La vita in diretta“, che si trovava in quell’area per fare un servizio. Il bambino è stato per precauzione portato all’ospedale Meyer di Firenze, nonostante sia apparso in buone condizioni, per eseguire tutti gli accertamenti del caso. Infatti, la struttura ospedaliera, ha comunicato che: “Nicola è già stato sottoposto a una prima visita che ha rilevato la presenza di escoriazioni superficiali, ma le sue condizioni generali non destano particolari preoccupazioni. Il piccolo verrà comunque trattenuto in osservazione in attesa di completare gli ultimi accertamenti”. Giuseppe Di Tommaso, il giornalista in questione, ha fatto sapere di aver sentito dei lamenti che provenivano dalla scarpata e ha provveduto immediatamente a chiamare i carabinieri. “Ho sentito un lamento provenire da una scarpata, poi un altro. Allora ho iniziato a chiamarlo per nome “Nicola” e lui ha risposta con una voce flebile “mamma” a quel punto mi sono buttato nella scarpata, facendomi pure male a un piede, lui era lì dietro un ammasso di rovi e chiamava mamma”. Nicola è apparso inizialmente impaurito ed ha chiesto subito di sua madre, ciò che conta è però che le sue condizioni siano buone e che sia fuori pericolo. Nell’operazione è intervenuto il comandante dei carabinieri di Scarperia, Danilo Ciccarelli, il quale ha esternato tutta la sua soddisfazione nell’aver portato a termine ottimamente questa operazione: “Mi sono calato dalla scarpata, chiamavamo continuazione il bambino ma non rispondeva. Poi ho sentito dei lamenti più chiari, e mi aspettavo che uscisse fuori un animale: invece è sbucato Nicola con la testolina tra l’erba alta, mi ha detto “mamma”, mi sono avvicinato”. Ha poi continuato: “Ho provato una sensazione molto bella. Ho verificato subito se aveva qualche lesione: non aveva nulla, solo un piccolo bernoccolo e qualche graffio. Poi mi si è aggrappato al collo, e l’ho portato piano piano in strada, anche con l’aiuto del giornalista nell’ultimo tratto. È stata una gioia bellissima, è stato bellissimo riportarlo fra le braccia della sua mamma”.

Sempre Ciccarelli ha successivamente spiegato che il piccolo Nicola dovrebbe aver percorso circa 4-5 km da quando si è allontanato da casa, ma non si sa nè come e nè se abbia dormito. I suoi genitori, Leonardo e Giuseppina lo hanno abbracciato immediatamente e hanno affermato come sia solito per i bambini del luogo, di esser lasciati liberi a giocare nei parchi. Evidentemente Nicola deve essersi allontanato incuriosito da qualche cosa, nonostante i genitori lo avessero già messo a letto e si sono accorti della sua scomparsa solo a mezzanotte. Per ritrovare il bambino si erano adoperate in questi tre giorni, varie squadre speciali di carabinieri, vigili del fuoco, volontari ecc. L’area di ricerca è stata di circa 10 kilometri quadrati, al confine appenninico tra Toscana ed Emilia, e le prime verifiche, effettuate anche con elicotteri e termoscanner, hanno avuto esito negativo. Il caso ha voluto che il giornalista Rai, scendesse dall’auto in quell’esatto punto, in prossimità del burrone dove Nicola stava invocando disperato sua madre. Seguiranno ulteriori accertamenti circa le sue condizioni psicofisiche, anche se i medici già rassicurano sul buon stato in cui si trova il piccolo Nicola

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