Il Vaticano impugna il Concordato del 1984 per la modifica del ddl Zan

Il Vaticano ha richiesto, attraverso l’invio di una nota formale, una modifica del ddl Zan, il disegno di legge contro l’omofobia, approvato dalla Camera lo scorso novembre e ora in attesa di essere sottoposto all’esame della commissione Giustizia al Senato.
La Chiesa ha richiesto al governo italiano di modificare il disegno di legge, in quanto in contrasto con il Concordato del 1984, un atto che disciplina le relazioni tra lo Stato italiano e la Chiesa Cattolica. Si tratta di una circostanza eccezionale, in quanto la Santa Sede non aveva mai preso provvedimenti durante l’iter di approvazione di una legge italiana, attuando le prerogative a lei assegnate dai Patti Lateranensi.

Secondo la Chiesa, il ddl Zan rappresenterebbe una violazione di alcuni aspetti previsti dal Concordato, i quali sono stati segnalati in una nota, consegnata il 17 giugno all’ambasciata italiana in Vaticano da parte del segretario per i Rapporti con gli stati, monsignor Paul Richard Gallagher. L’obiettivo del Vaticano non è quello di bloccare il disegno di legge, ma di “rimodularlo in modo che la Chiesa possa continuare a svolgere la sua azione pastorale, educativa e sociale liberamente”, come hanno precisato le fonti vaticane.

Nella nota si legge che “alcuni contenuti della proposta legislativa in esame presso il Senato riducono la libertà garantita alla Chiesa cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato”. Sono due i principali aspetti su cui la Chiesa intende concentrarsi. Il primo riguarda il fatto che, come si evince dal testo del disegno di legge, le scuole cattoliche non sarebbero esonerate dalle attività di preparazione della Giornata nazionale contro l’omofobia. La seconda questione è collegata in generale alle preoccupazioni per la “libertà di pensiero” dei cattolici, che potrebbe essere fortemente limitata, e potrebbe addirittura essere sottoposta a sanzioni giudiziarie.

La decisione della Chiesa Cattolica è ora al centro di un intenso dibattito politico. Mario Draghi per il momento non ha preso posizione sull’iniziativa del Vaticano. Alessandro Zan ha precisato che il disegno di legge non intacca la libertà di espressione e pensiero, ma condanna esclusivamente l’incitamento all’odio. Anche il segretario del Pd, Enrico Letta, ha confermato il supporto al ddl: “Noi sosteniamo la legge Zan e, naturalmente, siamo disponibili al dialogo. Siamo pronti a guardare i nodi giuridici ma sosteniamo l’impianto della legge che è una legge di civiltà”. Al contrario, hanno preso posizione contro il disegno di legge la destra, i movimenti anti-abortisti e quelli cattolici integralisti. Matteo Salvini, segretario della Lega, ha “ringraziato” il Vaticano “per il buonsenso”: “Bene. Del ddl Zan abbiamo sempre contestato il fatto che fosse un bavaglio nei confronti della libertà di opinione. Quindi, se c’è la volontà di ragionare insieme su un testo che non intacchi questo principio e che tuteli da ogni discriminazione noi siamo assolutamente d’accordo”.

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