Kadjar, prova su strada e opinioni generali sul prodotto proposto

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Sta avendo un certo successo – finalmente – la Kadjar. Inizialmente tale modello ci aveva lasciati alquanto perplessi. Lo stesso concessionario l’aveva apostrofatoa non simile alla Qashqai , ma “è la Qashqai”. Ero arrivato presso la sede Renault Italia a Roma con grande entusiamo. Ero perfino contento all’idea di provare un prodotto che di fatto già si sapeva da dove venisse, quali sospensioni, motorizzazioni, trasmissione disponesse, ma comunque speravo nelle personalizzazioni. Per intenderci, rimanendo su prodotti italiani, sappiamo tutti che Renegade e 500x sono la stessa cosa, ma hanno sfaccettature che hanno donato grossa personalità ad entrambe.  E quindi  speravo per la Kadjar ad un approccio simile. Proporre prodotti con basi meccaniche simili, ma con spiccate e specifiche distinte, le rende – di fatto – auto completamente diverse. D’altronde sappiamo che Qashqai condivide buona parte della meccanica, pianale e motori con la precedente Renault Scenic III, ma in questo caso l’integrazione e le sinergie hanno portato a due prodotti ben distinti e dalla grande personalità. Chi non sapesse tale  derivazione neppune se ne accorgerebbe. Salire su Kadjar equivale invece a salire su una Qashqai, ma almeno all’interno l’effetto è addirittura di una plancia (dipende certo dal modello) e accostamenti, integrazioni elettriche, sedili e rifiniture decisamente inferiori, non tanto per qualità, ma di estetica. Addirittura mi sembra più piccola e con minor spazio. Però la plancia è davvero ben fatta e l’accostamento delle plastiche e dei vari materiali, finalmente mostra lo sforzo fatto negli ultimi anni da Renault. Molti comandi sono comuni per Kadjar/Scenic/Qashqai. Molte cose hanno una diversa collocazione ma poi a stringere quelle e sempre le stesse sono. C’è un po di confusione nella parte bassa della plancia. Ritroviamo invece, il sempre semplice e funzionale satellite per i comandi audio.

Il quadro strumenti (davanti al pilota) ha una grafica che mi lascia perplesso. Ho notato essere lo stile ripreso da tutti i nuovi modelli della casa Francese. Anche la bellissima Espace ha i medesimi elementi. Chiari e molto semplici. Ci sono le segnalazioni essenziali (Tachimetro digitale, temperatura dell’acqua, contagiri, più una serie di spie, tra cui il segnalatore di marcia da inserire.

Esternamente la macchina mi piace molto. Ha un frontale molto Captur, ma maggiormente slanciato con molti elementi personali che ne denotano una grande ricercatezza del dettaglio. Il giro porte, le guarnizioni, le cerniere e battitacco e protezioni nella zona di carico e sui sportelli, la fanno un’auto attenta a tutte le esigenze. Belli i paraurti posteriori e le luci con elementi 3D. Bello il cofano motore, pesante e robusto che  entra sicuramente ad essere elemento stesso di assorbimento. Tradizionale, con il supporto di fissaggio – come non se ne vedevano più su auto transalpine (le origini sono altre…. non dimentichiamocelo). Stessa cosa per la zona rifornimento. Compare nuovamente il tappo.  Ormai era stato abbandonato, su questo modello torna… incomprensibile.

Per il resto solo complimenti, per la linea del padiglione, per il raccordo tetto/lunotto, per la zona posteriore, bella e slanciata e ottimamente raccordata e rifinita da cromature. Belle le maniglie (già viste ma solide e funzionali). Gli specchi retrovisori esterni neri son un revival che sta tornando di moda. Questi però nascondono una chicca che è auspicabile che venga ripresa a breve per tutte le auto in produzione: il segnalatore di veicolo in avvicinamento, nella cosi-detta zona buia. L’abbiamo già testato su altre vetture, dalla Land Rover alla Jeep, alla Jaguar e Volvo. E’ semplicemente una cosa intelligente. Speriamo in un’ampia diffusione. C’è una lucina annegata nello specchio retrovisore che lampeggia al sopraggiungere di un veicolo in fase di sorpasso o in zona non visibile. Semplice ed efficace.

Su strada la macchina non lascia spazio a critiche. Le misure sono quelle giuste per muoversi con disinvoltura su ogni percorso ed in ogni ambito. Anche una famiglia può godere di un’ampia volumetria per il carico, spazio a volontà e grande senso di robustezza. Ogni cosa è stata studiata in maniera funzionale. Anche il bagagliaio presenta elementi comodi per lo stivaggio e finalmente il copri-bagagliaio non rigido ma con arrotolatore. Invece della ruota di scorta, abbiamo trovato il subwoofer  del fantastico impianto stereo BOSE. Una vera chicca per quest’auto che comunque appartiene alla fascia media di mercato. Belli i cerchi, che variano per design e dimensioni secondo le versioni.

Abbiamo provato la versione 1.6 Dci da 130 Cv. Motore brillante, pronto sin dai bassi regimi. Risponde bene sempre, bello rotondo e ha un’ottima progressione. E’ diventata l’unità di riferimento di tutta la produzione Renault/Nissan, andando – non a sostituire – ma ad integrare lo storico e sempre giovane 110 Cv  che Renault ha prestato anche ai cugini tedeschi di Mercedes. (Nel vano  motore vige però un’ampia confusione e disordine. Ci sono cavi ovunque, tubi a vista che si incrociano. Non c’è una vera e propria copertura neanche in plastica che comunque limiterebbe tale spettacolo).

L’accordo proprio con i tedeschi sta facendo crescere molto le auto di Parigi. Negli ultimi modelli la cura del dettaglio  è notevolmente migliorata.

Abbiamo parlato del motore che ci ha entusiasmato. La visibilità è perfetta in ogni lato ed è disponibile la telecamera posteriore, oltre ai sensori di parcheggio sia anteriori che posteriori. La manovrabilità del cambio è perfetta, insieme alla frizione leggera. Giusto l’escursione della leva l’avrei preferita maggiormente ridotta. Al questo propulsore vedrei bene un bel sequenziale doppia frizione (che prima o poi arriverà).

Il nostro giro si è concluso con un minimo di rimpianto. Avrei voluto poterla testare più a lungo, provando freni e sospensioni e magari provare la 4×4. In autunno o sulla neve…. chissà. Gran bella macchina questa Qashqai, pardon, Kadjar. Rispetto alla Nissan ha maggiore personalità e bagagliaio meglio sfruttabile. La Nissan la preferisco per plancia ed equilibrio. Per entrambe è auspicabile l’acquisto del 1.6 dci

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