A proposito di Ayrton Senna, tanti tanti anni ormai… [ il 21/3 avrebbe compiuto 60 anni]

Pochi giorni fa sarebbe stato il suo sessantesimo compleanno. Lui un uomo e una personalità indimenticabile. Personaggio si sportivo, ma anche  un uomo speciale. Di Ayrton ricordo delle foto, della sua partecipazione ad un matrimonio un paio di giorni prima della morte, vicino a Bologna. Lo avevano invitato alla cerimonia e al rinfresco e lui era andato, Un invito da un suo Fan Italiano. Era un ragazzo, aveva trentaquattro anni, aveva vissuto e visto tanto, ma avrebbe potuto avere una vita bellissima, intensa. Era diverso da come sarebbe potuto essere il figlio di un industriale ricchissimo. Umile e riservato, non dava molta importanza alle cose materiali. Ne avrebbe potute avere tante e tante, eppure di fatto era abbastanza semplice sia nell’aspetto che nelle estrosità. Viveva di affetti sinceri. Aveva si un’isola, elicotteri, aerei, macchine, ma poi alla fin fine, lo si sarebbe potuto incontrare per le vie di Montecarlo con la busta della spesa e il gelato in mano.

Ayrton Senna era un pilota brasiliano nato il 21 marzo 1960 a San Paolo. Si fece spazio e vinse le sue prime competizioni nei kart ancora adolescente, vincendo il suo primo titolo di campione sudamericano all’età di 17 anni. Vice-campione del mondo i due anni seguenti, emigrò in Inghilterra dove vinse lin Formula 3 nel 1982. Venne scoperto subito per la sua guida dolce e aggressiva, per il saper non consumare le gomme e riuscire a mettere a punto la macchina come nessuno. Ingaggiato dalla Toleman in Formula UNO, seppe fare subito bene, malgrado i limiti della scuderia. Il passo fu breve. Arrivò alla Lotus nella stagione 1984/85  dove vinse il suo  primo Gran Premio in Portogallo nell’aprile del 1985.  La sua maniacalità neI mettere a punto il mezzo, e cercare sempre il limite massimo, lo hanno portato a raggiungere ben presto in vetta alle classifiche. Passato alla McLaren, nel 1987, Ayrton Senna vince il primo dei suoi tre titoli di campione del mondo nel 1988 e si ripeterà  nel 1990 e nel 1991.

Compagno di squadra, nemico e poi amico fu il Grande Alain Prost, con il quale ebbe scontri, ma anche slanci di affetto, tradimenti e una riappacificazione anche pochi attimi prima di quel maledetto Gran Premio di Imola. 

Per la stagione 1994 dopo tanti anni di idilliaco rapporto con la McLaren (e il passaggio di quest’ultima ai motori poco performanti Ford), Ayrton arriva nella scuderia vincente, la Williams Renault. Le cose però non vanno come si sarebbe aspettato. Non riesce ad adattarsi alla macchina, ne riesce a trasferire agli ingegneri le sensazioni e i limiti della monoposto. In quell’anno si sta facendo luce un ragazzo con la Benetton, tale Michael Schumacher, che aveva vinto i due Gran Premi di inizio stagione. Senna anche  a Imola segna il miglior tempo nelle qualifiche assicurandosi per la terza volta la Pole Position. La morte del giovane Ratzenberger aveva sconvolto un po’ tutti. Ayrton era stato il primo ad accorrere sul luogo dell’incidente e farsi portavoce per i piloti.

Giorni drammatici quelli prima della gara, caratterizzati dai numerosi incidenti già dalle prove, Barrichello,  fino alla morte del giovane Austriaco.  Senna, in una telefonata alla fidanzata, aveva parlato di un brutto presentimento che aveva, ma doveva andare avanti.

Morì poche ore dopo in ospedale. Eletto quale miglior pilota nella storia della Formula 1 nel 2005, una fondazione che porta il suo nome è stata creata su iniziativa di sua sorella Viviane per promuovere la pratica sportiva tra i bambini poveri.

Senna voleva e doveva vincere, in una stagione che aveva iniziato nel peggiore dei modi. Con la migliore delle vetture, ha intenzione di guadagnare quei punti necessari a rincorrere la testa della classifica piloti.  Ma, al sesto giro, (alle ore 14,17) nella curva del Tamburello, la sua Williams improvvisamente scarta verso destra e si schianta sul muro di cemento a 210  Km/h .  Il brasiliano viene colpito dalla sospensione della ruota anteriore destra che perfora il casco, all’altezza della guarnizione superiore. Un centimetro sopra e si sarebbe probabilmente  salvato. Ha ceduto il piantone dello sterzo e per quanto Ayrton avesse provato a rallentare la vettura l’impatto era stato notevole. La sospensione è stata come una lancia e per il pilota non c’è stato scampo.

Subisce un intervento di emergenza a bordo pista prima di essere trasferito in ospedale di Bologna, ma i medici non potevano sapere l’entità del danno. La sua morte sarà annunciata dopo la fine di un gran premio che è continuato malgrado tutto.  Solo Gerard Berger, amico del pilota brasiliano si è fermato per correre dall’amico in ospedale, e gridare che il Circo doveva fermarsi. Così però anche allora, non fu. Il dio denaro dettava le regole. Ci è voluto il Corona Virus a bloccare tutto questo. Mai prima si era sospeso lo spettacolo, neanche per l’incidente di quello che rimarrà per tutti, “Simply the Best!”

“Devo Rischiare, Il rischio fa parte di questo mestiere . Qualche volta però non trovo le giustificazioni che servono”. 

Quel giorno stavo a casa di amici, in una villa in campagna. Mi ero portato la TV – anche se in bianco e nero. Era quella piccolina che tenevamo in cucina. Non mi potevo perdere il GP di San Marino. Certo, mi aveva colpito molto l’incidente e la morte del giovane pilota Ratzemberger. Avevo letto la sua storia e come era approdato alla Formula Uno quasi  inaspettatamente, lui che era ingegnere, avviato verso un’altra carriera, aveva messo tutto da parte per la passione.  Avrebbe potuto avere tutta un’altra vita. Nella villa di Palestrina stavamo pranzando con le famose fave e pecorino della festività del 1 Maggio. Bruschette, vino. Una giornata bellissima e calda, che ci aveva fatto respirare appieno l’aria di primavera. Mi ricordo la corsa ad accendere la TV. Non c’era l’antenna e la posizionammo in maniera instabile, nell’unico punto dove prendeva…..Semaforo Rosso, via…………non li dimenticherò mai, Roland e Ayrton.

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