Amazon: attenti a restituire troppi oggetti. Potrebbe costarvi la chiusura dell’account

Nelle ultime settimane Amazon è finita di nuovo al centro delle cronache, in Italia, per l’importante accordo raggiunto con i lavoratori del centro di Castel San Giovanni, che porterà a maggiori tutele a seguito dello sciopero organizzato verso la fine del 2017 in occasione del periodo di sconti del Black Friday. Adesso, invece, torniamo a parlare del colosso dell’e-commerce per un’altra questione, molto delicata, che riguarda invece le politiche interne relative alla restituzione degli oggetti acquistati sulla piattaforma.

Amazon, lo sappiamo, è una delle mete online più importanti per gli amanti dello shopping online, e tra gli elementi che hanno decretato l’enorme successo della multinazionale fondata da Jeff Bezos, non ci sono esclusivamente l’ottima assistenza ai clienti e le spedizioni rapide, ma anche un altro elemento importante. Parliamo della possibilità di restituire i propri acquisti ottenendo la sostituzione o il rimborso. Uno strumento utile per i clienti ma che Amazon ha deciso di tenere sotto controllo negli ultimi mesi, adottando provvedimenti seri nei confronti degli utenti che sembrano abusarne.

Amazon effettua milioni di spedizioni ogni giorno in tutto il mondo, offrendo agli utenti la possibilità di avvalersi della restituzione degli oggetti acquistati, permettendo di scegliere se ottenere la sostituzione dello stesso oppure il rimborso. La procedura prevede che, entro 30 giorni dalla consegna, l’utente possa avviare la procedura prevista sul sito del rivenditore, stampare l’apposita etichetta da applicare sul pacco, che verrà ritirato dal corriere, senza alcuna spesa aggiuntiva per l’utente. A quel punto è possibile scegliere se richiedere la sostituzione o il rimborso, se l’oggetto risulta difettoso, diverso da quello ordinato ma anche solo se il prodotto non è stato gradito.

Sembra, tuttavia, che alcuni utenti abbiano abusato della procedura, avvalendosi più volte delle politiche di restituzione degli acquisti. Ed è proprio in questi rari casi che Amazon avrebbe scelto di chiudere gli account dei furbetti. Questo è avvenuto soprattutto sul territorio statunitense, con utenti che hanno raccontato la propria esperienza.

Amazon, tuttavia, ha spiegato che si tratta di provvedimenti adottati nei confronti di utenti che hanno abusato per un periodo prolungato del sistema di restituzione degli acquisti e la scelta di espellere queste persone deriva dalla necessità di proteggere tutti i suoi clienti, dovendo gestire oltre 300 milioni di account attivi nel mondo. Un provvedimento estremo come l’espulsione di un utente avviene, quindi, solo nel caso in cui vengano restituiti molti oggetti nell’arco di un lungo periodo, proprio per punire quei furbetti che si avvalgono del procedimento senza un motivo apparente.

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