No all’accusa di terrorismo per 6 dei 14 imputati per la strage di Charlie Hebdo

11 presenti in aula dei 14 imputati per la strage di Charls Hebdo che nel 2015 ha causato la morte di 17 vittime: tutti condannati per vario titolo per aver aiutato i fratelli Cherif e Said Kouachi e Amedy Coulibaly, i terroristi responsabili materialmente degli attacchi rimasti uccisi durante l’attentato.

30 anni di carcere per Ali Riza Polat, principale indagato, presente in aula, con l’accusa degli attacchi terroristici nel 2015 contro il settimanale satirico Charlie Hebdo e il mini marker ebraico Hyper cacher. Ancora latitanti tre imputati tra cui Hayat Boumeddiene, condannata in contumacia anche lei a 30 anni, e i fratelli Mohammed e Mehdi Belhoucine. Il primo ha ottenuto la condanna all’ergastolo. Contro Mehdi Belhoucine sono invece decadute tutte le accuse perchè probabilmente morto. Gli altri hanno avuto pene comprese tra i 20 e i 4 anni di carcere.

Per sei di loro è caduta l’accusa di terrorismo.

Il processo è durato tre mesi e ora si aspettano i dieci giorni canonici per un eventuale ricorso delle parti. La lunga trafila è stata anche interrotta per un mese poiché uno degli imputati si era ammalato di Coronavirus.

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