La grande confusione sugli antibiotici porta all’antibiotico-resistenza

L’automedicazione spesso e volentieri porta ad estremi pericolosi. Questo il caso dell’utilizzo smodato degli antibiotici, quando non prescritti, quando non necessari o presi nel modo sbagliato. L’antibiotico-resistenza è un fenomeno in crescente aumento. Occorre prenderne atto e iniziare da subito a contrastarlo, anche con nostre semplici pratiche quotidiane. Quali? Innanzi tutto, attenendoci alle indicazioni del nostro medico ed evitando di assumere questi farmaci in assenza di un reale bisogno.

Ma da cosa è causata l’antibiotico-resistenza? E perché si è così sviluppata negli ultimi anni?

Da oggi è possibile trovare una risposta a queste domande in ““Gli antibiotici spiegati bene”, il nuovo libro a cura del dott. Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri, scritto in collaborazione con Antonio Clavenna.
Il nuovo volume di divulgazione scientifica è un manuale completo per far conoscere a tutti gli antibiotici, per farne capirne l’importanza ma anche per far comprendere come e quando vanno evitati. Per esempio, è necessario non ricorrere a questi importanti farmaci per non dare ancora maggiore forza all’antibiotico-resistenza.

Ma vediamo cos’è l’antibiotico-resistenza.
Come spiegano gli autori del libro, con la collaborazione della dott.ssa Pantosti e dei colleghi dell’Istituto Superiore di Sanità, per resistenza agli antibiotici s’intende “la capacità dei batteri di resistere all’azione degli antibiotici, potendo così continuare a moltiplicarsi e a diffondersi”. Questo fenomeno porta quindi all’insuccesso della terapia antibiotica.
Se da una parte l’antibiotico-resistenza è un fenomeno naturale nei batteri (dovuto alla selezione darwiniana che permette alle specie di adattarsi alle modificazioni), dall’altra ha subito negli ultimi anni una sempre crescente accelerazione. E questo è un problema? Sì: è “una minaccia per la salute e richiede energiche misure per contrastarla”.

Da cosa è causata l’antibiotico-resistenza?
Da diversi fattori, come per esempio:
un uso eccessivo o inappropriato degli antibiotici: molti di questi farmaci vengono prescritti, per esempio, per trattare il raffreddore o l’influenza, verso le quali gli antibiotici non hanno alcuna efficacia. Il paziente rischia di subire effetti indesiderati senza nessun beneficio sull’infezione.
il largo impiego nel settore veterinario, per favorire la salute degli animali negli allevamenti intensivi. Circa due terzi degli antibiotici utilizzati a livello globale sono impiegati in campo veterinario, favorendo la comparsa di batteri resistenti negli allevamenti animali. Acqua e suolo contaminati dai residui di antibiotici animali rappresentano due grandi incubatori di resistenze.
la convivenza con animali da compagnia. Il largo utilizzo di antibiotici in queste specie, infatti, è associato a un elevato rischio di trasmissione di batteri resistenti alle persone.
l’aumento dei viaggi internazionali. Si pensi, per esempio, ai turisti che necessitano di cure ospedaliere durante un soggiorno in un Paese con alta prevalenza di antibiotico-resistenza. Potranno rientrare nel loro Stato portando con sé batteri resistenti agli antibiotici.

Come superare l’antibiotico-resistenza?
Il problema è complesso e non esiste un’unica soluzione. È necessario uno sforzo congiunto in diversi settori (sanità umana, animale, zootecnia, agricoltura, ambiente) per preservare antibiotici efficaci per le prossime generazioni. Ma occorre – soprattutto – una maggiore consapevolezza personale di cosa sia un antibiotico e di quale potrà essere la conseguenza di un suo abuso.
Il contrasto all’antibiotico-resistenza per mantenere gli antibiotici efficaci è responsabilità di tutti – concludono gli autori – Ognuno di noi può fare, nel proprio ambito, la sua parte. Per esempio, se siamo professionisti sanitari o veterinari, dobbiamo limitare le prescrizioni ai casi in cui il loro uso è strettamente necessario. Se siamo cittadini, dobbiamo rispettare le indicazioni del medico, senza cercare di ottenere gli antibiotici quando non sono prescritti. È nostro dovere ricordare che un loro uso inappropriato può avere ripercussioni non solo personali, ma sulla salute di tutti”.

Non solo antibiotico-resistenza
Tra gli altri argomenti trattati in “Gli antibiotici spiegati bene” si trovano, per esempio:
– le classi di antibiotici e le loro funzioni
– l’utilizzo degli antibiotici in diverse condizioni: gravidanza, allattamento, terapia intensiva, profilassi, infanzia e anzianità
– le interazioni tra antibiotici e altri farmaci, oppure con prodotti erboristici o cibi.

L’AUTORE
Silvio Garattini (che ha curato “Gli antibiotici spiegati bene”) è medico e libero docente in Chemioterapia e Farmacologia. Fondatore nel 1961 e Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, è stato membro di diversi organismi tra cui il Comitato di Biologia e Medicina del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), la Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la politica della ricerca in Italia, la Commissione Unica del Farmaco (CUF) del Ministero della Salute. Ha ricoperto numerose cariche anche a livello internazionale e ricevuto moltissimi premi e onorificenze. È autore di centinaia di lavori scientifici pubblicati e di numerosi volumi nel campo della farmacologia. Fa parte del gruppo dei ricercatori italiani altamente citati nella letteratura scientifica internazionale. In oltre cinquant’anni di attività, l’Istituto Mario Negri, sotto la sua direzione, ha prodotto oltre 13.000 pubblicazioni scientifiche.

IL LIBRO
Gli antibiotici spiegati bene
A cura di Silvio Garattini, in collaborazione con Antonio Clavenna
Edizioni Lswr
Febbraio 2020, 14.90 euro, 144 pagine.

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