Gli anziani dormono meno. Ma è la qualità del sonno a creare rischi per la salute

Il tempo trascorso a dormire, soprattutto la notte, è fondamentale per mantenere il benessere del fisico e della mente, ma non sempre questo viene considerato adeguatamente, spingendo molte persone a dormire poco, magari per scadenze ravvicinate o impegni improrogabili, mettendo così a rischio la salute.

La quantità di tempo dedicata al sonno notturno appare quindi importante per la salute di bambini e adulti, e questo non fa alcuna differenza anche per gli anziani che, pur avendo bisogno di meno tempo da dedicare al sonno, spesso sono soggetti ad una serie di problemi che contribuiscono ad inficiare la qualità del sonno, anch’essa fondamentale per il benessere generale. Si rivelano interessanti, a questo proposito, i dati diffusi di recente che confermano come milioni di anziani, in Italia, si trovano a convivere con disturbi del sonno che rischiano di ripercuotersi negativamente sulla salute.

Pur essendo una condizione spesso sottovalutata, la privazione del sonno può avere conseguenze pericolose per tutti, contribuendo ad aumentare il rischio che insorgano altre patologie, dal diabete all’ictus, ma anche infarto e ipertensione, colpendo anche le funzioni cognitive. Si rivelano preoccupanti, quindi, i dati diffusi in occasione del congresso della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, che ha confermato come circa 10 milioni di uomini e donne over 65, in Italia, convivono con disturbi del sonno.

Questi possono tradursi nella difficoltà a prendere sonno la notte ai risvegli notturni che spezzano il ritmo del sonno. Riguardo ai motivi, appaiono diversi tra donne e uomini. Per le donne si rivelano un problema le preoccupazioni, mentre per gli uomini l’aver mangiato troppo o la necessità di andare in bagno. Generalmente per gli adulti è consigliato dormire tra 7 e 9 ore a notte, ricordando di non scendere mai sotto le 6 ore. Gli anziani, invece, possono dormire anche solo 5 ore, senza conseguenze per la salute.

Per risolvere eventuali disturbi del sonno, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico per controllare che la causa non sia la terapia medica seguita. Molto importante, inoltre, può essere seguire una dieta bilanciata in grado di conciliare il sonno (ad esempio consumando carboidrati la sera) e dedicare almeno 30-40 minuti al giorno all’attività fisica. Molto utile può anche essere il riposo pomeridiano che non compromette quello notturno ma, anzi, si rivela utile, ovviamente senza esagerazioni.

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