La riscossa dei SUV Made in Italy, Alfa Romeo Stelvio, Lamborghini Urus [II^ PARTE]

L’Alfa Romeo si è affacciata nel mondo dei SUV e lo ha fatto con Stelvio,  studiando bene la strategia che ne derivava dall’immettere un prodotto che non dovesse essere propriamente concorrenziale da quanto proposto e presente da anni sul Mercato. Si doveva presentare un’auto con un forte richiamo all’ambito sportivo. Le linee non classiche o da SUV, ma nemmeno da berlina come già sperimentato da altri. Ci voleva qualcosa di trasversale, nuovo ma al contempo di richiamo, che avesse un forte impatto, ma che conservasse chiara l’origine. La Stevio nasce così dalla berlina che di fatto ha rilanciato un marchio in affanno. Giulietta non era riuscita a rinnovare i fasti del nome che portava addosso. Non c’era poi molto di quel temperamento e di fascinoso. Ciò invece è subito balzato agli occhi in Giulia. La Giulia è la prima vera Alfa Romeo dopo tanto tempo. Non parlo di trazione posteriore, ma della qualità e la ricercatezza e la raffinatezza di ogni dettaglio meccanico. Un’auto costruita intorno alla meccanica e non il contrario. Alfa non poteva più essere i motori boxer, non poteva più essere quella dal ponte De Dion, non poteva più avere i motori twin spark, non poteva più però neppure essere un Clone di se stessa. E’ rinato un Marchio. E’ rinata la Giulia e oggi c’è  Stelvio che prosegue in questo nuovo corso. Una Berlina Gigante, Un coupè a trazione integrale. Stelvio è questo ma molto di più. Rappresenta una sfida in un settore inesplorato ma affollato. Vediamo se i vertici del gruppo FCA hanno trovato il bandolo della Matassa.

Le misure della Stelvio: 468 cm(Lungh)  216 cm (Larg) 165 (Alt.)

Le misure della Levante: 503(Lungh)  216 cm (Larg)  167 (Alt.) 2109 kg (Peso)

Alla Presentazione a Los Angeles, dove era  stata tra le maggiori attrazioni della manifestazione, aveva destato non poche attenzioni anche la scelta del propulsore. In quell’occasione infatti la vettura – versione quadrifoglio – era dotata di un 2.9 V6 twin-turbo da 510 CV è abbinato al cambio automatico ZF ad otto rapporti. Si trattava di una First Edition. (Levante  Motore Biturbo da 430 CV e cambio 8 rapporti)

A Ginevra (dal 9 al 19 Marzo) la potremmo ammirare nelle sua versioni definitive. Ci sarà ancora un  Benzina con motore   2.0 turbo  da 280 CV  combinato con trazione integrale e cambio automatico otto rapporti.

L’alfa presenta una ricca dotazione di serie  e una garanzia di tre anni. Si tratta di una serie speciale, al momento del lancio. La prima edizione della Stelvio si presenta con: rivestimenti in pelle pieno fiore, inserti in legno, cerchi in lega 20 pollici, sistema multimediale con schermo da 8,8 pollici,  apertura elettrica del portellone.

Una garanzia di tre anni e di 100 000 km è anche in programma, che è lontano dal segmento standard.

A Ginevra, molto probabilmente debutteranno le vetture “normali” con motorizzazioni che dovrebbero essere quindi il 4 cilindri 2.0 turbo a benzina con 200 o 280 CV e il 4 cilindri 2.2 turbodiesel da 180 e 210 CV con trazione posteriore o integrale. L’arrivo nelle concessionarie previsto per aprile-maggio.

L’Urus è l’ultima delle novità che vedrà la luce in questo primo semestre del 2017, relativamente ai SUV o Crossover Made in Italy. La Lamborghini pur avendo ancora l’anima italiana, potremmo definirla ormai una mezzo-sangue. Gli stabilimenti sono italiani, così come la produzione, ma il finanziatore e i ricavi volano in Germania. Bisogna però dar atto che il nuovo corso ha dato nuovo smalto a questo fiore all’occhiello italiano. I nuovi investimenti hanno prodotto dei gioielli di tecnologia. Il Gruppo Volkswagen ha dato e ricevuto da tale acquisto, ma la personalità e l’indipendenza sono state sempre rispettate.

L’Urus, segnerà forse una frattura, una virgola, che sospenderà il pensiero proprio di chi ha associato Lamborghini alle vetture estreme. Basata su pianale Audi Q7 sarà caratterizzata da un motore 5.2 V10, oppure da un  4.0 V8, ma non si esclude anche l’impiego di propulsori ibridi. La trazione sarà integrale (che per Lamborghini è ormai standard) elettronica e si adatterà al terreno.

Le misure non si discosteranno molto dalla Maserati Levante. La filosofia però sarà ben diversa. L’eleganza lascerà il posto alle prestazioni estreme e alla sportività: 499 cm x 199 cm larghezza x 166 cm di altezza

Si pensava avrebbe debuttato a Ginevra, ma si vocifera sarà presente solo in forma statica in polistirolo scala 1:1.

Il debutto vero e proprio è rimandato al salone di Shanghai ad Aprile 2017.

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