Uber vuole riprendere i test su strade pubbliche con auto a guida autonoma

E’ ormai da diversi anni che si parla di automobili a guida autonoma. Una tecnologia che sta raccogliendo sempre più interesse da parte di colossi dell’hi-tech e grandi produttori che hanno scelto di investire importanti risorse nello sviluppo del settore. Google, che ha dato vita alla società Waymo, è stata la prima a credere nella guida autonoma, realizzando una tecnologia in continua evoluzione grazie ai dati raccolti durante i test su strada.

Ma anche il colosso statunitense Uber per anni ha lavorato alla progettazione di un sistema per la guida autonoma. Almeno fino a quando il 18 marzo scorso, un terribile incidente che ha coinvolto una delle sue auto a guida autonoma, ha provocato la morte di una donna che attraversava la strada. In quell’occasione Uber ha deciso di sospendere il progetto legato alla guida autonoma. Ma adesso, a distanza di 8 mesi, sembra intenzionata a riprendere i test con le sue auto su strade pubbliche.

L’incidente che ha coinvolto Uber nei mesi scorsi ha provocato la morte di una donna che stava attraversando la strada. In quell’occasione il sistema di guida autonoma era attivo, ma il sistema di frenata automatico era disattivato. Inoltre il conducente della vettura al momento dell’incidente era distratto dallo smartphone, come confermato dalle riprese interne dell’abitacolo.

A poco meno di un anno dall’incidente avvenuto in Arizona, Uber sembra aver deciso di riprendere i test. Per farlo ha presentato una richiesta al Dipartimento dei Trasporti della Pennsylvania, con l’obiettivo di ottenere i permessi per usare le auto a guida autonoma sulle strade di Pittsburgh. Ma per ottenere il via libera, Uber ha scelto di presentare una relazione nella quale si impegna a migliorare la sicurezza del suo programma per la guida autonoma.

In particolare Uber aggiungerà due persone per ogni automobile, pronte a prendere il controllo del mezzo in caso di necessità. Inoltre il sistema di frenata automatica di emergenza dovrà essere sempre attivo. Uber, inoltre, si impegna a formare adeguatamente gli autisti delle sue auto a guida autonoma.

Adesso la palla passa al Dipartimento dei Trasporti in Pennsylvania, che entro il 13 novembre dovrà decidere se approvare la richiesta di Uber, respingerla o chiedere ulteriori approfondimenti.

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