Fattura Elettronica: cosa succede quando non viene saldata

I professionisti che in questo momento ci stanno leggendo lo sanno bene. Nei periodi di crisi economica è possibile che non si riescano ad incassare tutti gli importi che vengono fatturati. Proprio in modo inizia il lungo percorso del recupero crediti. Quindi cosa si fa? Innanzitutto si inviano dei solleciti di pagamento, poi si passa agli atti di precetto. 

Perchè la fattura emessa che non viene pagata, è un problema. Nel caso in cui si dovessero accumulare i documenti fiscali non saldati il professionista potrebbe iniziare ad avere dei problemi di liquidità. Un circolo vizioso che porta poi lo stesso emittente della fattura a non avere la possibilità di pagare i suoi fornitori. 

Quindi saldare le fatture vuol sostanzialmente dire che si tolgono dall’economia generale dei soldi che dovrebbero servire a farla girare. Ma come si agisce in caso di fattura non saldata? Ricordiamo, prima di procedere che molti altri approfondimenti si possono trovare su Fatturapro.click

Fattura elettronica: le caratteristiche

Nel 2019 si è avuto il passaggio dalla fattura in formato cartaceo alla fattura elettronica. È dunque cambiata la modalità di emettere, di ricevere e di archiviare i documenti fiscali, ma non la forma. 

Quindi la fattura elettronica presenta: 

  • denominazione della ditta emittente e del ricevente; 
  • sede legale o domicilio dei soggetti coinvolti nell’operazione; 
  • codice prodotti; 
  • quantitativo dei prodotti; 
  • prezzi; 
  • aliquota IVA; 
  • importo da pagare; 
  • numero progressivo; 
  • data di emissione; 
  • codice univoco; 
  • modalità di pagamento. 

Altro elemento importante è l’emissione della fattura che deve avvenire secondo specifiche tempistiche, proprio come previsto dalla legge. In particolare, nel caso dei beni mobili la fattura viene emessa alla consegna, per quello che riguarda gli immobili, al momento della stipula del contratto. Invece per i servizi la fattura viene rilasciata al momento del pagamento. 

Ecco appunto il pagamento che anch’esso può avere tempistiche differenti. In effetti esso può essere eseguito entro 30 giorni dalla ricezione del documento fiscale, alla consegna dei beni ovvero al termine dell’eventuale prestazione del servizio. 

Se i beni coinvolti nella trattativa sono deteriorabili il saldo può avvenire entro e non oltre 60 giorni dalla ricezione della fattura. Qualora, invece, l’acquisto di beni o servizi avvenga tra imprese o professionisti ci si può accordare in maniera differente per quello che riguarda il pagamento, ma dipende sempre dalle parti coinvolte nello scambio. 

Per tutelare tanto il venditore quanto il compratore, se gli accordi presi spostano la possibilità di pagamento oltre i 60 giorni, è obbligatorio formalizzare la scadenza con un documento scritto.

Fattura elettronica: cosa fare se non viene pagata

Nel caso in cui il debitore non saldi la fattura entro i termini previsti dalla legge, alla somma concordata per lo scambio dei beni o dei servizio occorre aggiungere gli interessi di mora a tasso fissato dalla Banca Centrale Europea, che viene aggiornato ogni 6 mesi. Inoltre il soggetto credito ha il diritto di richiedere le spese occorse per il recupero della somma. 

Quando sono trascorsi i termini di pagamento della fattura il credito può inviare al debitore un sollecito di pagamento. Questo deve avvenire con metodi che attestino l’avvenuta ricezione del documento stesso quindi o PEC o raccomandata A/R. 

Nella lettera di sollecito non possono mancare i dati del creditore, la data, numero e importo della fattura da pagare ed eventuale numero delle precedenti lettere di sollecito inviate. 

Nel caso in cui l’importo indicato nella lettera di sollecito sia superiore a 77,47 euro, occorre apporre sulla lettera una marca da bollo da 2 euro, non necessaria nel caso in cui non si indichi l’importo. Tutto questo nel caso del primo sollecito. Se si arriva a un secondo sollecito, occorre procedere con una richiesta esplicita di saldo. Gli elementi da inserire nella lettera sono gli stessi visti in precedenza. 

In alcuni casi si rivela indispensabile minacciare il ricorso alle vie legali nel caso in cui non avvenga il pagamento. Devono comunque essere indicate in maniera precisa i termini del saldo e la richiesta di eventuali interessi di mora. 

Se anche il secondo sollecito non è sufficiente per riscuotere la quota di cui si ha diritto, allora il consiglio è quello di rivolgersi a un legale che invierà una raccomandata A/R al debitore per costituire in mora il creditore.

Commenti

commenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: