Blanco “ci fa impazzire” e si conferma il futuro della musica italiana

Riccardo Fabbriconi, in arte Blanco, è un ragazzo classe 2003 nato in provincia di Brescia, in un paesino di poco più di 3000 abitanti. Il suo approccio artistico non è proiettato immediatamente al mondo della musica e, fin da piccolo, ama scrivere pensieri spinto dalla necessità di esternare le proprie emozioni e sentimenti. Col tempo, le sue esigenze si sono spostate verso una differente forma espressiva, dove ha potuto conciliare la sua abilità singolare nella scrittura e le sue doti canore. La sua musica è differente rispetto al resto della scena, è sperimentale, a tratti angelica e a tratti punkrock. A dare un forte contribuito alla sua nascita, è stato Michelangelo, il produttore che affianca Blanco in tutte le sue canzoni. Insieme sono riusciti a creare un connubio fantastico e soprattutto una novità per la nostra musica.

La sua carriera si apre con il singolo “Belladonna (Adieu)”, dove è evidente la mancanza di esperienza del ragazzo ma allo stesso tempo mostra un ottimo potenziale. Poco dopo pubblica “Notti in bianco”, brano del tutto originale che gli vale il riconoscimento da parte dei più grandi artisti. Questa canzone, dice Blanco, è stata scritta in 92 notti in cui il ragazzo restava sveglio, insonne per il troppo amore che provava per la ragazza a cui è dedicata e con la quale aveva intrattenuto una relazione. Sempre Blanco afferma di non esser riuscito a tirar fuori qualcosa che lo convincesse a pieno nel giro di tre mesi e solo, dopo una sessione di studio di 4 ore con Michelangelo, è riuscito a tirar fuori tutta la sua energia in 2 minuti e 57 secondi di canzone. La sua voce si sposa a pennello con il beat punk rock di Michelagelo, e, senza peli sulla lingua, riesce a rendere perfettamente l’idea del suo stato d’animo. Nel brano dice infatti: “Sopra quel balcone, ci ho passato l’estate e ho strappato mille pagine per descrivere le tue lacrime…”. La musica secondo lui è un urlo di dolore e felicità allo stesso tempo ed è la resa migliore per sfogare l’adrenalina e l’unica passione che lo possa far sfogare in maniera positiva e costruttiva. Proprio questa, la passione, è una caratteristica che trapela in tutte le sue canzoni e che rende il tutto più vero. Le influenze artistiche di Blanco sono molte, in particolare dice di amare la musica di Machine Gun Kelly e Yung Blud, che effettivamente rispecchiano alla perfezione l’immagine artistica del ragazzo classe 2003. Altro singolo, pubblicato successivamente, è “Ladro di fiori”. Anche in questo caso troviamo quella vena romantico-dannata che contraddistingue Blanco. L’immagine prevalente è il suo sguardo riflesso negli occhi della ragazza, la stessa che lo ha spinto a esprimere i suoi pensieri in note. Molto affascinante è anche il ricordo che evidenzia, dei regali che faceva alla sua ragazza, prevalentemente grandi bouquet di fiori che rubava nei giardini delle case circostanti. La consacrazione arriva con la chiamata di Mace, uno dei migliori milanesi, per la realizzazione del suo album OBE (Out of Body Experience), nel quale ha coinvolto i principali artisti della scena italiana. “La canzone nostra” è il titolo del brano realizzato con Blanco, uscito come singolo l’8 gennaio e dove Blanco realizza la sua prima vera collaborazione artistica, con Salmo. L’energia di entrambi è devastante e vale tutte le quasi 55milioni di views su Spotify. La canzone alterna sonorità profonde ad acuti che “spaccano” il beat che si presenta invece molto più pacato. La canzone è accompagnata dalle note di “Volare” di Modugno e rende alla perfezione l’immagine dei due cantanti che, sotto la pioggia, urlano al cielo tutta la loro anima. L’ultimo singolo è “Mi fai impazzire”, featuring con Sfera Ebbasta, e decisamente una delle migliori uscite del 2021 nel panorama italiano. Michelangelo si supera e, come dice Blanco all’inizio di ogni canzone, “ci mette le ali”.  L’unione della voce di Sfera con quella di “Blanchito” eleva ancor di più un brano di per sé assurdo.

“Sfacciato, ruvido e irriverente” così viene definito da Billboard che prende appieno la descrizione del ragazzo. Le sue sonorità ricordano molto quel filone fino ’90 inizio anni duemila dei Blink-182, Sum 41 e dei Green Day. Il ragazzo è stato capace in poco più di un anno di scalare le classifiche uscendo da qualsiasi canone musicale prestabilito. Il merito, come detto, va anche al suo produttore che ha saputo raccogliere la sua istintività e la sua energia, mettendole a condimento delle sue produzioni. Il tatuaggio che ha sul petto rispecchia perfettamente la sua figura: un angelo, che rispecchia la sua bontà d’animo, e la corona di spine che gli avvolge la testa, come senso di ribellione  e il suo lato più oscuro.

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