Aduriz dice addio

Aritz Aduriz, centravanti spagnolo dell’Athletic Bilbao, ha annunciato la decisione di dire addio al calcio giocato. I suoi 39 anni di età e le noie fisiche che da tempo lo attanagliano non gli permettono più di essere il calciatore che tutti abbiamo ammirato durante la sua lunghissima carriera.

Dunque, per quanto possa far dispiacere una notizia del genere, non possiamo che apprezzare la lucidità e la dignità che si nascondono dietro le parole dell’attaccante, il quale preferisce lasciare da elemento valido e utile anziché diventare, col tempo, un peso per i propri compagni e per il proprio club.

Ora, evidenziato questo aspetto per nulla secondario, non ci resta che omaggiare questo meraviglioso bomber, il cui nome rimarrà per sempre legato ai colori biancorossi dell’Athletic Bilbao, squadra alla quale ha dedicato gran parte della sua carriera. E non poteva essere altrimenti, considerando il rapporto viscerale intercorrente tra i calciatori di origine basca –Aduriz è infatti nato a San Sebastiàn- e il club del San Mamés.

Tra le altre esperienze (mai lontane dalla Spagna), vi sono le stagioni trascorse con le maglie di Real Valladolid, Maiorca e Valencia, tutte ovviamente bagnate da decine e decine di gol.

Aduriz può anche vantare 13 presenze con la maglia della nazionale spagnola e due reti all’attivo. Nonostante questo bottino possa sembrare a prima vista alquanto scarno, non dobbiamo dimenticare che le “Furie Rosse” negli ultimi 15 anni hanno dominato il calcio internazionale, avendo la possibilità di schierare molti dei calciatori più forti del mondo.

Ma, aldilà della concorrenza spietata (ricordiamo su tutti il devastante Fernando Torres di Euro 2008), ciò che non ha permesso ad Aduriz di essere protagonista della nazionale è sicuramente lo stile di gioco mostrato dagli spagnoli: gioco rapido fatto di scambi, triangolazioni e fraseggi, tutto rigorosamente con la palla a terra.

E naturalmente questa filosofia, se da un lato ha esaltato all’ennesima potenza giocatori brevilinei e agili come David Villa, dall’altro ha sicuramente costretto in seconda linea i numeri 9 più grossi e fisici, quali per esempio Fernando LLorente e appunto Aritz Aduriz.

A proposito del palmarès, Aduriz risente del fatto di non aver mai giocato né col Barcellona, né col Real Madrid, le due canninabali della Liga. Tuttavia nell’agosto del 2015 la punta basca ha trascinato il suo Bilbao alla conquista della Supercoppa spagnola contro il Barca di Messi, mettendo a segno ben quattro gol tra andata e ritorno (tripletta al San Mamès e rete del definitivo 1 a 1 al Camp Nou).

E proprio nella gara d’apertura di questa stagione, sempre ad agosto e sempre contro i blaugrana, Aritz segna allo scadere il gol della vittoria con una rovesciata da stropicciarsi gli occhi.

La straordinarietà tecnica e atletica di tale gesto racchiude al meglio il valore di questo numero 9, fungendo da perfetta fotografia della sua meravigliosa carriera vissuta, sin dall’esordio, all’insegna del suo unico credo: il gol.

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