L’algoritmo che legge sul volto se siamo gay o etero

Il primo pensiero va subito agli studi del criminologo Lombroso e le sue teorie sulla conformazione cranica dei criminali. Stiamo parlando dello studio che ha individuato un algoritmo capace di leggere dai lineamenti del volto la nostra inclinazione sessuale. Grazie ad un programma e all’intelligenza artificiale, secondo lo studio, si può identificare da una semplice fotografia se la persona ritratta sia eterosessuale oppure omosessuale. Una ricerca che farà sicuramente parlare molto, soprattutto per quanto riguarda l’etica del riconoscimento facciale in base alle origini biologiche, sociali e culturali sia per tutto quello che consegue a livello di privacy e discriminazione.

I risultati verranno mostrati a breve sul Journal of Personality Social Psychology e riportati in prima battuta dall’Economist. Secondo le prime indiscrezioni l’algoritmo in questione sarebbe riuscito a distinguere correttamente tra persone omosessuali ed eterosessuali nell’81% dei casi quando si è trattato di uomini e nel 74% in occasione di immagini di donne.

L’intelligenza artificiale per arrivare a questi risultati è stata nutrita di ben 130.741 foto di 36.630 uomini e 170.360 immagini di 38.593 donne pubblicate su un sito statunitense di appuntamenti. La prima scrematura ha salvato solo 35.326 relative a 14.776 persone, eliminando quelle meno chiare. Si è proceduto poi al “deep learning”, l’apprendimento profondo che consente di stabilire gerarchie di fattori e parametri, concetti o elementi ricorrenti su una mole di documenti. A questo è stato unito un software creato ad hoc che si chiama Vgg-Face. Secondo i responsabili della ricerca, Michal Kosinksi e Yilun Wang, uomini e donne omosessuali avrebbero caratteristiche di genere atipiche, così come anche espressioni, strutture morfologiche e atteggiamenti che andando a restringere le casistiche mostrano come i gay apparirebbero più femminili e viceversa. Ci sarebbero anche tendenze ricorrenti secondo le quali i gay avrebbero la mascella più affusolata e sottile, nasi più lunghi e fronti più ampie degli eterosessuali. Di contro, le lesbiche presenterebbero mascelle più massicce e fronti più piccole se paragonate alle donne etero.

Interessante vedere come l’algoritmo già dopo aver mostrato questi ottimi risultati, si possa affinare aggiungendo più foto del singolo utente, raggiungendo così una precisione del 91%. Risultati non lontanamente avvicinabili a quelli riscontrati da persone in cane ed ossa.

Per quanto riguarda il risultato scientifico di questa indagine, si è arrivati alla conclusione che  l’orientamento sessuale possa in qualche modo essere stato influenzato dall’esposizione a certi ormoni prima della nascita, nell’utero, in particolare il testosterone. In base a quanto riscontrato in altri studi, questo ormone andrebbe ad influire durante lo sviluppo, sulle strutture facciali. Per concludere quindi il caso specifico, sembra così che la propensione sessuale non sia una scelta ma un fatto di dna.

Si tratta comunque di una indagine che hja svariati limiti, a partire dell’universo di indagine indagato: mancano infatti persone di colore, e anche con orientamenti sessuali differenti come ad esempio i transgender o i bisessuali. Si basa inoltre sulle dichiarazioni sulla propensione sessuale di utenti su un sito di incontri online.

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