Trionfano le milanesi al termine della 18a giornata di Serie A

Il Milan rimane in vetta alla classifica e l’Inter sconfigge la Juventus per consolidare ulteriormente il proprio secondo posto. Il derby di Roma veste biancoceleste. Questi sono i tre temi principali al termine del match del lunedì sera che chiude la diciottesima giornata di Serie A e che permette al Milan di affacciarsi alla boa di metà stagione con la possibilità di conquistare il titolo simbolico di squadra campione d’inverno anche solamente col pareggio. Vediamo però una ad una le gare giocate.

Si incomincia venerdì sera una giornata di campionato giocata su uno span di oltre 72 ore con il sempre esaltante derby di Roma. Le due squadre scendono in campo con i giallorossi maggiormente favoriti in classifica e reduci da un buon pareggio ottenuto con l’inter, mentre la Lazio arrivava da due vittorie consecutive.

In campo, dopo poche prime battute positive della Roma, che si trova a calciare dalla bandierina più di una volta nei primi 10 minuti di gara, è evidente l’approccio più efficace alla partita della squadra biancoceleste, la cui tendenza alla verticalità mette in difficoltà la difesa ed il centrocampo romanisti. Bastano 14 minuti per il primo gol: in seguito a calcio d’angolo per la Roma, lancio lungo, colpo di testa sbagliato di Spinazzola che favorisce l’apertura verso Lazzari sulla fascia destra, il rientrante Ibanez anticipa bene, ma scivola nel tentativo di spazzare e la carambola sullo stesso Lazzari mette la palla tra i piedi del solito Immobile che trafigge senza difficoltà Pau Lopez.

La Roma prova una controffensiva, ma non entra mai in partita. Il pressing biancoceleste è efficace e costringe i giallorossi a persistere in un palleggio orizzontale che non mette mai in pericolo il risultato. Al contrario, i disimpegni dei giocatori di Inzaghi aprono spesso e volentieri spazi pericolosi. Al 24′, Milinkovic pennella di nuovo per Lazzari che prova a cercare il fondo, inciampa, ma riesce a scaricare alle sue spalle a Luis Alberto, che di prima lascia volare un preciso destro sul secondo palo: 2-0.

Nel secondo tempo, non cambia il tema tattico e la Roma subisce un terzo gol, ancora da parte di Luis Alberto, che dal limite dell’area piazza un destro chirurgico all’angolino. Nel finale, capita a Dzeko la palla del 3-1, ma calcia addosso a Reina, che chiude bene sul primo palo da due passi. Dimostrazione di forza per la Lazio, Roma che deve dimenticare rapidamente una brutta, brutta prestazione.

Facendo un salto a sabato sera, a San Siro si gioca il Derby d’Italia, che per la Juventus significava confermare le tre vittorie consecutive, mentre per l’Inter dimostrare il proprio status da principale contender allo scudetto. Poi, parliamoci chiaro. Il Derby d’Italia per la Juve significa battere l’Inter e per l’Inter significa battere la Juve. Lo stimolo è sufficiente così.

Non dissimile la trama da quella vista nel derby capitolino. Dopo i primi venti minuti di gioco che han visto cose buone da entrambe le squadre, al 22′ l’episodio che dà il via alla discesa nerazzura, con il cross di Barella che pesca l’inserimento dell’ex Vidal e fa 1-0. Da questo momento in poi, è evidente il dislivello soprattutto a centrocampo, dove i tre nerazzurri divorano i troppo passivi Rabiot e Bentancur e anche da un punto di vista prettamente psicologico, appare molto carente il sostegno delle stelle Ronaldo e Morata.

Al contrario, è emozionante il duello tra Chiellini e Lukaku, che persiste per tutta la gara e vede uscire i due in pareggio. Poco dopo l’inizio del secondo tempo, però, il lungo lancio di Bastoni trova in contropiede i piedi di Barella che controlla e spara sotto la traversa. Quella della mezz’ala sarda è una gara giocata a livelli stratosferici e in generale l’Inter si afferma squadra solida e affidabile, che ha saputo vendicare la doppia sconfitta dello scorso anno e che chiama il Milan alla risposta.

A chiamata risponde infatti il Milan lunedì sera con il ritorno di Ibrahimovic dal 1° minuto dopo 50 giorni. Ne bastano 5, di minuti, allo svedese, per tornare al gol, su un rigore da lui stesso conquistato. Il Cagliari ci prova, ma il Milan si dimostra più forte delle assenze, davvero troppe, e riesce a mantenere il vantaggio singolo fino al 52′, quando un lungo lancio di Calabria trova Ibra, guarda un po’, che trafigge col sinistro Cragno e fa 2-0. Da segnalare un’entrata folle di Saelemaekers che in 8 minuti di gioco prende giallo e rosso e lascia la squadra in 10, ma il Milan riesce a tenere inviolata la porta.

I rossoneri mantengono i nerazzurri a tre punti di distanza in una corsa allo scudetto che sembra sempre più milanese.

 

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