Pericolo super pidocchi: sono più resistenti del normale ai comuni trattamenti

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Come avviene ormai costantemente con il passare degli anni, la medicina riesce a fare importanti passi in avanti, riuscendo a trovare cure per patologie che un tempo risultavano molto pericolose per la salute degli esseri umani, ma se in ambito medico sono tanti i progressi che vengono fatti costantemente, allo stesso modo anche le malattie e i virus possono cambiare con il passare del tempo, riuscendo in alcuni casi a diventare molto più resistenti tanto da rendere persino inutile l’adozione di medicinali che generalmente potrebbero debellarli. Di recente è stata confermata l’esistenza di batteri molto più resistenti che riescono a rendere inutile l’effetto dei comuni antibiotici, e adesso l’attenzione si sposta invece sui pidocchi. Dagli Stati Uniti arriva la conferma che esisterebbe una nuova categoria di parassiti definiti “super pidocchi”, che risultano essere molto più resistenti ai trattamenti che generalmente si utilizzano per eliminarli dal cuoio capelluto.

La scoperta è stata fatta da una ricerca pubblicata sulla rivista Pediatric Dermatology e condotta dalla dermatologa Ellen Koch dell’Università di Pittsburgh e da Bernad Cohen dell’Università John Hopkins di Baltimora, che insieme hanno analizzato i risultati di alcune delle più importanti ricerche condotte dal 1985 fino al 2014, per capire quali sono stati i risultati ottenuti nell’arco di quasi 30 anni dai comuni trattamenti anti-pidocchi. Dai risultati si è scoperto che, mentre in passato sostante antiparassitarie comuni permettevano quasi sempre di sconfiggere i pidocchi, negli ultimi anni la situazione sarebbe cambiata, tanto da rendere questi medicinali utili solo nel 25% dei casi, compreso lo shampoo Mom, considerato uno dei trattamenti antiparassitari utilizzati più comunemente.

I ricercatori, al momento, non risultano troppo preoccupati, essendo comunque disponibili altri medicinali che riescono ancora a contrastare la diffusione dei cosiddetti “super pidocchi”, ma i risultati di questo studio, evidenziano comunque l’esistenza di parassiti molto più resistenti rispetto al passato che rischiano di rendere la vita molto più difficile, costringendo quindi i bambini a perdere giorni di scuola e giornate di lavoro per gli adulti. Si tratta di un problema che non può essere sottovalutato, e che nella maggior parte dei casi coinvolge soprattutto i bambini, che frequentando ambienti come scuola e palestra, sono più esposti ai pidocchi, in particolare se si trovano a condividere oggetti personali con i compagni di scuola.

In tal senso, a facilitare la diffusione dei pidocchi, possono essere anche i selfie, gli autoscatti realizzati con gli smartphone che spingono i soggetti delle foto a stare molto a contatto tra loro, anche appoggiando le teste una all’altra, e rivelandosi involontariamente un mezzo di diffusione dei parassiti che possono facilmente trasferirsi tra i capelli di qualcun’altro, diffondendosi attraverso la deposizione di decine di lendini, considerate le uova dei pidocchi, che con il passare del tempo provocano un fastidioso prurito nella zona interessata.

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