Nel 2040 aumenteranno i malati di Sla, soprattutto tra le donne

Lotta alla Sla

La ricerca scientifica, nonostante in diversi paesi tra cui l’Italia debba fare i conti con stanziamenti di fondi spesso risicati e non sufficienti a far fronte all’enorme mole di lavoro necessaria, continua a fare importanti passi in avanti, e il lavoro di ricercatori e interi team di esperti impegnati in questo settore ha permesso nel corso degli ultimi decenni di conoscere in maniera ancora più approfondita malattie che fino a poco tempo fa risultavano ancora per molti versi poco conosciute, in modo da riuscire ad affrontarle in maniera più mirata ed efficace con terapie che riescono a bloccare o comunque rallentarne il decorso. Esistono ancora, tuttavia, malattie spaventose per cui non esiste a tutti gli effetti una cura in grado di debellarle, e tra queste rientra purtroppo la Sla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, che se già adesso colpisce migliaia di persone nel mondo, entro il 2040 vedrà crescere in maniera esponenziale il numero complessivo, creando un rischio maggiore soprattutto per le donne.

Conosciuta anche come “malattia di Lou Gehrig” dal nome del giocatore di baseball a cui negli anni ’30 venne diagnosticata, la Sclerosi Laterale Amiotrofica è una malattia neurodegenerativa che dopo essersi manifestata porta a contrazioni muscolari, rigidità dei muscoli e continua debolezza che, con il passare del tempo si ripercuote inevitabilmente sulla deglutizione, la parola e persino la respirazione, portando inevitabilmente alla morte. Il lavoro dei ricercatori ha permesso di raccogliere informazioni preziose sulla malattia, ma nonostante questo non esiste ancora una cura definitiva in quanto non sono ancora note le cause che scatenano la malattia.

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communication condotto dal National Institutes of Health di Bethesda in collaborazione con Adriano Chiò, responsabile del Centro Sla dell’Ospedale Molinette di Torino, ha evidenziato come entro il 2040 si registrerà un forte aumento dei malati di Sla nel mondo pari al 32%, passando quindi dai 200.000 del 2015 a 370.000 entro il 2040, con un incremento maggiore del 40% per le donne. I dati della ricerca confermano che l’incremento riguarderà per il 20% l’Europa, il 35% gli USA, il 50% la Cina e addirittura il 100% l’Africa.

Le cause della malattia, come detto, non sono ancora note, ma in compenso si sa che nella gran parte dei casi la Sla colpisce persone dai 50 anni in su, e sono state identificate una serie di fattori di rischio che aumentano le probabilità che la malattia compaia. In particolare il fumo è uno dei fattori di rischio, ma anche l’attività fisica intensiva (come quella svolta ad esempio dagli sportivi) aggiunge qualche rischio in più insieme al fattore genetico. Nonostante l’enorme mole di dati a disposizione, non è ancora  stata trovata una cura nè la causa principale che scatena la Sla, ma è innegabile come i progressi fatti negli ultimi anni contribuiscano a far nascere una speranza circa la possibilità di trovare una cura entro i prossimi decenni.

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