Censis: 12 milioni gli italiani che rinunciano alle cure per motivi economici

Per molti anni si è parlato del sistema sanitario nazionale presente in Italia, tra tagli continui che inevitabilmente si ripercuotono sui servizi messi a disposizione dei pazienti e le enormi disparità che esistono tra le regioni del nostro paese, soprattutto tra Nord e Sud, che spesso e volentieri costringono molte persone a spostarsi dalle zone del Mezzogiorno per essere certi di poter contare sulle migliori cure possibili, dovendo però affrontare difficoltà economiche tutt’altro che sottovalutabili.

E’ in questo contesto che appaiono alquanto inquietanti i dati diffusi in occasione del Welfare Day 2017 con il rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute, e che mostrano una situazione difficile per gli italiani e il loro rapporto con la sanità pubblica. Secondo i dati, infatti, sarebbero sempre più gli italiani costretti a fare ricorso alla sanità privata per curarsi con un inevitabile esborso economico, e addirittura più di 12 milioni sono quelli che decidono di rimandare o rinunciare del tutto a curarsi per motivi economici.

I dati Censis confermano l’aumento delle persone che si rivolgono alla sanità privata per la propria salute, con una spesa che nel 2016 ha raggiunto i 35.2 miliardi di euro, con un aumento del 4.6% negli ultimi tre anni. E questo, inevitabilmente, è andato a ripercuotersi sulle condizioni finanziarie di milioni di persone che hanno portato 13 milioni di italiani a vivere un disagio economico per pagare interamente le spese sanitarie. 7.8 milioni hanno speso tutti i propri risparmi o si sono indebitati con amici, parenti o banche, mentre 1.8 milioni sono entrati nella sogna di povertà.

I motivi di questa scelta sono da trovare nelle interminabili liste di attesa che gli italiani devono affrontare quando si rivolgono al sistema sanitario nazionale, rendendo spesso e volentieri necessario o più semplice rivolgersi al settore privato, dovendo però affrontare spese maggiori. Per fare qualche esempio, una mammografia necessità di un tempo di attesa che in media raggiunge i 122 giorni, che diventano 80 giorni per una risonanza magnetica, 67 giorni per una visita cardiologica e 47 giorni per una visita ginecologica. L’attesa, tuttavia, diventa ancora maggiore quando si raggiunge il Centro o Sud Italia.

La situazione che emerge dai dati Censis rivela, infine, quello che appare come il dato più grave tra quelli appena citati. Sono adesso 12.2 milioni gli italiani che hanno deciso di rimandare o rinunciare alle cure per motivi economici, dato cresciuto del 10.9% in un solo anno, e che evidenzia ancora una volta come la sanità sta rischiando di trasformarsi in un lusso non adatto a tutti più che un servizio indispensabile e rivolto a tutti, a prescindere dalle condizioni economiche.

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