Ritirati integratori alla curcuma per casi di epatite

Al momento sono una decina i casi di epatite colestatica acuta. Si tratta di una forma di epatite non infettiva e neanche contagiosa che probabilmente è riconducibile al consumo di integratori a base di curcuma. Il Ministero della Salute ha diramato l’allerta già da dicembre 2018, andandosi però ad intensificare in queste ultime settimane. Una volta interrotta la somministrazione del prodotto, tutti i pazienti sono guariti. 4 casi sono avvenuti in Toscana.

Attenzione a questi prodotti

I nomi dei prodotti coinvolti sono stati segnalati dal Ministero della Salute, comprensivi in alcuni casi dei lotti pericolosi:
1) Curcuma 95% Maximum lotto 18L264 scadenza 10/2021 prodotto da EKAPPA LABORATORI srl per conto di Naturando S.r.l.
2) Curcuma complex B.A.I. aromatici per conto di Vitamin shop
3) Tumercur Sanandrea
4) MOVART Scharper SpA stabilimento a Nichelino
5) Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5 mg Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta
6) Curcuma “Buoni di natura” Terra&sole (in questo caso si tratta di curcuma in polvere, non di un integratore)
7) Curcumina Plus 95%, lotto 18L823 NI.VA prodotto da Frama
8) Curcumina 95% Kline lotto 18M861 NI.VA prodotto da Frama
9) Curcumina Plus 95% piperina linea@ lotto 2077-LOT 19B914 NI.VA prodotto da Frama
10) Curcumina Plus 95% piperina linea@ 18c590 NI.VA prodotto da Frama

Cause

Al momento si è ancora in  attesa delle risposte delle analisi fatte sui percorsi dei prodotti in questione. Si potrebbe pensare ad un incidente a livello di coltivazione o di fornitura della materia prima, per esempio durante il processo di estrazione. Possibile anche una contaminazione da micotossine o un problema nella piperina (derivato del pepe), sostanza presente in alcuni integratori a base di curcuma. Esiste però un’altra possibilità: come pianta medicinale viene usata la curcuma longa. Altri tipi di curcuma hanno un aspetto simile ma contengono sostanze chiamate terpeni, tra cui per esempio lo zederone, che possono avere un effetto epatotossico. Tutte queste ipotesi andranno comunque confermate dalle analisi in corso. L’efficacia e la sicurezza della curcuma come pianta medicinale sono ampiamente dimostrati dalla letteratura scientifica: ritengo quindi fuori luogo qualsiasi allarmismo che vada oltre i prodotti segnalati dal Ministero. I casi di epatite sono probabilmente frutto di un incidente che va analizzato e capito, ma le proprietà della curcuma – che ha peraltro effetti epatoprotettivi e antinfiammatori – non sono messe in discussione.

L’azienda Terra&sole ha precisato: “La nostra azienda non produce integratori. Tra i casi segnalati, un solo consumatore ricordava di aver consumato curcuma in polvere: purtroppo l’acquisto era stato effettuato molto tempo prima della diagnosi e il consumatore non aveva più le informazioni riguardanti il prodotto. La nostra azienda ha provveduto immediatamente a fornire tutte le informazioni del caso, comprese le analisi condotte in autocontrollo su tutti gli acquisti di curcuma in polvere, al fine di fornire tutti gli elementi utili di valutazione per garantire la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato e dei consumatori. Non sono state riscontrate anomalie ed al contempo è stato accertato che l’azienda mette in atto tutte le possibili precauzioni al fine di evitare di immettere in commercio prodotti alimentari potenzialmente dannosi”.

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