LANCIA YPSILON/CORSA 2024…..l’elettrica in arrivo [e le vecchie Lancia Y]

Presentata ieri la nuova Lancia Ypsilon, la storia continua per un’auto che ha segnato un bel pezzo della storia dell’auto Made in Italy moderna. Oggi cambia tutto, ma noi partiamo dall’inizio…

Tanti anni fa, un sogno dei giovani dell’epoca era rappresentato da una vetturetta che aveva rotto esteticamente col passato, aveva contenuti di tecnologia innovativa ed interni raffinatissimi. Dopo l’uscita di scena della Autobianchi A112, la Fiat aveva prodotto una nuova vettura  – con molte parti comuni con la Fiat Panda II – la Autobianchi/Lancia Y10.

Era diversa da tutte le altre. Rompeva tutti gli schemi, ma al contempo, come spesso è successo nella storia automobilistica con le automobili italiane, queste hanno segnato l’inizio, sia tecnologico che di design, di un qualcosa che è poi diventato di dominio di tutti. La Y10 ha portato ad una svolta, le auto piccole potevano essere eleganti e con dotazioni al top. Nello stile era essenziale, con le linee tese, filanti e che si interrompevano di tronco, verticalmente e con un portellone nero opaco. Semplice ma unica e con molte soluzioni innovative.

Venne apostrofata in varie maniere dai detrattori. Il più comune appellativo fu, “ferro da stiro”. L’aerodinamica, i profili, la razionalità dei tagli delle lamiere, i fari e anche i vetri avevano un andamento nuovo rispetto a tutta la concorrenza che all’inizio stentò ad esser compresa. L’auto era piccola, un’utilitaria, misure: 340 cm di lunghezza; 150 cm di larghezza; 143 cm di altezza, per un passo di 216 cm e la massa di soli 780 kg. Sospensioni con ruote indipendenti davanti, Schema McPherson, molla elicoidale, barra stabilizzatrice anteriore. Il retrotreno presentava sospensioni ad omega con boccola centrale a deformazione controllata e bracci di reazione longitudinali, ammortizzatori idraulici a doppio effetto. Auto leggera, scattante e che consumava davvero poco. Il telaio non era stato concepito secondo i principi odierni della sicurezza passiva. All’interno la seconda rivoluzione: Lo stile. Auto elegante con moquette a terra e Alcantara su sedili e parte della plancia. Tra le prime utilitarie ad essere dotata di vetri elettrici anteriori e posteriori elettrici a compasso (se ne sono visti più pochi). Aveva la chiave con il telecomando e la chiusura centralizzata e cosa nuovissima per l’epoca, il condizionatore.

Arrivò poi sul Mercato la Lancia Y, rinnovata in tutto e per tutto. Un salto di qualità enorme per misure, abitabilità, sicurezza e rifiniture. Erano gli anni di transizione dei prodotti Lancia/Fiat nella ricerca di una propria identificazione. Pianali e motorizzazioni uguali – FIRE – ma auto ben distinte. La Lancia Y aveva mandato in pensione il Marchio Autobianchi e molto altro del passato. Aveva una spiccata personalità. Rimase in produzione dal 1995 al 2003. Moderna e con richiami curvilinei in tutta la carrozzeria, era al contempo classica e moderna. Tante novità e ricercatezze che ne definivano un tratto molto particolare ed originale. Fu un successo commerciale e distintivo per chi ne possedesse una. Commercialmente andò bene, seguirono aggiornamenti e serie speciali. Meccanicamente era un classico per i modelli del segmento B. Aumentano le misure che arrivano a 372 cm x 169 di larghezza e l’altezza 144, nuovi numeri che parlano di una migliore vita a bordo e migliorate doti di guida e stabilità.

Nel 2003 si passò a una nuova vettura che sfruttava la meccanica della nuova Punto/Fiat. Auto con impronta stilistica vagamente retrò come era la produzione di quel periodo nella Casa Automobilistica storicamente più elegante della produzione italiana. Riprendeva dettagli ispirati alla Thesis e Delta, gli interni erano un’evoluzione di quanto visto nella precedente versione, che era diventato anche un riconoscimento della vettura. Cockpit e plancia centrali, compreso il quadro strumenti. L’eleganza delle rifiniture, tessuti e dettagli sono ricercatissimi e l’auto è un vero piccolo salotto su ruote. Meccanicamente per le sospensioni troviamo all’avantreno uno schema avantreno con montante telescopico MacPherson e barra stabilizzatrice, i bracci sono in acciaio; al retrotreno troviamo le ruote interconnesse da un ponte torcente più barra stabilizzatrice.  L’impianto frenante sfrutta dei dischi autoventilati all’anteriore mentre al posteriore sono disponibili dei classici tamburi. Vengono introdotti i primi sistemi di sicurezza attiva: ABS, controllo di stabilità e trazione e l’antiarretramento in salita. Ci sono gli Air-Bag e le barre antintrusione nelle portiere. Cambiano le misure: 378 cm x 170cm x 1530 h e passo 238.

L’ultima versione della Lancia Ypsilon nasce dalla piattaforma della Fiat 500, con la quale condivide molto della meccanica,  ed è per la prima volta solo a cinque porte. Non viene assemblata più in Italia, ma in Polonia. C’è un enorme cambiamento stilistico e anche in termini di modernità. Si scrolla di dosso l’etichetta di auto piccola o entry level. Un’auto dalla grossa personalità costruita fino ad oggi in moltissime unità, venduta all’estero in Mercati non facili per il Made in Italy. Ancora in produzione prevede anche la versione Mild-Hybrid. Tecnicamente è l’evoluzione stilistica del modello precedente, pur non avendo nulla in comune se non – all’interno – la plancia a blocco centrale – ma adesso moderna che prevede anche il sistema infotainment. Per certi versi è nata con l’idea di presentare la sorella minore della Delta, ma evoluta nei canoni stilistici è stata sottoposta ad un piccolo restyling che ne ha alleggerito i tratti e introdotto fari a Led e molti apporti tecnologici. Auto ancora attuale per meccanica e sistemi di sicurezza, sarà dura a morire per lasciare spazio ad un’auto totalmente elettrica e che ha origini  e produzione franco-tedesca.

Insomma la nuova Lancia Ypsilon di Lancia non ha più nulla, neppure l’origine italiana del progetto. Da una parte ciò ci turba, ma in effetti l’ultima Ypsilon era prodotta a  Tychy, in Polonia, ma la progettazione e il design era Made in Italy.  Stellantis che ha acquisito, per non dire che è la fusione dei Brand PSA con il Gruppo FCA ha sfruttato (per risparmiare – ma anche per garantire la qualità di un prodotto già testato) il pianale e molte (forse troppe) parti della Opel Corsa. Anche se le scritte riportano all’anteriore – ben in evidenza – la scritta LANCIA, di Lancia c’è poco. Avrebbero dovuto cambiare un po’ più e darle una connotazione più propria e rispettosa di un brand che si è sempre distinto per eleganza e sportività. Segnerà forse l’inizio della fine… In effetti la fine c’è già stata, LANCIA, ora  è solo “allestimenti più curati e ricercati nel design e innovazione tecnologica nell’infotainment”, prestazioni si ci sono, batterie potenti e un’autonomia da record,  ma nulla più.

 

 

La Nuova Lancia Ypsilon Limited Edition Cassina, come una rifinitavettura dell’era elettrica. E’ stata presentata ieri 14 febbraio: “una storia numerata”, chiamata “1 di 1906“, rivela una Limited Edition che arriva a un numero non a caso…e privilegiato 1906. Una nuova avventura per una nuova epoca e un modo nuovo d’intendere l’auto.

L’alleanza tra Lancia e Cassina, Brand di lussodel Made in Italy, si sono unite per dare personalità e distinzione. La loro collaborazione, radicata nella storia e nell’innovazione, si traduce in un’auto elettrica accattivante. Questa odissea meccanica è in linea col progetto di elettrificazione avviato dal Gruppo Stellantis. Il Gruppo Fiat è ora parte integrante di un progetto, di una fusione tecnologica che utilizza  pianali e motori per i vari marchi  che ne compongono il Gruppo, così come con  Peugeot e-208 , Opel Corsa-e o DS3 E-Tense , che beneficiano delle ultime generazioni del propulsore elettrico Stellantis.

La Nuova Lancia Ypsilon Limited Edition Cassina si presenta con una batteria da 51 kWh e un motore da 156 CV, una potenza all’altezza delle leggende che la precedono. Offrendo un’autonomia generosa, fino a 403 km nel ciclo combinato WLTP , si afferma come regina delle city car elettriche. La ricarica diventa un’esperienza rapida ed efficiente, con una capacità di ricarica di 11 kW in CA e 100 kW in CC . Basterà una sosta di 25 minuti per completare il rito dal 20 all’80%, una breve pausa in questa odissea urbana. La tecnologia elettrica, erede dei progressi di Stellantis, rende ogni chilometro un’avventura tutta da assaporare.

Al centro di questa saga elettrificata, la tecnologia SALA (Sound Air Light Augmentation) conferisce una nuova dimensione all’esperienza di guida. L’auto è regno di  comfort e design degli interni, plasmati dall’esperienza di Cassina, emergono come capitoli di una storia avvincente. Gli showroom italiani, intrisi della nuova identità aziendale, diventano capitoli viventi di questa epopea. L’avventura è iniziata il 14 febbraio, con un’offerta di lancio e un tour che celebra il connubio tra tradizione e modernità. Ne riparleremo…

 

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