Il Rituale: una ventata d’aria fresca (spoiler)

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Netlfix non sempre ci azzecca, specialmente per quanto riguarda i film,  dove tende a sprecare idee buone con realizzazioni improbabili. Non è però il cado de Il Rituale, un film horror del 2017 diretto da David Bruckner, regista sconosciuto ai più. Qui in realtà Netflix c’entra poco, avendo lasciato mano libera e carta bianca alla produzione britannica.

Il Rituale può vantare un cast con un habitué di Netflix, il protagonista Luke, interpretato Rafe Spall. L’attore inglese è stato già visto su Netflix in un episodio speciale della serie britannica Black Mirror chiamato “Bianco Natale”, dove affiancava il protagonista Jon Hamm in una intricato intreccio di flashback e allucinazioni.

Spall è già stato visto anche in La Grande Scommessa insieme ad un cast stellare composto dalla stella di The Office Steve Carrell, Ryan Gosling, Christian Bale e Bradd Pitt. In quella pellicola interpretava invece un operatore finanziario con la passione per il buon cibo e con un inguaribile ottimismo.

Ne Il Rituale deve fronteggiare la morte di un suo caro amico durante una rapina dove non ha potuto fare altro che assistere inerme, paralizzato dal terrore. Per onorare la sua memoria Luke e i suoi amici decidono di partire per un viaggio per le foreste svedesi. Precisamente la località scelta è il Parco Nazionale di Sarek. Qui cominciano i guai.

Non c’è da preoccuparsi, il Parco Nazionale di Sarek è ampiamente visitato, essendo destinazione dei viaggio di grandi masse di turisti con la passione per le escursioni ogni anno. Peccato che poco prima dell’inizio dell’ultimo tratto di percorrenza il loro amico Dom inciampi e si storca la caviglia.

Per accorciare la tratta da fare a piedi decidono di addentrarsi dentro la fitta foresta che attraversa il parco. Se solo avessero saputo che il film in cui stanno recitando si chiama Il Rituale certamente non avrebbero fatto questa scelta. La foresta è infatti sede di qualcosa di losco.

Poche ore dopo fa buio, hanno perso troppo tempo smarrendosi più volte e decidono di accamparsi in un casolare abbandonato. Tutti vengono colpiti continuamente da incubi che gli impediscono di dormire, uno di loro si risveglia addirittura con ferite sul corpo. Presto si capisce che qualcosa non va.

Gli amici di Luke scompaiono uno dopo l’altro fino a quando non rimangono solo lui e Dom, con cui ha forti contrasti per quanto successo al loro amico, morto nella rapina nel centro di Londra. Dom infatti crede che Luke sia sopravvissuto perché pavido mentre il loro amico sia andato incontro alla morte poiché ha cercato di proteggere il negoziante.

Si imbattono poi in un villaggio che sembra essersi fermato nel tempo. Gli abitanti non hanno né elettricità né acqua corrente, vestono abiti settecenteschi. Appena li vedono li chiudono nella stalla annunciando, tramite l’unica abitante che per qualche motivo parla inglese, che verranno sacrificati.

Infatti la ragione per cui i loro amici sono scomparsi è perché sono stati catturati da una creatura gigantesca, che assomiglia ad un enorme cervo, che gli abitanti del villaggio venerano come una divinità. Questa (o questo) infatti li risparmia in cambio del sacrificio, da qui il nome Il Rituale dei passanti nella foresta.

Qualcosa durante il sacrificio di Dom va storto. Infatti la creatura sembra essere in grado di instillare allucinazioni in chi la guarda negli occhi ma questo con Dom fallisce e il gigantesco simil-cervo, inferocito, attacca gli abitanti del villaggio e da fuoco a questo, consentendo a Luke di scappare.

Dopo un feroce inseguimento Luke ha la meglio giungendo all’infuori della foresta. Lì infatti il mostro non può proseguire, visto che sembra trarre il suo potere dalla foresta stessa. Luke riesce così a fuggire verso la civiltà, lasciandosi alle spalle i suoi amici e la sua vita prima di questa traumatica esperienza.

Il Rituale è un colpaccio messo a segno da Netflix, se non nel produrlo, quanto meno nell’assicurarsi l’esclusiva sulla distribuzione. Una ventata d’aria fresca nella scena del cinema horror che ormai, complice il successo planetario della saga low-cost di Paranormal Activity, è un alternarsi di possessioni più buffe che spaventose e mobili e porte che scricchiolano e cigolano.

Quindi ben vengano altri film come questo, solo un grande problema: la durata. Non come al solito però in cui i film sembrano tomi interminabili su schermo. Stavolta è troppo corto e molte cose restano in sospeso. Come ad esempio che in quel villaggio, apparentemente privo di contatti con l’esterno, nel nord della Svezia, nel mezzo del nulla, dove c’è una persona che parla inglese.

Oppure se quanto capitato all’amico del gruppo, morto per un colpo alla testa nella rapina, abbia un legame con la creatura, visto che questa sembra sapere tutto. Sulla natura del mostro la ragazza che parla inglese nel villaggio ci dice che è un  Jǫtunn, che nella mitologia nordica sarebbero i giganti, imparentati con Loki, il fratello di Thor.

Però il mostro ha un aspetto profondamente diverso, gli Jǫtunn sono giganti, nemici degli dei con cui però spesso si accoppiano e sposano. Ben lontani quindi dall’ibrido gigante-cervo che si vede il Il Rituale. Tutto questo però è un insieme di dettagli relativamente di poco conto.

La vera forza de Il Rituale è una straordinaria aria di tensione e inquietudine che non si vedeva da tanto tempo in un film horror. Per gli appassionati del genere è una ventata d’aria fresca, per chi non gradisce questo genere Il Rituale può essere parecchio difficile da digerire.

Consigliato: assolutamente sì.

Link: Netflix

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