Ricetta per la Dolce Vita: Roma, passione latina, costolette di maiale iberico e cabernet franc argentino

 

 

 

“Marcello come here..hurry up!” E subito si materializza nell’immaginario la scena della Fontana di Trevi dove Sylvia (Anita Ekberg) invita Marcello (Marcello Mastroianni) a seguirla per bagnarsi nella fontana a tarda notte nella Roma silenziosa, dove solo il rumore dell’ acqua riecheggiava. Il film è la “Dolce Vita”, ricordo felliniano della dolce vita romana e una delle vie più rappresentative ed eleganti della città rimane sempre Via Veneto.
Sontuosi alberghi si alternano a negozi, portoni e qualche locale alla moda ed è proprio al civico 173 di Via Vittorio Veneto che vogliamo portarvi, dove un Marcélo non attende la bionda Sylvia, ma Carmen. No, non è una nuova soap opera di tendenza, ma i personaggi di Casa Marcélo, il nuovo ristorante che ha aperto le sue porte proprio a Roma e che racconta una storia legata alla terra, al buon cibo… e alla cucina messicana.
Ad accoglierci sono Annalisa Polo e Roberto Tomasini, già proprietari di Casa Carmen a Fregene che con questa nuova apertura in una zona centrale di Roma scommettono tutto su una sincera ospitalità, miscelata ad una cucina di influenza spagnola, messicana, argentina, senza trascurare Cuba e il Venezuela.
Un mix di sapori e colori che si percepisce già dall’atmosfera appena entrati, arredamento colorato, ma sobrio, musica di sottofondo che crea un ambiente di spensierata rilassatezza vacanziera .
“Ci siamo subito innamorati degli spazi di questo locale. Al centro di Roma ma allo stesso tempo molto internazionale, materico. La sala interna è grande e d’impatto, perfetta per creare un gemello della nostra Casa Carmen in una delle vie più note del centro della capitale. Ci ha trasmesso immediatamente stabilità ed energia, le linee squadrate i dettagli in ferro erano perfetti per creare Casa Marcelo”. Così Annalisa Polo parla della nuova apertura targata giugno 2021.

sala interna

Casa Marcélo nasce con una idea di respiro internazionale per accogliere clienti stranieri e romani. L’esperienza dello chef Alessio Procaccini ( anno 1990 e formazione al Gambero Rosso) tra Tenerife e Barcellona è stata determinante per concepire un menù che spazia tra eccellenze spagnole, sudamericane e la passione per le cotture alla brace.

Lo chef ha voluto valorizzare tutte le sue materie prime con cotture tradizionali, lente e pensate. Si va al di là della mera interpretazione didascalica e si prendono i grandi elementi spagnoli, venezuelani, messicani e argentini portandoli in un contesto più ampio che predilige gli abbinamenti creativi e i giochi di consistenze.

“La creatività è proprio un punto essenziale perché disegna una cucina che è allo stesso tempo contemporanea e di sostanza, lavoriamo sui ricordi. Questo menù è un viaggio insieme a noi e c’è un pezzettino di tutti noi qua dentro. Il gusto è protagonista, ma anche la memoria e la voglia di stare bene prendendosi un po’ di tempo per sé stessi”.

Tra gli antipasti troviamo i Pimientos del padròn, i classici frigitelli fritti serviti con sale maldòn e le Croquetas de jamon ( le crocchette di prosciutto con mayo al lime e pepe rosa). E poi ancora Chorizo, Queso frito e Ceviche de lombo. Ampia scelta di tostadas con ingredienti sempre freschi e salse home made. Notevoli le selezioni di Jamon iberico stagionato, salumi e formaggi spagnoli.
Tra i primi spiccano il Raviolone ripieno di stinco di maiale e bufala in salsa di datterini e le Mezzelune ripiene di carne al chimichurri in salsa di zafferano e gocce di basilico. Per gli amanti della carne ci sarà da “leccarvi le dita” con le Costolette di maiale iberico con mostarda e miele oppure il classico Segreto iberico alla griglia con platano fritto, la Baca Galiziana e il T-Bone argentino.

raviolone, mezzaluna, quadrotto

Per una ottima proposta internazionale di piatti ci vuole un’ altrettanto eccellente attenzione al bar, sapientemente condotta dalle mani della giovane (ma abile e di carattere) Felicia De Stasi, allieva di Max La Rosa con cui ha elaborato una carta dei cocktail d’autore, fresca e creativa. Divertente la selezione, sia nei nomi che nel viaggio di sapori da percorrere: si può scegliere tra un “Vulcani e fiori di cactus” (tequila e pimento, purea di bergamotto, liquore allo zenzero, frusta di sale affumicato), un “Recuerdo de un futuro pasado” (vodka, infuso di frutti rossi e rosa, miele alla fava tonta, limone, soda allo zenzero) o ispirarsi ai padroni di casa “Carmen y Marcelo” (Mezcal e Oban 12, sciroppo anguria e tabasco, lime, menta, tonica e sale dolce).

Ma anche grandi nomi tra classici come Negroni e Gin Tonic e tante novità da tutto il mondo con Tequila (Patron reposado, Casamigos blanco) oppure Mezcal ( Montelobos, Nuestra soledad).
Ad accogliere gli ospiti Letizia Di Bella, direttrice di sala e sommelier, che con attenzione ha saputo dare spazio ai vini del nostro territorio, dirigendosi però senza paura anche nel mondo spagnolo, venezuelano e latino. In carta troviamo per esempio un Gran Reserva Humberto Canale (100% Cabernet franc) dall’ Argentina, oppure un Valle de Ica Intipalka Reserva (60%cab.sauvignon- 40% petit verdot) dal Perù e tanti altri, vini che mai avremo pensato di provare, se non sul territorio,  per continuare il fil rouge di  percorso perfetto tra piatto e calice.
Non si può concludere un buon pasto senza una delizia di pasticceria, che a Casa Marcélo è ben visibile dall’apposito bancone, creazioni espresse di Flavia Barberi, proveniente dal mondo del Gambero Rosso e con tanta voglia, come tutta la squadra, di mettersi in gioco in questa nuova avventura.
Un viaggio tra i sapori del Mediterraneo e mete più lontane accompagnano chi entra a Casa Marcélo, tra genuinità ed eccellenza per non dimenticare il classico, ma dirigersi sicuri anche verso il contemporaneo.

staff

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