Virus Zika: registrato il primo contagio in famiglia non per via sessuale

Virus_Zika_Utah

Negli ultimi mesi in particolare si è parlato tante volte dell’ormai tristemente celebre e pericoloso virus Zika, appartenente alla famiglia delle Flaviviridae, che ha avuto di recente una importante diffusione in molti paesi del mondo, soprattutto in Brasile, dove si è registrato un forte incremento dei casi accertati, portando ad un inevitabile esposizione mediatica notevole considerato che tra poco meno di un mese inizieranno ufficialmente i Giochi Olimpici di Rio 2016.

In attesa che arrivi quel momento, con l’inevitabile presenza di migliaia di visitatori che decideranno di assistere alle gare previste per le Olimpiadi, continuano a trapelare aggiornamenti in merito alla diffusione del virus. L’ultima novità di particolare rilievo, tuttavia, arriva dallo Utah, negli Stati Uniti d’America, dove i ricercatori sembrano aver registrato il primo caso di virus Zika tra due familiari, trasmesso non per via sessuale.

Si è parlato più volte dell’epidemia di Zika, ed in particolare del modo in cui gli esseri umani possono essere contagiati. Fino ad ora è stato confermato che la trasmissione avviene in seguito ad una puntura di zanzare, ma le persone contagiate possono a loro volta diffondere il virus attraverso rapporti sessuali. Il caso registrato in questi giorni nello Utah, tuttavia, fa sorgere nuovi dubbi sulla possibilità che il virus possa trasmettersi anche in altri modi.

Stando alle informazioni disponibili, il caso nello Utah si riferisce ad un uomo anziano che, in seguito ad un viaggio all’estero, ha contratto il virus Zika. In seguito l’uomo ormai malato, prima di morire, è stato assistito da un parente più giovane, ed è proprio su quest’ultimo che è stato accertato il contagio, che sembra confermarsi il primo caso di contagio trasmesso non per via sessuale. Fino ad oggi, infatti, i ricercatori hanno più volte sottolineato che la diffusione del virus può avvenire solo in seguito alla puntura di zanzara o attraverso un rapporto sessuale.

L’uomo contagiato di recente, invece, non ha avuto rapporti sessuali con persone infette, non vive in una zona in cui è stata registrata la presenza di zanzare responsabili della trasmissione del virus e non ha fatto viaggi all’estero. L’unico contatto è avvenuto durante l’assistenza ad un anziano parente, ed è proprio sulla questione che si è espressa Angela Dunn, Viceresponsabile all’Epidemiologia del Ministero della Salute nello Utah, che ha definito questo come un caso unico in quanto l’uomo assistito dal giovane aveva nel sangue livelli di Zika superiori di 100.000 volte rispetto ad altri campioni analizzati.

Il caso registrato nello Utah, tuttavia, dimostra come ci sia ancora tanto da imparare sulla diffusione di questo virus, e nonostante alcuni ricercatori dell’Imperial College di Londra ritengano che l’epidemia di Zika potrebbe esaurirsi da sola entro i prossimi tre anni, i casi di contagio continuano a crescere soprattutto in Brasile, con un totale di 165.392 casi accertati dall’inizio dell’anno, e quasi 1700 casi di microcefalia neonatale in meno di un anno.

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