McKinsey: furgoni e camion di consegna hanno invaso le città. Colpa dell’e-commerce

Se guardiamo alla diffusione di internet a livello globale e al numero di persone in grado di accedere al web e alle sue moltissime opportunità, non c’è da stupirsi se un fenomeno che ha registrato una crescita esponenziale negli ultimi anni sia stato proprio il commercio elettronico. Sempre più persone, a prescindere da nazionalità o età, decide di effettuare i propri acquisti online, beneficiando spesso di prezzi inferiori e, soprattutto, della consegna a domicilio che permette di ricevere a casa ciò che è stato acquistato.

Ma se da un lato questa crescita ha avuto effetti positivi, l’altra faccia della medaglia mostra gli effetti che questo boom dell’e-commerce continua ad avere non solo sulla concorrenza dei negozi fisici, ma anche sull’inquinamento delle nostre città. Uno studio condotto dalla società McKinsey mette in evidenza proprio questo aspetto, svelando come lo shopping online abbia incrementato in maniera imponente il numero di furgoni e camion di consegna in viaggio quotidianamente.

I numeri confermati da McKinsey sono impressionanti e confermano che dal 2006 al 2015 i pacchi in movimento sono cresciuti da 250 milioni a 330 milioni, un incremento notevole che si traduce in un numero sempre maggiore di furgoni per la consegna che si muovono non solo nelle principali metropoli del mondo, da New York a Londra, fino a Pechino, Los Angeles e Tokyo, ma anche nelle città italiane.

Un esempio calzante è quello relativo a Poste Italiane che gestisce circa la metà delle consegne effettuate nel nostro paese e che dai 41 milioni di pacchi del 2016, dovrebbe superare i 50 milioni quest’anno. E’ inevitabile che questo fenomeno si ripercuota negativamente sulle nostre città. Da un lato per l’aumento notevole dell’inquinamento provocato dalle emissioni di CO2 dei veicoli, e dall’altro per il traffico che congestiona la mobilità urbana provocando, secondo alcune stime, una perdita pari a 2-4% del PIL (a causa dei tempi di percorrenza).

E se già adesso il fenomeno appare preoccupante, in futuro la situazione non migliorerà considerando che prendendo in esame i 20 principali mercati del mondo, l’e-commerce da un fatturato di 880 miliardi di dollari del 2015 passerà a 1630 miliardi entro il 2020.

E’ per questo che appare necessario adottare provvedimenti che consentano di affrontare questo fenomeno che, in futuro, registrerà numeri ancora più elevati. I ricercatori di McKinsey ipotizzano che alcune idee potrebbero essere applicate già adesso. Ad esempio raggruppare gli ordini da consegnare, ottimizzare i percorsi ed effettuare consegne notturne, utilizzando anche mezzi elettrici, potrebbero ridurre le emissioni inquinanti del 30%, velocizzare le consegne e limitare la congestione del traffico.

Altre opzioni come l’uso di droni per la consegna, robot e mezzi di trasporto a guida autonoma, pur richiedendo più tempo per un’adozione su scala globale, potrebbero fare la differenza.

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