Erika Lucchesi, 19 anni anni, morta in discoteca per un mix alcol e droga sintetica

Una serata in discoteca, come altre. Come quelle che c’erano tra i ragazzi del gruppo. Un modo per evadere dalla routine e mettere dietro le ansie e le paure di un mondo che pareva non girare sempre per il verso giusto. Un bicchiere come si fa in compagnia, forse un altro. Tante risate, musica alta. Erano arrivati in sette da Livorno per la musica Techno. Quella sera era un evento speciale. La nota discoteca riapriva dopo quindici anni.  Purtroppo oltre all’alcol girava droga.

Forse Erika ha assunto qualche cosa (non è certo, al vaglio dei medici incaricati dell’autopsia). Nel locale Jaiss di Sovigliana di Vinci, Erika si è sentita male. Proprio vicino ai bagni, nella zona dei divanetti, il cuore ha cominciato a battere all’impazzata. Lei ha gridato che si sentiva male.  Sono stati chiamati i soccorsi e sono arrivate due ambulanze, anche per la rianimazione. I medici hanno provato a regolarizzare il battito. Poi però quel cuore non ha sopportato più quell’induzione e s’è fermato. Hanno provato per quaranta minuti, con il massaggio cardiaco e con il defibrillatore, sempre all’interno della discoteca, date le condizioni della ragazza. Sono arrivati anche i genitori avvertiti telefonicamente quando ormai non c’era più nulla da fare.

S’è fermato tutto il mondo di Erika. Tutta la sua famiglia, dai genitori ai parenti più stretti fino agli amici sono crollati con lei in un dolore sommesso. Ora è facile fare accuse o supposizioni.

Rimangono i fatti duri e crudi. Erika ha accusato un primo malore intorno alle 3.30. Lamentava dolori alla testa, per la troppa confusione, poi un secondo, quello fatale.  Ciò che è successo dopo, l’abbiamo raccontato. Adesso ci sono le indagini per accertare cosa sia veramente accaduto. Sono stati individuati con le telecamere di sorveglianza, dei sospetti spacciatori.

Al momento l’ipotesi più probabile è che la giovane avesse assunto alcol e droghe, ma sarà l’autopsia a far luce sulle cause del decesso. I carabinieri hanno già sentito gli amici della 19enne per ricostruire lo svolgimento della serata in discoteca. Le indagini sono state affidate e coordinate dal sostituto procuratore Fabio Di Vizio.

L’immagine che rimane è di una ragazza sorridente. Un po’ assente negli ultimi tempi. Aveva dei problemi dei quali non parlava. Aveva anche nuove frequentazioni che non tutti – del suo gruppo gradivano. Era diventata più chiusa  ma non si avevano notizie che facesse uso di stupefacenti. Molto probabilmente si è trattato di un gioco tra ragazzi (un gioco ahimè stupido), mischiare alcol e qualche altra cosa hanno causato il decesso della giovane.

Ci sono tanti e troppi che commentano e che giudicano. I fatti sono ben altra cosa. Ora è tempo di pietà e del dolore. (Le indagini però vadano avanti e chi deve paghi).

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