Conte e il nuovo Decreto

Dopo un vistoso ritardo che ha tenuto milioni di italiani incollati allo schermo, alle 23:30 circa ha parlato in diretta Facebook il Presidente Conte per informare il Paese sulle novità dell’ultimo Decreto che entrerà in vigore lunedì 23 marzo.

“È la crisi più difficile che il Paese sta vivendo dal secondo dopoguerra. La morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorno si rinnova. Quelle che piangiamo sono persone, sono storie di famiglie che perdono gli affetti più cari. Non sono numeri. Le misure fin qui adottate richiedono tempo. Dobbiamo continuare a rispettare tutte le regole con pazienza, responsabilità e fiducia”.

Queste le parole d’esordio del Presidente che rimarcano quanto la situazione attuale sia difficile e l’impegno da parte di tutti assolutamente necessario per superare quest’emergenza causata dal dilagare del COVID-19.

“La decisione assunta dal Governo è quella di chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia cruciale a garantire servizi essenziali. Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio per stilare una lista dettagliata in cui sono indicate le filiere produttive più necessarie per il funzionamento dello Stato. Continueranno a rimanere aperti supermercati e negozi di genere alimentare. Non c’è nessuna restrizione sui giorni di apertura dei supermercati. Non c’è ragione di fare una corsa agli acquisti e creare code ingiustificabili. Aperte anche farmacie a parafarmacie, i trasporti proseguiranno, attivi servizi bancari e finanziari”.

In sostanza, viene disposta la chiusura totale di quasi tutte le attività commerciali al dettaglio, i centri commerciali, i mercati sia su strada che al coperto, bar, pub, ristoranti di ogni genere, parrucchieri, centri estetici, alberghi e mense.

Rimangono aperti, ed è bene sottolinearlo, i supermercati e i negozi di genere alimentare. Così come le farmacie, le parafarmacie e perfino le edicole.

Quelle messe in atto sono “misure severe, ne sono consapevole, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi. Lo Stato c’è, il governo interverrà con misure straordinarie che ci consentiranno di rialzare la testa. Rallentiamo il motore produttivo del paese ma non lo fermiamo. Non è una decisione facile, ma si rende necessaria oggi per poter contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia. Al di fuori delle attività ritenute essenziali consentiremo solo lo svolgimento di lavoro in modalità smart working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale. Mai come ora la nostra comunità deve stringersi forte come una catena a protezione del bene più importante, la vita. Se dovesse cedere un solo anello questa catena saremmo esposti a pericoli più grandi, per tutti. Quelle rinunce che oggi ci sembrano un passo indietro domani ci consentiranno di prendere la rincorsa”.

Conclude così il Presidente Conte e lascia il Paese senza un DPCM fino alle 12 circa del mattino seguente. Il suddetto decreto, ormai pubblicato, entrerà in vigore da lunedì 23 marzo fino a venerdì 3 aprile, salvo nuove dirette Facebook a sorpresa.

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