Comunali: a Torino Appendino non si ricandida

Il sindaco uscente Chiara Appendino, insediatasi nel 2016 con la lista del Movimento 5 Stelle, ha scelto di non ricandidarsi alle prossime elezioni, che avranno luogo nel 2021. 

La notizia della mancata ricandidatura, per la verità, non desta eccessivo sconcerto o stupore. Lo aveva detto lei stessa poco dopo il suo insediamento, ormai quattro anni fa: “Non mi ricandiderò mai. Cinque anni e basta”.

A far apparire quasi scontata la scelta della pentastellata, tuttavia, non è solamente la fiducia nella sua coerenza. I quattro anni trascorsi sono stati anni ricchi di complicanze, anche se non sempre dovute all’operato dell’amministrazione.

Certamente non aiuta la recente condanna in primo grado a sei mesi per falso ideologico, per l’errata imputazione a bilancio di cinque milioni di euro. È lei stessa a citare questo tra i motivi che l’hanno spinta a non riproporsi alla guida della città, specificando inoltre come vi sia l’intenzione di effettuare ricorso giudiziario e di andare fino in fondo alla vicenda.

Inoltre, vi è la mazzata dell’esclusione di Torino dalle città ospitanti le prossime Olimpiadi invernali. Vi è il generale movimento centrifugo di Torino rispetto alle “città che contano”, iniziato ben prima dell’insediamento della Appendino, ma acceleratosi negli ultimi anni e vi è la rivalità con Milano, nella quale Torino si vede uscire perdente da molti punti di vista, tra tutti la perdita di numerose prestigiose mostre a favore proprio del capoluogo lombardo.

Tuttavia, né si può dire che la Appendino sia stata impeccabile, né le si possono attribuire tutte le responsabilità dello sviluppo che la città di Torino ha avuto in questi 5 anni. Si è trattato di un sindaco ordinario, che ha fatto delle scelte per la sua città in un contesto politicamente acerbo, dal momento che si è trattato della prima volta per i 5 stelle alla guida della città.

Anche dal punto di vista politico, l’appoggio alla sindaca uscente non ha brillato per chiarezza. Sostenuta ferocemente da una frangia del suo partito, ugualmente con ferocia è stata osteggiata dalla frangia opposta, con l’accusa di assoggettamento ai “poteri forti” tipica dei sostenitori più devoti al Movimento 5 stelle.

Nel corso del suo mandato, Chiara Appendino ha indubbiamente cercato di trovare un compromesso ed un dialogo proprio con quel centrosinistra che aveva sconfitto al ballottaggio nel 2016 e che da sempre rappresenta il colore politico di Torino. Una mossa politica utile per l’efficienza operativa dell’istituzione comunale, ma che non ha pagato in termini di popolarità, sia per quanto riguarda i sostenitori politici, sia per quanto riguarda gli elettori.

Ed ora? Non si esclude che il prossimo candidato possa essere appoggiato congiuntamente proprio dai nuovi alleati nazionali Pd-M5S. È lei stessa, tuttavia, a porre una pietra sopra le speculazioni, affermando come sia troppo prematuro parlarne già da ora.

Intanto, per la sindaca uscente si aprono prospettive di tipo nazionale, sebbene ancora una volta, con discrezione, sia lei a frenare gli entusiasmi, predicando calma. Rimane noto, tuttavia, che la Appendino rappresenti uno dei nomi di spicco per i pentastellati e che in un momento di crisi interiore, come quello che sta avendo luogo ora, potrebbero fare buon uso la visibilità della sindaca uscente, che gode di grande stima da parte dei vertici del movimento.

 

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