Addio monete da 1 e 2 centesimi: supermercati annunciano arrotondamento dei prezzi. Si inizia da Conad

La sorte delle monetine da 1 e 2 centesimi di euro è ormai da tempo segnata. Del resto si tratta di due monete dal valore talmente irrisorio da renderle difficili da utilizzare per effettuare pagamenti, rivelandosi solo un ulteriore peso nei portafogli di milioni di consumatori. E’ anche per questo che nei primi mesi del 2018 è stata annunciata una decisione drastica. Smettere di coniare le monetine da 1 e 2 centesimi, semplificando la vita dei consumatori e, al tempo stesso, permettendo allo Stato di risparmiare.

Lo stop è arrivato circa un anno fa, e adesso arrivano i primi effetti di questa decisione. La preoccupazione maggiore, da parte dei consumatori, riguardava la possibilità che l’eliminazione di queste monete portasse ad un aumento dei prezzi. Così non sarà. In compenso si renderà necessario, almeno per i pagamenti in contanti, dell’arrotondamento dei prezzi, evitando così di aumentare i prezzi, almeno fino a quando queste monete non andranno definitivamente esaurite.

Conad è la prima catena di supermercati ad annunciare ai suoi clienti l’addio alle monete da 1 e 2 centesimi, confermando l’applicazione dell’arrotondamento dei prezzi al multiplo di 5 più vicino. Questo significa che se il prezzo di un prodotto sarà di €5,57, verrà arrotondato per difetto a €5,55. Se il prezzo sarà di €5,58, sarà arrotondato per eccesso a €5,60.

Il gruppo Conad chiarisce che la decisione è stata presa perché gli istituti di credito non sono più in grado di garantire questa valuta nelle quantità necessarie. I prezzi dei prodotti, invece, non sono stati in alcun modo ritoccati. Inoltre è importante sottolineare che l’arrotondamento dei prezzi riguarderà esclusivamente i pagamenti in contanti. Chi pagherà con bancomat o carte di credito non subirà l’arrotondamento dei prezzi. Questo sistema non si applicherà anche per i consumatori che si presenteranno alla cassa con l’importo esatto.

Come detto, Conad è il primo gruppo ad applicare l’arrotondamento dei prezzi, ma a breve sarà quasi certamente seguito dagli altri punti vendita che dovranno necessariamente adeguarsi al cambiamento.

Riguardo alla decisione, annunciata 1 anno fa, di bloccare la produzione delle monete da 1 e 2 centesimi, i motivi sono soprattutto economici. Per produrre la moneta da 1 centesimo i costi che lo Stato doveva sostenere corrispondevano a 4,5 centesimi, mente per la moneta da 2 centesimi i costi salivano a 5,2 centesimi. Da quando è entrato in vigore l’euro sono stati coniati circa 6 miliardi di queste monete e secondo alcune stime il valore degli 1 e 2 centesimi ancora in circolazione sarebbe di almeno sette miliardi di euro.

La decisione di non coniarle più consentirà invece allo Stato di risparmiare circa 2 milioni di euro ogni anno.

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