USA: oltre mezzo milione di pacemakers a rischio hacker

Il pericolo generato dall’attività di cyber-criminali sul web è ormai da tempo al centro delle attenzioni delle tante aziende specializzate in sicurezza informatica che analizzano le minacce più pericolose della rete e tentano di arginare una minaccia che mette a rischio la sicurezza di milioni di internauti, e se da un lato al centro delle attenzioni sono spesso e volentieri piattaforme di comunicazione molto diffuse a livello globale come app di messaggistica e social network, al tempo stesso non sono esenti da attacchi tutti quei dispositivi connessi presenti sul mercato.

Non può che far sorgere qualche preoccupazione quanto riportato da un’azienda produttrice di pacemaker, notizia ripresa anche dalla Food and Drug Administration statunitense, che ha deciso di richiamare i pazienti portatori di alcuni pacemaker che, secondo quanto riferito, sarebbero a rischio hacker a causa di un bug presente nel software.

Il pacemaker è un dispositivo che generalmente viene installato all’interno del corpo di pazienti affetti da patologie cardiache, e che serve a regolare il ritmo del cuore stimolandone la contrazione per aiutare il muscolo cardiaco a mantenere un ritmo regolare. Al centro dell’attenzione, tuttavia, sono finiti alcuni pacemaker prodotti dalla San Jude Medical, acquisita di recente dal colosso Abbott. Stando alle informazioni disponibili questi dispositivi sono dotati di un sistema di controllo attraverso una rete wi-fi che, a causa di un bug, potrebbe mettere a rischio la salute dei pazienti.

Il pericolo, secondo quanto riferito anche dalla FDA, sarebbe nella possibilità per hacker esperti di sfruttare la vulnerabilità presente nel firmware per effettuare accessi indesiderati prendendo così il controllo di questi pacemaker, per generare malfunzionamenti che potrebbero mettere a rischio la salute dei pazienti. Al momento non sono stati messi in luce casi di soggetti la cui salute è stata messa a rischio da parte di criminali informatici, ma per evitare rischi è stato consigliato ad oltre mezzo milione di portatori di pacemaker, di recarsi dal proprio medico per effettuare un aggiornamento del firmware che riesca a risolvere la vulnerabilità.

Tra i dispositivi “vulnerabili” ci sarebbero i modelli Accent, Anthem, Accent MRI, Accent ST, Assurity e Allure. Per quanto il pericolo possa sembrare elevato, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale negli USA, ha rivelato che per violare i dispositivi in questione sarebbe necessario che si verificassero una complessa serie di circostanze, ma come già spiegato per evitare rischi, l’azienda produttrice ha provveduto a informare i pazienti.

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