Renault Captur INTENS TCe 155 EDC, non chiamatela piccola [+Galleria]

Venerdì 21 febbraio ci siamo recati presso la Concessionaria di Roma di via Tiburtina  della Renault. Abbiamo chiesto di provare una Captur Benzina. Ci hanno proposto quella con il cambio EDC (doppia frizione). La cosa interessante era vedere lo sviluppo di una trasmissione applicata ad un motore “normale” anche se moderno (per non dire piccolo). Ho già provato tale soluzione su auto di altro livello e con cilindrate ben maggiori ed ero abbastanza incuriosito, sul comportamento di questa trasmissione .

La prova era nata con l’idea di confrontare il nuovo modello di Captur rispetto alla precedente generazione. Vedere le soluzioni applicate e lo sviluppo tecnico e per la sicurezza attiva e passiva. “Sentire” il confort dell’auto: comodità, ergonomia, silenziosità, assorbimento sospensioni, risposta del telaio a fattori esterni, funzionalità dei sistemi di bordo e poi ovviamente vedere la risposta del motore turbo, sterzo  e trasmissione. Tutto in una prova su strada non troppo lunga. Un assaggio che però ha dato risposta a quasi tutte le nostre domande.

La Captur da noi provata è il modello Top di Gamma, taluni risultati potrebbero essere falsati proprio dall’allestimento con tutti gli optional e dai cerchi e pneumatici ribassati.

Dapprima ci fermiamo in concessionario per vedere l’auto in tutti i suoi nuovi contenuti. Ciò che balza all’occhio è che l’auto sembra molto più grande del modello precedente. Già il cofano motore è più imponente. Le fiancate sono tutto sommato rimaste immutate – forse a dare identità al modello. Questo fino alla terza luce che cambia l’andamento visivo e da uno slancio diverso alla linea, fino al posteriore. Le luci e il portellone hanno un nuovo design, più accattivante e personale. Direi un buon lavoro. Vengono messi in risalto dei componenti meglio rifiniti e dettagli più curati. I passaruota sono più grandi, i nuovi elementi a LED dei fari fanno bella mostra e rendono il frontale più accattivante e leggero, con tagli e cromature che danno slancio all’insieme. I cerchi sono da ben 18” (su questo poi un appunto). L’auto è più alta da terra e questo aiuta nel conferirle quell’idea di Crossover (ormai più scena che contenuti), ma che comunque è il risultato di un gran bel lavoro.

Dentro cambia tutto. La plancia nella parte superiore presenta un materiale morbido. Il cokpit è digitale (con diverse possibità di schermo davanti al pilota). Il modello INTENS ha uno schermo di ben 9,3” (Navi EASY LINK) e tante dotazioni da First Class: Di serie troviamo: Cruise control, Pneumatici standard, Distance Warning (avviso distanza di sicurezza), Active Emergency Brake (frenata di emergenza attiva con riconoscimento pedoni e ciclisti), Fari posteriori led, Assistenza alla frenata d’emergenza,Retrovosori elettrici e riscaldati con sensore di temperatura ripiegabili automaticamente, Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Parking camera, Lane Departure Warning (avviso superamento linea) con Lane Keep Assist, Accensione automatica fari e sensori pioggia, Airbag frontali e laterali a tendina anteriori e posteriori. Ci sono poi optional presenti nel modello provato, tra cui il tetto dell’auto in vetro apribile. Chi decide di acquistare tale modello apprezzerà senz’altro la Camera 360 (ereditata da Nissan), Easy Park Assist (parcheggio automatico), Blind Spot Warning (sensore angolo morto) sullo specchietto retrovisore esterno, (che imporrei a tutte le auto per legge), Freno di stazionamento elettrico con funzione Auto-Hold, Illuminazione interna a Led (vari colori). Ci sono molti optional, alcuni utili (già menzionati) altri, che servono a rendere l’auto più esclusiva, ma fanno lievitare ancor più un somma, che in questo allestimento sfiora i € 28.500 (secondo me eccessivi per questo tipo di auto). I sedili sono comodi e avvolgenti, belli i tessuti. Per il resto i comandi sono sempre intuitivi. Tutti illuminati e ben raggiungibili. Il sistema di climatizzazione ha le classiche manopole fisiche e sulla sinistra del volante ci sono i comandi relativi alla frenata automatica e al mantenimento di corsia (eventuale escludibilità). Dietro il volante, il classico comando Renault – rinnovato e più ergonomico –  per le funzioni della radio (che non vanno ad intasare il volante).

La versione provata, come detto, aveva il cambio EDC, silenziosissimo  e velocissimo, le marce si inserivano una di seguito all’altra in accelerazione senza alcuna perdita di potenza. Dietro il volante ci sono anche i famigerati paddles (utili più in decelerazione – per sfruttare il freno motore, che in accelerazione, vista la velocità d’inserimento delle marce). In ogni caso, per questo accessorio (non economico € 1000,00) si ha un balzo tecnologico davvero sostanziale, l’auto cambia sopratutto sul misto e in città.  Il percorso effettuato ha messo in luce, come detto, la velocità d’entrata delle marce, in curve strette ho scalato con i paddles, anticipando – di fatto – poco, quello che avrebbe fatto la gestione della trasmissione. Il futuro passa di qua.

Tantissime altre novità dal punto di vista meccanico non ce ne sono. Lo schema è rimasto quello. Si tratta di affinamenti per sospensioni, sterzo e relative geometrie. I motori invece cambiano musica. Il propulsore della prova ha tanta grinta e lo scatto è davvero deciso. Non ho potuto provarla in velocità ma il motore fa avvertire tutto ciò di cui è capace. I 154 CV si sentono tutti.

La vettura mi è apparsa molto curata nei dettagli che fanno la differenza – per insonorizzazione e fruscii aerodinamici (doppie guarnizioni, anche nel sotto-porta e tra i due sportelli, pannelli fonoassorbenti nei sportelli e cofano motore (quest’ultimo più ampio e pesante del precedente, con funzione assorbimento urti e fissaggio di sicurezza sulla struttura alla base del parabrezza. Silenziosa nella guida, gli ammortizzatori fanno bene il loro mestiere. In base agli pneumatici e cerchi il confort può aumentare. Diciamo che il modello in prova aveva quelli più grandi da 18” e pneumatici con spalle strette, ottimi su strada extraurbana, un po’ meno in città.

In strada ho apprezzato i segnalatori sugli specchietti (Blind Spot Warning) e invece non ho potuto provare la frenata automatica d’emergenza (andavo troppo piano).

Purtroppo il giro è stato breve, ma ho potuto vedere il tanto lavoro svolto nel piccolo Crossover di casa Renault. Un’ultima menzione merita il bagagliaio. Ben rivestito con il doppio fondale e (asseconda delle versioni, col ruotino di scorta) molto ampio e ben sfruttabile. Invece, per sedili posteriori mi sarei aspettato un maggiore spazio per le gambe (anche se è previsto uno scorrimento che non ho visto). A livello di confort invece nulla da dire su seduta, spazio testa, bocchette aria e prese usb.

A breve arriverà nei concessionari  anche la versione  ibrida  E-Tech Plug-in, con la cilindrata 1.6 a benzina da 160 CV complessivi, e una batteria da 9,8 kWh, con un’autonomia a zero emissioni di circa 45 km extraurbani e 65 in città (in base al ciclo WLTP). Si affiancherà agli altri modelli Renault e-Tech

Per i dati generali dell’auto vi rimando al nostro articolo:

CAPTUR 2020 II SERIE, TANTA NUOVA TECNOLOGIA…

In ogni caso vi riporto i dati principali qui di seguito:

Lunghezza/larghezza/altezza :  cm 423/180/158

Passo:264

Peso in ordine di marcia kg1266

Capacità bagagliaio litri 420-536/1275

Pneumatici (di serie)215/55 R18

Motore 4 cilindri Turbo
Cilindrata cm3 1333

Potenza massima kW (CV)/giri 113 (154)/5500 giri

Coppia max Nm/giri 270/1800

Emissione di CO2 grammi/km 129

Distribuzione 4 valvole per cilindro

No rapporti del cambio 7 (robotizz. doppia friz.) + retromarcia

Trazione anteriore

Freni anteriori: dischi autoventilanti

Freni posteriori: tamburo

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