Si teme per la sorte della giornalista Marina Ovsiannikova, che però è riapparsa ed è ora “a Processo”

Marina Ovsiannikova, la donna che ha fatto irruzione in un telegiornale pro-Cremlino con un cartello che criticava l’offensiva militare in Ucraina potrebbe rischiare fino a 15 anni di carcere, queste le parole del suo avvocato. Dopo più di dieci interminabili ore, in cui si era temuto il peggio per la giornalista, sono finalmente spuntate delle immagini Twitter del suo avvocato, Daniil Berman. Si vedono ritratti lo stesso avvocato e la sua cliente presso il Tribunale.  Per la donna si teme possano essere applicate proprio la nuova legge-bavaglio imposte da Putin, che prevede fino a quindici anni di reclusione per chi pubblichi notizie false  sulle operazioni militari in Ukraina. L’udienza è in corso è in corso presso il  tribunale distrettuale di Ostankino di Mosca, ha reso noto Novaya Gazeta, citando l’ufficio stampa del tribunale stesso. L’accusa con cui si è aperto il dibattito processuale parla di “protesta non autorizzata”. Al momento il Cremlino parla di atto di teppismo. Troppi gli occhi e le voci nella UE che parlano invece di atto di coraggio.

“C’è una forte probabilità che le autorità lo useranno come esempio per mettere a tacere altri manifestanti”, ha aggiunto, sottolineando che non è ancora stato in grado di incontrare la sua cliente o scoprire dove è detenuta.

Le autorità russe, per il momento, non hanno indicato quali accuse potrebbero prendere di mira Marina Ovsiannikova.

La giornalista, nata a Odessa in Ucraina , ha fatto irruzione in diretta lunedì sera nello studio  di uno dei telegiornali più seguiti in Russia, sul canale federale pro-Cremlino Pervy Kanal.  Marina Ovsiannikova, è una dipendente del canale, è apparsa dietro la conduttrice con un cartello su cui si leggeva “No alla guerra. Non credere alla propaganda. Qui ti stanno mentendo”. Ovsyannikova stessa è una giornalista di Channel One, una delle reti controllate da Vladimir Putin. Prima della sua incursione in video aveva anche registrato un comunicato, affidato alla Rete

Questa è una scena estremamente rara in un paese in cui le informazioni sono rigorosamente controllate, soprattutto dall’inizio del conflitto in Ucraina.

In particolare, le autorità hanno adottato rapidamente all’inizio di marzo una legge che punisce fino a 15 anni di reclusione per la pubblicazione di “informazioni false” sull’esercito russo. È nell’ambito di questa legge che Marina Ovsiannikova, madre di due figli minori, potrebbe essere perseguita, secondo il suo avvocato.

Martedì il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito la protesta un atto di “teppismo”. “Il canale e chi deve prendersene cura, se ne prende cura”, ha commentato. “È in corso un’indagine interna” su questo “incidente”, ha detto Pervy Kanal in una nota.

In un video registrato prima di agire, Marina Ovsiannikova ha spiegato che suo padre è ucraino e sua madre russa e che non sostiene più la diffusione di “menzogne” che “zombificano” i russi. Da allora, ha ricevuto decine di migliaia di messaggi di supporto sul suo account Facebook.

Un portavoce del capo della diplomazia Ue,   Josep Borrell ha salutato il gesto di Marina Ovsiannikova alla stampa a Bruxelles, preoccupata che fosse “scomparsa e che i suoi avvocati non siano più autorizzati a contattarla”.

“La giornalista televisiva russa Marina Ovsiannikova ha assunto una posizione  coraggiosa e ha osato opporsi alla propaganda del Cremlino in diretta su un canale televisivo controllato dallo stato, Pervy Kanal, uno dei principali propagandisti del regime”.

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