La Finlandia sperimenta un reddito base da €560 per i disoccupati

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La crisi economica letteralmente esplosa nel 2008 ha avuto effetti disastrosi su quasi tutte le principali economie del mondo, dando vita ad una situazione che ha contribuito ad incrementare il numero di disoccupati costringendo migliaia di aziende a licenziare dipendenti e, nei casi più gravi, addirittura a chiudere definitivamente, creando problemi ancora maggiori soprattutto in alcuni paesi che hanno dovuto affrontare situazioni piuttosto difficili.

Proprio un argomento delicato e complesso come quello della disoccupazione viene costantemente affrontato in molti paesi, Italia compresa, attraverso discussioni che nella gran parte dei casi lasciano solo il tempo che trovano. Esistono invece paesi che cercano di affrontare il problema di petto, adottando provvedimenti che hanno l’obiettivo di aiutare le persone senza lavoro. E’ il caso della Finlandia, che proprio in questi giorni ha ufficialmente dato inizio ad un progetto sperimentale che metterà a disposizione di un numero limitato di disoccupati, un reddito di base mensile pari a €560.

Si tratta di un provvedimento piuttosto importante e per certi versi storico quello adottato dal paese, che rende di fatto la Finlandia il primo paese dell’Unione Europea a introdurre un reddito di base destinato ai disoccupati, una possibilità già esplorata da altri paesi europei ma che fino a questo momento non è stato introdotto da nessun altro.

Quello annunciato in Finlandia non è, tuttavia, un provvedimento destinato a tutte le persone senza lavoro, in quanto si tratta solo di una sperimentazione che riguarderà 2000 disoccupati con un’età compresa tra 28 e 58 anni che darà un reddito di €560 al mese per un totale di 2 anni. Nell’arco della durata della sperimentazione le persone selezionate riceveranno questo reddito base senza bisogno di informare lo stato di come decideranno di spendere questi soldi. Nel frattempo i beneficiari potranno anche svolgere attività lavorative senza la paura di perdere il reddito assegnato dallo stato per i 2 anni di sperimentazione.

L’obiettivo di questo progetto avviato in Finlandia è quello di capire in che modo si comporteranno le persone che riceveranno questo reddito aggiuntivo. In molti casi, nel paese, le persone che vivono dei numerosi sussidi messi a disposizione dallo Stato preferiscono rifiutare lavori pagati male o precari per paura di perdere i sussidi. L’intenzione è quella di capire se il reddito di base servirà ad aiutare questi disoccupati a sperimentare nuovi lavori o se, al contrario, la certezza di avere un reddito sicuro li renderà pigri.

Guardando, invece, all’Italia, il progetto finlandese ricorda in parte quello che da tempo viene proposto dal Movimento 5 Stelle, un reddito di cittadinanza pensato per aiutare gli italiani senza lavoro che, tuttavia, devono dimostrarsi disponibili a cercare un nuovo lavoro o seguire corsi di formazione. In questo caso, infatti, il reddito di cittadinanza non sarebbe destinato a persone che vogliono restare a casa senza fare niente.

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