Il Nuovo Vino, nuovi prodotti e produttori del Pianeta

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Tempo di vendemmie, le sagre popolari si susseguono in questo periodo per festeggiare quella – che a detta degli intenditori – dovrebbe essere una di quelle annate “buone”, per un vino di valore e di gradazione da conservare nel tempo. Un anno che ha visto piogge fino alla primavera inoltrata e un’estate soleggiata e calda che ha favorito  l’accrescere lo   svilupparsi  di chicchi ricchi, i migliori per fare vini non solo a forte gradazione, ma gustosi e fruttati.

Insomma, la nostra tradizione, anche quest’anno dovrebbe essere rispettata. Sono in aumento le piccole aziende vinicole che fanno prodotti artigianali e di elevata qualità, mentre sono in altrettanto aumento le società (molte estere) che fanno vino commerciale (rivenduto come italiano attraverso giochetti di dubbia legalità) che immettono nel mercato prodotti di scarsa qualità a costi bassi.  Questa introduzione apre scenari di diversa natura e sviluppo. Da un lato c’è la tradizione e la consolidata esperienza e qualità. Dall’altra c’è la bassa mercificazione di un prodotto da sempre sinonimo di genuinità e tradizione oltre che dalle pregiate proprietà.

C’è poi un’altro fenomeno in forte ascesa, che non si può criticare – stavolta – perché parla di nuovi produttori stranieri, nuovi viticoltori che fanno prodotti pregiati. Ci sono Paesi in via di sviluppo o che hanno scoperto una nuova forma di investimento agricolo. Il vino si sta diffondendo per consumazione e  sta creando nuovi Mercati. Negli Stati Uniti, che non possono considerarsi Nuovi a fare il Vino, la produzione ha raggiunto una buona consistenza e anche la qualità sta migliorando sempre di più, anzi certi prodotti – ormai – non hanno nulla a che invidiare ai tradizionali vini Europei.

L’Italia e la Francia sono da sempre in Europa i maggiori produttori di vini di elevata qualità, ma questo scettro potrebbe presto essere messo in discussione dai nuovi Paesi produttori.  La graduatoria Mondiale ci vede ancora primeggiare come  produttori, seguiti da Francia, Spagna e Germania. C’è poi il Portogallo e la Romania.   Nel resto del pianeta ci sono i già citati Stati Uniti  e anche l’Argentina il Cile e la Cina (si pure nel vino c’è la Cina). La cosidetta Cultura Enologica affascina sempre più i paesi emergenti o coloro che dispongono di risorse finanziarie. La qualità potrà rimanere retaggio di paesi che della cultura del Vino hanno fatto la storia di questo nettare di Bacco ancora per poco. Nuovi sistemi produttivi, innovative tecniche di lavorazione: dalla spremitura, alla fermentazione indotta, fermentazione alcolica , alla  secondaria malolattica per preservarne qualità  gusto e stabilità sono diventate di dominio se non pubblico, di tutti quelli che ci hanno studiato per anni ed hanno imparato ormai tutto, e non solo, sono andati oltre.

 

Il  panorama produttivo è quindi mutato notevolmente.  L’unico sistema che ci rimane, non tanto per cercare di essere competitivi, (cosa da qui a pochi anni sarà difficile sostenere), è puntare sull’eccellenza, sulla riscoperta della genuinità e del prodotto biologico. Riportare le terre all’origine, depurandole dei metalli pesanti, dell’inquinamento in genere e dei pesticidi e agenti chimici. Creare delle vere e proprie isole  dove riscoprire tradizione e sapori genuini. Migliorare il prodotto con un innalzamento costante di qualità. Le nostre terre, la conformazione geologica, le montagne e le correnti dei venti, le varie esposizioni, i filari e gli appezzamenti, l’influenza del mare ci permettono ancora di produrre prodotti unici, miscele che risentono e acquisiscono il meglio dal confluire dei vari elementi in gusto, profumi, unici al mondo. Ma la scienza e la tecnologia potrebbero – nel tempo abbattere tali limiti, se tali paletti non vengono costantemente innalzati anche da noi, migliorando ciò che abbiamo saputo sempre fare.

Nell’industria automobilistica – Ferrari a parte (eccellenza anche lei) – siamo dovuti scendere a patti, creare alleanze per rimanere a galla, diversificare e rinnovarci. Tradizione e innovazione dovranno andare a braccetto.

Intanto godiamoci il premio  “Sparkling Wine Producer of the Year”, assegnato alle Cantine Ferrari per il migliore spumante al Mondo (sempre lo stesso nome).

A Merano si è svolta da poco la “Merano Wine Festival”, che fa di questa città la Capitale Mondiale del Gusto. Una vetrina che traccia le tendenze dell’enologia contemporanea essendo l’appuntamento più esclusivo e ambito dai produttori. Enoteca Italia è un appuntamento elitario  perché  in un unico spazio si possono degustare le eccellenze dei vini più autentici della Penisola. Nell’appuntamento si rinnovano i principi propri relativi alla  promozione e valorizzazione dei vini da vitigni autoctoni, la nostra Eccellenza che si mostra e dimostra ancora qualità e vitalità genuina.

“L’arma in più” per rimanere i Migliori  dovrà essere la genuinità. Solo così i nostri porta bandiera, Chianti, Valpolicella, Barolo, Cannonau, Nero d’Avola …. potranno ancora esistere – altrimenti finiranno come etichette (già ce ne sono troppe nei discount) di dubbia provenienza e scarsa qualità. Purtroppo prezzi e costi riflettono gli investimenti e sistemi di produzione e distribuzione. Buona è stata l’opera dei consorzi per i prodotti di medio/largo raggio. Produttori troppo piccoli per sostenere i vari costi (un po’ come succede per l’olio extravergine di oliva) hanno permesso la sopravvivenza dei piccoli coltivatori che grazie al coordinamento e all’adeguamento dei sistemi produttivi, dei sistemi di controllo e della qualità hanno fatto confluire risorse sotto Marchi e Gestioni che hanno permesso sopravvivenza, crescita e risultati.

Questa la visione, forse troppo semplicistica, di un fenomeno in continua evoluzione. Se dal punto di vista degli sforzi delle nostre cantine, consorzi, vigneti, industrie vinicole non ci sono dubbi sulla volontà  di rimanere sempre al top nella produzione. I fantasmi riguardano le tutele, le imposte, i vincoli dettati dalle comunità internazionali che molte volte non pensano alla genuinità, ma piuttosto guardano a favorire scelte sulle quali sono forti i dubbi sui reali  benefici.  Esempi recenti (che rendono l’idea) riguardano i formaggi e l’uso del latte in polvere al posto di prodotti naturali e tradizionali.

Intanto, aspettiamo il vino nuovo. Ho preparato le bottiglie e i tappi in sughero, come tradizione impone e cin cin.

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