I tipi di persona in questa vita monotematica

In questi giorni il tema è solo, unico e ricorrente. Tutto il mondo condivide le stesse priorità e preoccupazioni. Ognuno affronta il momento in modo diverso, ma tutti non riescono a smettere di parlarne.

Perché in effetti come si può smettere? È sempre al centro di ogni nostro pensiero. Rinchiusi nelle mura di casa, circondati dai nostri cari, si, a volte un po’ troppo. Non serve nemmeno nominarlo per capire a cosa ci si riferisce. In questi giorni, ci sono tanti diversi modi per vivere la vita. Ecco alcuni tipi di persona che ho osservato.

C’è quello che con il lavoro agile non fa altro che stare al telefono e girare per casa mentre parla ad un volume che nemmeno le cuffie o i tappi per le orecchie permettono di ignorare. A volte la cosa risulta utile, perché finalmente si scoprono i mestieri dei nostri familiari. Nella maggior parte dei casi però si scopre che tutti quelli che affermano “le riunioni potevano essere sostituite da una chiamata Skype tanto tempo fa” non tengono in considerazione il necessario quieto vivere dei coinquilini.

C’è chi vive con la nonna. La nonna che ormai ha raccontato circa sessantasette volte la vicenda del primo amore della mamma, e solamente cinquantuno volte quella della signora vedova del palazzo accanto che ha avuto una storia con l’alto signore, che era sposato. Ogni volta che la racconta è più scandalizzata. Non vengono aggiunti dettagli al racconto, ma sembra si faccia chissà come sempre più interminabile.

Ci sono le coppie che non possono stare insieme e quelli che stanno insieme fin troppo. Quelli che fanno la videochiamate giornaliera sempre alla stessa ora e quelli che ormai sono talmente abituati a stare lontani che non si parlano più. Infine, ci sono quelli che non si parlano più anche se si trovano ogni sera (e mattina, e pomeriggio) sullo stesso divano.

C’è chi cucina ogni giorno un dolce diverso. Un giorno i cannoli, il giorno dopo una torta, dopo ancora i brownies. In famiglia sono in tre. Chi li mangia i dolci? Alcuni sospettano vengano gettati allo scoccare della mezzanotte dalla mamma, che nell’insonnia ha ricevuto un consiglio: il prossimo impasto deve iniziare la lievitazione in forno (spento, a luce accesa) il prima possibile.

C’è chi si dedica alla palestra perché “finalmente non ho più scuse per sgarrare, non esco più con gli amici, quindi non bevo e non mangio niente di più del necessario”. Ma poi decide anche di ordinare a domicilio tre pizze con patatine fritte e wurstel perché “è domenica” e “dobbiamo sostenere i ristoranti”. Non è domenica. Ma ormai nessuno avrebbe il coraggio di correggerlo, anche se qualcuno se ne accorgesse.

C’è chi fa le faccende di casa, sempre. Sono spuntati fuori nuovi soprammobili da spolverare. Il cambio degli armadi è stato già fatto tre volte, perché ogni volta che esce un prospetto sul quando finirà la quarantena si cambia stagione. Il pavimento del terrazzo non è mai stato così pulito, nonostante tutte le piante vengano periodicamente rinvasate, ricoprendolo di terra per metà.

Chi fa lo sciopero del silenzio e si ritira in meditazione invece cerca di crearsi un mondo tutto suo. Si siede in un angolo della stanza, mette le cuffiette, e sparisce dalla vista. Nemmeno a tavola proferisce parola. Piuttosto che chiedere il sale si allunga sdraiandosi su tutto il tavolo, nell’orrore dei commensali. Ha scoperto 150 nuovi artisti interessanti e letto il Signore degli Anelli tre volte dall’inizio di marzo.

C’è chi ha perso qualcuno, e ci vorrà tempo per loro per realizzare quello che è successo e trovare un nuovo equilibrio quando tutto intorno risulta così diverso ed estraneo.

C’è chi litiga con tutti, e chi non litiga più con nessuno perché si è accorto che ogni motivazione è infondo stupida se messa nella prospettiva degli eventi.

Il 2020 ci ha strappato alle nostre abitudini, facendoci diventare caricature di noi stessi. Chiunque voi siate, sono sicura che vi risulta impossibile ignorare la situazione, quindi non cercate nemmeno di farlo. Dobbiamo farci forza, certo, ma non serve a niente mentirsi e dire che va tutto bene.

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