Gocce di Psicologia – La Gioia

di Marina Morelli

gioia

Proseguiamo oggi con la disamina delle emozioni, queste componenti fondamentali della nostra vita dopo la paura (11/12/2015), proseguiamo con  ciò che auguriamo a tutti di condividere con i propri cari in queste Feste di Natale e non solo.

Seppure ogni singola emozione sia importante e permetta a chi la sperimenta di sentirsi vivo, l’uomo è soprattutto alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità. Quest’ultima è data da un senso di appagamento generale e la sua intensità varia a seconda del numero e della forza delle emozioni positive che un individuo sperimenta.

Questo stato di benessere, soprattutto nella sua forma più intensa, la gioia, non solo viene sperimentato dall’individuo ma si accompagna da un punto di vista fisiologico ad una attivazione generalizzata dell’organismo.

Vediamo alcune caratteristiche della gioia:

La gioia è un evento o processo emotivo improvviso e piuttosto intenso. In questo caso è definibile come l’emozione che segue il soddisfacimento di un bisogno o la realizzazione di un desiderio e in essa, accanto all’esperienza del piacere, compaiono una certa dose di sorpresa e di attivazione (D’Urso eTrentin , 1992).

E’ un’emozione piacevole di breve durata che si distingue dalla felicità, intesa invece come stato d’animo positivo che può durare a lungo. E’ una spinta positiva alla vita: una espressione verbale tipica è “sprizzare di gioia da tutti i pori”.

Lo stato di attivazione fisiologica che l’accompagna (aumento della tensione muscolare, respiro irregolare…) determina un aumento della disponibilità di energia che ci fa sentire più vivi, più brillanti e più socievoli.  Alcuni autori (Maslow, 1968;Privette, 1983) riportano che le sensazioni provate con più frequenza dalle persone che si trovano in una condizione di felicità o di gioia sono quelle di sentire con maggiore intensità le sensazioni corporee positive e con minore intensità la fatica fisica, di sperimentare uno stato di attenzione focalizzata e concentrata, di sentirsi maggiormente consapevoli delle proprie capacità.

L’espressione non verbale tipica è il sorriso (quello con gli occhi oltre che con la bocca; l’espressione dello sguardo è regolata dal cervello emotivo e non dalla corteccia motoria volontaria). Chi è felice sorride spesso. In effetti il sorriso, sovente accompagnato da uno sguardo luminoso e aperto, è la manifestazione comportamentale più rappresentativa, inconfondibile e universalmente riconosciuta della felicità e della gioia. Il corpo racconta la propria gioia con abbracci o slanci che rappresentano l’apertura al mondo ed alla condivisione.

Da un punto di vista evolutivo, la gioia facilita il riprodursi della specie. Rappresenta anche una dimensione sociale molto forte: come non pensare ai momenti di gioia assieme agli amici.

Numerosi studi hanno dimostrato che la felicità non dipende da variabili quali età, sesso, condizione socio-economica, salute, bellezza… Gli aspetti maggiormente correlati con la felicità sembrano essere un carattere estroverso, la fiducia in se stessi e la socievolezza.

L’individuo felice tende maggiormente a costruirsi attivamente l’esperienza del mondo, attira più facilmente a sé elementi ed eventi positivi, ha maggiori capacità di apprendimento e di memoria.

Molte ricerche mettono in luce come provare gioia abbia notevoli ripercussioni positive sul comportamento, sui processi cognitivi, nonché sul benessere generale della persona.

E infine un invito a tutti di essere artefici ogni giorno di un momento, anche piccolo, di gioia, superando piccoli e grandi ostacoli che la vita ci pone.

La ricchezza, la bellezza, tutto si può perdere, ma la gioia che hai nel cuore può essere soltanto offuscata: per tutta la vita tornerà a renderti felice. Prova, una volta che ti senti solo e infelice o di cattivo umore, a guardare fuori quando il tempo è cosí bello. Non le case e i tetti, ma il cielo. Finché potrai guardare il cielo senza timori, saprai di essere puro dentro e che tornerai a essere felice.” ANNA FRANK

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