Vince la Juventus, ma non basta: il Porto passa ai quarti dopo i supplementari

Era chiamata ad una sorta di impresa la Juventus, dopo la gara d’andata in cui il Porto, oltre ad aver ottenuto la vittoria tra le mura amiche, aveva dimostrato di saper tenere a bada la squadra di Torino, apparsi in grossa difficoltà sia creativa, sia tecnica. Una vittoria convincente contro la Lazio ha suggerito cauto ottimismo rispetto all’impegno della gara di ritorno, nella speranza di ritrovare l’energia e l’alchimia giusta, visto anche il recupero di giocatori di indiscussa importanza per la manovra bianconera come Arthur e Morata.

Il primo tempo, tuttavia, spegne indubbiamente gli entusiasmi. Dopo una partenza sprint, con un colpo di testa a botta sicura da parte di Morata che colpisce il portiere Marchesin, è il Porto a far gioco. Dopo sei minuti arriva la traversa di testa di Taremi e dopo sedici l’episodio che sblocca la gara: palla bassa verso il centro dell’area e Demiral colpisce alla caviglia Taremi che aveva provato a prender posizione e Kuipers indica il dischetto. Si presenta Sergio Oliveira e freddo spiazza Szczesny, facendo 0-1 per i portoghesi.

Ora ne servono due alla Juventus per il passaggio del turno. Lo shock sembra far da padrone sui bianconeri, che si trovano incapaci di reagire, subendo la linea difensiva bassa e solida del Porto e reiterando un possesso palla orizzontale e poco pericoloso.

Nel secondo tempo, cambia la musica: la Juventus comincia a cercare gli esterni e le percussioni di questi mettono in difficoltà il Porto. Al 49′, un controllo imperfetto di Ronaldo viene seguito da una bomba sotto l’incrocio di Chiesa, che si ripete al 63′, incornando una palla perfetta di Cuadrado dal fronte destro del campo. Cuadrado ne metterà a bizzeffe di palle simili in mezzo, sprecate dai terminali offensivi della Juventus. Pochi minuti prima del gol di Chiesa era arrivato il rosso a Taremi, ingenuo a calciare via un pallone a palla ferma.

Gli ultimi 30 minuti di tempi regolamentari offrono un nuovo spunto di Chiesa, che salta il portiere, ma non riesce ad arrivare sul pallone e la traversa stupenda di Cuadrado all’86’, con un mancino a giro dal vertice alto dell’area. I tempi supplementari vedono un copione non differente: il Porto continua a difendersi, tentando con alcune ripartenze sparute a far paura a Szczesny e la Juve continua a schiantarsi sul muro blu.

Nel secondo tempo supplementare, il Porto trova il 2-2 su un calcio di punizione ancora una volta di Sergio Oliveira, che calcia da distanza considerevole basso e potente. La barriera bianconera inspiegabilmente si apre con Ronaldo, che fa passare il pallone tra le gambe. Szczesny è battuto e non riesce a tenerlo fuori dalla porta. La gara sembra finita, quando, all’azione successiva Rabiot insacca da calcio d’angolo. L’assedio finale non porta a nulla di buono e la gara termina sul 3-2. Si qualifica il Porto, Juventus fuori.

Partita aberrante, sia per atteggiamento, che per qualità tecnica, da parte di Ronaldo. La Juve, in generale, deve fare molta strada  e Pirlo ancora non ha dato l’impressione di saper imprimere caratteristiche riconoscibili. Grossa beffa, contro una squadra che era sicuramente alla portata dei bianconeri.

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