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Attivisti di ultima generazione: “stop ai sussidi fossili”

Nuova protesta da parte degli Attivisti di ultima generazione a Firenze che si inserisce in una delle tante azioni non violente degli ultimi mesi.

Attivisti di ultima generazione

Nella giornata di ieri, domenica 22 gennaio, gli Attivisti di ultima generazione si sono ritrovati davanti alla sede distaccata del Ministero dell’economia e delle finanze a Firenze, imbrattando la facciata dell’edificio con della vernice lavabile rossa e gialla.

Il blitz è stato ideato per sensibilizzare l’opinione pubblica e protestare contro le istituzioni per il problema causato dai combustibili fossili, difatti il gesto è stato rivendicato con un cartello che riportava “Ultima generazione. Stop ai sussidi Fossili”

Ma questa protesta è solo una delle ultime messe in campo, ricordiamo infatti tra le tante, la sede centrale di Cassa Depositi e Prestiti imbrattata a Roma nei mesi precedenti, una zuppa su un quadro di Van Gogh, il purè di patate scagliato contro un’opera di Monet e tanti altri. Quel che accomuna questi gesti sempre più eclatanti di disobbedienza civile è dato dal fatto che si tratta sempre di proteste non violente con la sola motivazione di sensibilizzare tutti al problema del cambiamento climatico.

Ma chi sono gli attivisti di Ultima generazione?

Ultima Generazione è una campagna italiana di disobbedienza civile non violenta che dal 2021 unisce semplici cittadine e cittadini preoccupati per il proprio futuro e per quello di chi verrà dopo di noi. È questo quello che si legge nel sito ufficiale dell’organizzazione.

Abbiamo richieste semplici, concrete e facilmente attuabili scrivono.

Cosa chiedono al governo italiano?

1) interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e di cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale;

2) procedere immediatamente a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20GW e creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile, aiutando gli operai dell’industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili.

Ma come abbiamo visto le azioni non sono ristrette al territorio italiano proprio perché gli Attivisti di ultima generazione fanno parte di un network internazionale presente in 11 Paesi, conosciuto come il nome di A22. Quel che li accomuna sono gli obiettivi comuni, una rete di sostegno e il colore arancione.

Le conseguenze delle loro azioni non li spaventano perché le paure e le incertezze del futuro sono più forti, nonostante multe, sorveglianza speciale, processi e in alcuni casi anche il rischio di poter passare dei mesi in carcere.

D’altronde l’urgenza che li muove è purtroppo accompagnata dai fatti, da cambiamenti e ripercussioni che giorno dopo giorno sono sempre più visibili ai nostri occhi.

Dovremmo sforzarci dunque di superare quell’indignazione che scaturisce dopo ogni nuova azione di protesta, cercando di smascherare invece, quella violenza invisibile tramite meccanismi di solidarietà e cambiamento.

“Tutto ciò che ti è vicino, tutto ciò che la cultura considera sacro, un quadro, un teatro.. e non considera sacro allo stesso modo la Terra, un bosco, la vita animale, la vita umana; questi attivisti mostrano che la sacralità che la cultura dà alla vita non è violata dal loro atto di protesta ma dalle feroci politiche a favore dei combustibili fossili che hanno portato al riscaldamento globale, l’ecosistema è a rischio!”. Roberto Saviano

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