Animali notturni, il successo di Tom Ford

In un periodo storico caratterizzato dall’isolamento casalingo quale quello attuale, è importante trovare metodi alternativi per ingannare il tempo e riempire le giornate. Ed ecco allora che il lockdown potrebbe rivelarsi una ghiotta opportunità per recuperare qualche film che avevamo perduto lungo la strada.

Grazie alle piattaforme online di ultima generazione, su tutte Netflix e Amazon Prime, abbiamo ora la possibilità di accedere ad una vastissima quantità di prodotti cinematografici, avendo dunque soltanto l’imbarazzo di scegliere da quale pellicola cominciare.

Uno dei film più apprezzati dalla critica e dalle giurie internazionali è senza dubbio il successo targato Tom Ford “Animali notturni”, uscito nel 2016 e ispirato al romanzo scritto nel 1993 dal professore americano Austin Wright “Tony & Susan”.

L’opera del regista Ford è uno degli esempi di noir più riusciti del decennio appena trascorso, arricchito ulteriormente dal filone drammatico ed emotivo che accompagna da molto vicino le scene di violenza e crimine durante tutta la durata del film.

Infatti, è necessario rilevare che tutta la pellicola si svolge lungo due strade diverse, le quali sono comunque destinate ad toccarsi ed intrecciarsi in più punti, così da evidenziare la connessione, grazie ad alcuni riferimenti abbastanza sottili, intercorrente tra la vicenda reale vissuta dai due protagonisti, appunto Tony e Susan (interpretati rispettivamente da Jake Gyllenhaal e Amy Adams) e quella invece fittizia, narrata attraverso il manoscritto inviato da Tony a Susan.

Dunque, la vera forza di “Animali notturni” consiste nella capacità manifestata dal regista e dagli sceneggiatori di costruire così sapientemente un incastro tra storie per niente facile e scontato, riuscendo nell’impresa di far procedere a braccetto due vicende apparentemente del tutto diverse l’una dall’altra, senza però con questa dare provocare nello spettatore la sensazione di assistere ad una qualcosa di forzato o quantomeno poco coerente e plausibile.

Oltre alla particolarità della trama, appare inevitabile sottolineare la notevole carica di pathos di cui la maggior parte delle scene è dotata, il che rende accattivante e appassionante tutto il film, senza lasciare spazi a momenti morti o poco coinvolgenti. Proprio questo aspetto ha fatto sì che “Animali Notturni” abbia guadagnato diverse candidature per la categoria di miglior sceneggiatura per numerosi riconoscimenti internazionali, tra gli altri il Golden Globe e il British Academy Film Awards.

In più, questo film è valso la candidatura per il Premio Oscar del 2017 a Michael Shannon, come attore non protagonista, in virtù della sua magistrale interpretazione nelle vesti del Detective Bobby Andes (premio poi conferito, per la cronaca, a Mahershala Ali per la parte di Juan).

Da tutto ciò consegue che “Animali notturni” venga fortemente caldeggiato da un’ampia schiera di cinefilie chi scrive non può che ad essi accodarsi e consigliare la visione di questo film, avendo la certezza di assistere ad un esperimento il cui gradimento, seppur ovviamente non garantito, è quantomeno abbastanza probabile.

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