Tutte le bufale sui vaccini secondo il ricercatore Burioni

Le scuole stanno cominciando a riaprire i battenti in tutta Italia e il tema dei vaccini diventa sempre più scottante. Dagli asili autogestiti dai genitori anti vaccinazioni, alle richieste delle asl delle autocertificazioni per le 10 vaccinazioni obbligatorie  per permettere l’accesso alle scuole di vario grado. In questi mesi voci più o meno ufficiali hanno circolato liberamente sul web, creando spesso indignazione o paura a secondo dei casi. Ma cosa c’è di vero sui tanto temuti vaccini? A spiegarlo, soprattutto cercando di far chiarezza contro le fake news, è il professor Burioni, medico e ricercatore. Di seguito le 8 informazioni smontate dal professore:

I vaccini causano l’autismo. 

I vaccini indeboliscono le difese dei bambini. 

Non vaccinarsi contro determinate malattie può indebolire le difese immunitarie del bambino che contrae la malattia e non viceversa.

Dieci vaccini sono troppi e vengono fatti solo in Italia. 

Le dieci vaccinazioni obbligatorie in Italia sono le stesse anche in m molti altri Paesi. L’unica differenza tra le Nazioni è che in Italia c’è una bassissima incidenza di vaccinati, cosa che non accade all’Estero dove i genitori vaccinano i propri figli spontaneamente. Per capire questi numeri basti penare ai 4400 casi di morbillo che ha fatto correre ai ripari l’Italia.

I vaccini vengono somministrati troppo presto. 

Le tempistiche per le vaccinazioni sono stabilite per garantire la massima copertura e la massima sicurezza allo stesso tempo. La somministrazione da piccolissimi serve proprio per proteggere il bambino nella fase di maggior rischio di contrarre determinate malattie con conseguenze pericolose.

I vaccini hanno gravi effetti collaterali.

Il rischio di effetti collaterali dopo la somministrazione del vaccino è minima (meno di un caso su un milione) e hanno un rapporto rischio-beneficio estremamente favorevole nel momento in cui paragoniamo i potenziali danni da vaccino (quasi inesistenti) con le gravissime conseguenze che possono avere le malattie dalle quali la vaccinazione protegge in maniera estremamente efficace.

 

I vaccini sono un grande affare per le case farmaceutiche.

Il fatturato proveniente dai vaccini è circa l’1,4% della spesa farmaceutica, contando nel 2015 318 milioni di euro. I farmaci contro una sola malattia, come ad esempio l’epatite C, hanno fatturato sei volte tanto. Quindi ogni euro speso nei vaccini porta un risparmio ci circa 30 euro in cure. Il vero affare per le case farmaceutiche sono quindi le persone non vaccinate.

I vaccini sovraccaricano il sistema immunitario. 

Gli attuali vaccini ne contengono circa 200 antigeni. Un singolo graffio sulla pelle dei bambini mette in contatto il sistema immune del bambino con alcuni milioni di antigeni, mentre una puntura di zanzara lo espone a molte migliaia.

Chi è vaccinato diventa infettivo.

I vaccini che contengono virus in grado di replicarsi come ad esempio morbillo, rosolia e parotite sono notevolmente indeboliti e non in grado di infettare altri individui. Può capitare la trasmissione della malattia nel caso dei vaccinati di varicella, ma l’incidenza del rischio è bassissima. Fino ad oggi è accaduto sette volte in 22 anni.

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