Smartphone anche al cinema per i Millennials. Questa la proposta che arriva negli USA

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Sono entrati a far parte della vita di centinaia di milioni di persone in ogni parte del mondo, e sono talmente diffusi
e utilizzati quotidianamente che, ormai da diversi anni, alcuni studi scientifici evidenziano l’esistenza di una vera e propria dipendenza da smartphone, soprattutto per gli utenti che non riescono a fare a meno di utilizzare il proprio terminale in maniera costante, controllando l’eventuale presenza di notifiche relative a messaggi o chiamate ricevute.

Gli smartphone sono ormai diventati una realtà sempre più presente nella vita di tutti i giorni, sia per il tempo libero che per lavoro, in particolar modo quando si parla degli utenti più giovani, ed è anche per questo che non stupisce come negli USA, di recente, sia stata proposta la creazione di apposite sale cinematografiche destinate a quelle persone che non riescono a fare a meno del proprio smartphone persino durante la visione di un film.

E’ noto a qualunque frequentatore del cinema come siano presenti cartelli e avvisi che consigliano agli spettatori di spegnere il proprio cellulare prima dell’inizio del film, un consiglio che non sempre tutti seguono e che può anche generare qualche discussione tra persone che la pensano in maniera differente.

In questo contesto storico in cui la tecnologia mobile è diventata ormai parte integrante della vita di milioni di persone, la AMC Entertainment, considerato uno dei maggiori operatori nel settore delle sale cinematografiche, con oltre 5000 presenti solo negli USA, sembra aver pensato a qualcosa di decisamente innovativo per il futuro.

Il CEO Adam Aron ha infatti proposto la creazione di sale cinematografiche definite phone-friendly, in cui l’uso di smartphone per chattare sia consentito, una strategia commerciale che potrebbe aiutare in particolar modo per avvicinare gli spettatori più giovani al cinema, e spingerli a guardare i film più interessanti senza dover per forza evitare di utilizzare il proprio dispositivo mobile. Lo stesso Aron ha evidenziato, infatti, come chiedere ad un 22enne di spegnere lo smartphone, equivalga a chiedergli di tagliarsi un braccio all’altezza del gomito, essendo
una parte integrante della sua vita e delle sue abitudini.

E se da un lato una scelta del genere potrebbe rivelarsi positiva soprattutto a livello di profitti e di quieto vivere, è anche vero che il problema della dipendenza  da smartphone e in generale da tecnologia, sta diventando sempre di più una realtà che non deve essere sottovalutata, e che negli ultimi anni ha portato alla scoperta di fenomeni al centro di numerose ricerche condotte in molti paesi.

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