#Separazione : quando la casa viene assegnata al figlio e i genitori si alternano equamente. Dalla realtà al decreto Pillon

In caso di separazione la bigenitorialità perfetta è quella che vede i figli assegnatari della casa coniugale e i due genitori che si alternano all’0interno, una settimana o due per uno. Non più quindi il figlio pacco postale. sballottolato da una casa all’altra tra weekend, giorno della settimana e vita ordinaria, ma una sola casa, la sua e i due genitori che vivono con lui alternativamente. Un modo anche per dividere equamente ogni tipo di spesa e di obbligo. Questo il risultato di un innovativo provvedimento di omologa di separazione avvenuto al Tribunale di Matera che va ad anticipare in un certo qual modo il tanto contestato ddl Pillon, ancora disegno di legge in discussione al Senato.

Si tratta per ora di un provvedimento straordinario visto che di norma il figlio resta a vivere presso uno solo dei genitori (genitore collocatario) mentre l’altro ha solo un calendario di frequentazione. Il genitore collocatario resta così a vivere nella casa coniugale indipendentemente dal titolo di proprietà.

Nel caso specifico di Matera invece la casa non è stata assegnata al genitore collocatario ma al figlio stesso che rimarrà stabile nell’abitazione stessa mentre i due genitori vi si alterneranno di settimana in settimana proprio per garantire la bigenitorialità perfetta al minore. Così nei tempi di propria spettanza un genitore per volta si prenderà carico del mantenimento del minore, andando così a togliere anche l’assegno di mantenimento di uno verso l’altro.

I divorzi nella nostra penisola sono aumentati in modo vertiginoso se si pensa che siamo passati dai 52.355 casi del 1995 agli 82.469 del 2015 quasi a raggiungere in casi di separazioni (91.706). Praticamente ogni due coppie che si sposano, una si separa. E i costi sono ingenti: le consensuali hanno un fatturato pari a 140 milioni se si calcola che in media costano 1500 euro a persona se si sceglie un avvocato diverso nella coppia. Le giudiziali costano 630 milioni (7000 euro a coniuge). Per i divorzi sia a doppia firma che giudiziali, si arriva a toccare i due miliardi di euro.

E con tutto ciò dal 2010 ad oggi l’Italia è stata condannata per 24 volte dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo per non aver dato effettiva esecuzione al diritto dei minori di crescere con entrambi i genitori.

Eva Forte
Mediatore Familiare e Scolastico

 

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