Vacanze in Francia, come vivere al meglio l’esperienza Camper [viaggio da Roma verso Loira e Normandia, tutte le tappe]

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Prima che accadessero i fatti di cui siamo tutti a conoscenza sul terribile attentato terroristico a Nizza di giovedì scorso, avevamo preparato il resoconto di una bellissima vacanza appena trascorsa in Francia. ve la raccontiamo con molta amarezza nel cuore.

I viaggi “on the Road” mi hanno accompagnato da sempre come un bel film di tanti anni fa del visionario Wim Wenders. Da quelle immagini e quei colori è nata la voglia di vivere il luogo, camminarci e condividere con i “Locali” le abitudini quotidiane. I viaggi fatti in gioventù con la mia vecchia Clio ed un amico ugualmente appassionato, sono stati sostituiti per qualche tempo da viaggi, dapprima romantici, e poi con l’arrivo dei figli, da cose più tranquille. Oggi, con i figli più grandi abbiamo avuto finalmente l’idea di tornare ad osare.  Le esigenze sono cambiate e l’auto si è trasformata in un camper. Un gran bel camper capace di offrire spazio e comodità per gli occupanti con un motore generoso (Fiat Ducato 150 CV). Un assetto – per quanto possibile – piatto e confortevole, freni ottimi e un cambio con ottima rapportatura. Quest’estate abbiamo scelto un “Zefiro 277 Roller Team” omologato per 7 posti (noi eravamo tre adulti e 4 bambini). Insieme ad un altro camper ci siamo spinti in un viaggio alla scoperta della Francia, passando per i luoghi più belli e affascinanti, conoscendo un po’ di più i nostri cugini francesi (che non ci considerano affatto cugini ma che poi non sono affatto spocchiosi o sciovinisti come molti pensano). Abbiamo incontrato persone che tengono a ciò che hanno e rivendicano il diritto al rispetto e alla conservazione. I luoghi pubblici sono tenuti con tanta cura. La pulizia regna ovunque. Nei bagni dei camping (molti misti) c’era davvero tutto pulito e accurato. Ovunque c’era qualcuno che puliva o teneva il verde pubblico in ordine (abbondante sempre ovunque). Alberi, aiuole, fiori, cestini. I monumenti che sono un terzo dei nostri e di ben altro spessore e storia, vengono esaltati, mantenuti e giustamente considerati come una risorsa. La manutenzione e la cura del dettaglio regna ovunque, tranne forse per la non condivisibile abitudine di portare la baguette sotto l’ascella – ora però con un fazzoletto di carta o dentro buste del pane.

Il viaggio è cominciato un pomeriggio afoso da Roma in direzione Nord Italia. Prima sosta prevista Liguria. Alla sera abbiamo pernottato presso Sestri Levante in un campeggio da sconsigliare assolutamente (con vista sugli stabilimenti Finmeccanica), scomodo da raggiungere, con pessime indicazioni stradali (costo una notte € 40,00 ma con personale gentilissimo – i costi sono da qui in avanti per un camper con 3 adulti e 4 bambini). L’indomani abbiamo visitato – per la gioia dei più piccoli – l’acquario di Genova. Bellissimo e di grande impatto emozionale. Ci siamo dilungati forse un po’ troppo e la sera siamo riusciti a raggiungere, sotto una vera e propria Bomba d’Acqua, Bardonecchia, dove ci siamo fermati per la notte in un luogo stupendo, immersi nel verde dell’Alto Piemonte in una bellissima vallata e in una struttura davvero ben organizzata: il Camping è il Gran Bosco (costo per una notte: € 55,00). Il Terzo giorno, passando per il traforo del Frejus siamo arrivati (costo traforo € 58,00) finalmente oltralpe fino a Lione. A dire il vero della città non abbiamo visto nulla, però abbiamo sostato in un bel campeggio ben organizzato, “Indigo Lion” per € 50,52. Il camping aveva tutti i servizi utili per un comodo soggiorno  e per lo scarico delle acque chiare e scure, uno spazio dedicato lontano dalle piazzole sosta così da consentire le operazioni in maniera da non arrecare disturbo agli altri campeggiatori. C’erano bar e ristorante, area giochi.

Diario di Bordo (alla fine dell’articolo, la galleria fotografica):

Lasciata Lione possiamo dire che è iniziata veramente la nostra vacanza. Un po’ faticosa a dire il vero, ma ne è valsa davvero la pena. I bambini hanno scoperto un nuovo modo per fare amicizia all’interno di spazi aperti, con persone di tutte le etnie e lingue. Noi adulti abbiamo fatto esperienza nel condurre queste non proprio utilitarie in lungo e largo per la Francia. Imparando ogni giorno i segreti per diventare dei veri campeggiatori. Ogni sera c’era la corrente da collegare e le acque da scaricare e il raccoglitore acque scure da svuotare; il pannello per coprire la cabina di guida. Si dovevano rimontare i letti e preparare i vestiti e cambi per la mattina dopo, così da non disturbare chi ancora dormisse. C’è stata poi la condivisione tra noi dei pochi spazi, e dell’intimità pari a zero. Ma poi alla fine quello è stato la cosa più facile da superare, vivendo il tutto come un equipaggio di una nave. In ogni caso abbiamo dovuto trovare i medesimi obiettivi. La pacifica convivenza in un gruppo durante una vacanza non è cosa semplice da ottenere e il raggiungimento di mète secondo la tabella di marcia è stata forse la parte più difficile del viaggio. Le esigenze di diverse famiglie non sempre collimano per abitudini e per organizzazione e collaborazione. In ogni caso, dopo ogni brontolio è stato importante apprezzare quanto si fosse riusciti a fare, riproponendosi delle migliorie per il prossimo viaggio…

Per chi si recasse in Francia in auto, c’è un solo consiglio da dare, cercare di evitare (quando possibile) le autostrade. Costano circa 6 volte più dei nostri pedaggi. Le autostrade sono sempre libere (e ci credo), quasi tutte a pedaggio con cassa automatica. Una cosa favolosa (caffè a parte) sono le loro aree di sosta, siano esse con la presenza di aree di ristoro, sia semplicemente per le soste di riposo, bagni, giardini e aree giochi che non mancano mai.

Blois: E’ il primo dei quattro castelli che abbiamo visitato. Abbiamo parcheggiato presso un parcheggio per Camper, che per soli € 11.00 permetteva la sosta. C’era la possibilità di scaricare acque e rifornirsi di acqua e c’era un bagno automatico completamente gratuito. Alla sera abbiamo visitato il castello e assistito allo spettacolo di luci e suoni, con la storia cruenta dell’epoca di Francesco I e Caterina de’Medici e di tutti coloro che in questo particolarissimo castello, dall’indubbio fascino,  hanno vissuto e – molti – in esso morti. Di fronte allo stesso castello c’è la Casa della Magia, tappa obbligatoria in presenza di bambini.

L’indomani siamo partiti alla volta di Amboise, famoso per la sua storia e per la presenza di Leonardo Da Vinci  tra i più importatnti  ospiti che lì hanno vissuto. Nel caso del grande scienziato/artista/pittore morto c’è anche la sua residenza, dove era ospite del suo amico francesco I e un parco che mostra la riproduzione delle sue maggiori opere. Ad Amboise abbiamo sostato presso il Camping dell’ “Ile d’Or” (Municipal – un particolare riguardo ai campeggi municipali, bellissimi, còratissimi e a costi veramente esigui. Attenzione però perché l’accesso è consentito normalmente fino alle ore 19.00) per due notti, bellissimo con ampie zone per vivere lo spazio comodamente. Ben organizzato e posto su un’isola sorta sul fiume Loira, è stato forse il più bello dei campeggi che abbiamo visitato. Era pieno di luce ed attrezzato per far giocare a minigolf e in piscina i giovani ospiti. La luce lo distingueva, lo spazio e la sensazione di apertura erano davvero belli. In più, bastava alzare lo sguardo verso il castello ed era una gioia per gli occhi. Abbiamo visitato il castello di Chambord, pieno di torri e merli e dalla scalinata a doppia elica (come il pozzo di San Patrizio di Orvieto per capirci). Il Castello di stile rinascimentale ha una facciata di ben 128 metri, 440 locali, più di 80 scale, 365 camini ed 800 capitelli scolpiti. La sua storia molto particolare è legata alla passione per la caccia di Re Francesco I che però vi soggiorno per pochissimo tempo.

Da Amboise, passando Tours, ci siamo recati in direzione Rouen, senza tralasciare una veloce visita all’abbazia di Jumiege, piena di fascino e storia. La sera siamo infine arrivati alla località più affascinante e romantica della Normandia, Honfleur. 

La località è deliziosa, sul mare. Architettonicamente risente dello stile del nord Europa ed è differente da tutte le altre cittadine della zona. Vi è un porto turistico caratteristico che si apre all’interno della città, dove sono attraccate le diverse tipologie di barche. Sullo stesso porto, centro della cittadina ci sono i tipici ristoranti e negozietti che  fanno di quel luogo il punto di maggiore attrazione. Ad Honfleur ci siamo concessi un giorno di pausa e un pranzo sul porto, da veri turisti. Anche quel giorno abbiamo avuto della pioggia, ma è stata l’ultima apparizione, da lì in poi solo sole. Bellissimi i giardini con un roseto molto vario e tutte le opportunità offerte ai turisti e cittadini di fare sport. La chiesa di Santa Caterina – completamente in legno – è un’altra delle caratteristiche della città.

Il viaggio è proseguito alla volta delle spiagge e terre dove si consumarono le sanguinose battaglie dello sbarco del 6-6-1944 delle forze Alleate che determinarono la successiva Liberazione della Francia e la sconfitta della Germania nella Seconda guerra Mondiale. Abbiamo visitato Arromanches e Omaha Beach. Lì in acqua sono ancora ben visibili gli scheletri delle imbarcazioni e dei pontili che gli alleati avevano piazzato per il famoso sbarco. Ci sono ovviamente musei e cimiteri per le tante morti consumatesi in tale giorno. Mi ha fatto un po’ disgusto pensare a tutti quelli che ora vivono vendendo medagliette e gadget di questo tragico episodio dell’umanità e a parte le caramelle e le medaglie commemorative da riportare ad un anziano zio che ha vissuto la guerra, quei posti e i tanti relitti in mare mi hanno davvero colpito. A Omaha Beach c’è invece il famoso memoriale per lo sbarco, l’immenso cimitero e “Les Braves” scultura di Anilore Banon (6 giugno 2004) realizzata per 60 ° anniversario dello sbarco in Normandia. La sera siamo arrivati a quella che avevamo definito “la fine dell’Andata”. Con un paio di giorni di ritardo, ma avendo visto tutto bene, siamo arrivati a Mont Saint Michel. Un posto unico al Mondo, bello romantico e pieno di fascino.

Mont Saint Michel è ormai solo un sito turistico, tutto è stato creato per darne risalto. In questo i Francesi sono imbattibili. Hanno tolto la vecchia strada di accesso ristabilendo – attraverso un ponte sospeso – le condizioni affinché le maree avessero nuovamente sfogo e si ricostituissero le condizioni ambientali per il ripopolamento della  fauna e flora locale. Ci sono navette gratuite che partono da nuovi parcheggi e un vero e proprio centro turistico poco prima della spiaggia dove ci sono hotel, ristoranti e il campeggio “Camping du Mont Saint Michel”  (€ 33.00 per una notte), dove ci siamo fermati anche noi.  La sera abbiamo fatto una passeggiata sul nuovo ponte ricoperto da doghe fino a un bel tratto per vedere lo spettacolo unico al mondo offerto da questa strabiliante costruzione di roccia e mattoni cresciuta ed evoluta nel tempo grazie al sapiente lavoro di chi ha saputo costruire non solo un’abbazia ma un luogo indimenticabile. L’indomani dopo la visita e un pranzo fatto di un buon panino presso un simpatico avventore che amava parlare italiano siamo ripartiti.

Dovevamo tornare più possibile verso sud. I giorni a nostra disposizioni stavano scorrendo velocemente. Avevamo raggiunto la soglia dei 3000 km, e di strada da fare per tornare in Italia ce ne era ancora tanta. Lungo la strada abbiamo passato una notte in un campeggio in un paesino di campagna. Pulito e semplice confortevole dove con soli € 7.66 abbiamo dormito e caricato energia elettrica e acqua. Il giorno seguente siamo andati al castello più affascinante e particolare della Loira, che avevamo tralasciato all’andata. Per concludere in bellezza abbiamo visitato il castello di Chenonceau. Costruito e ampliato con funzione di ponte  (e utilizzato nelle varie guerre come punto di transito, ospedale militare) ha avuto frequentazioni e arredatori che l’hanno reso elegante e raffinato. Le sue stanze sono ricercatissime così come i giardini che lo circondano. Mi è piaciuto pensare di aver concluso il viaggio in Francia proprio con quel Castello che legavo in qualche modo al mio passato. C’ero stato tanti anni fa (1987) in un bellissimo viaggio ed è stato bello rivivere quell’aria immutata e raffinata ancora una volta.

Il viaggio di rientro ci ha visto sostare per una notte in un Autogril, in un campeggio dalle parti di Pavia, poi  sul lago Trasimeno (nel bellissimo campeggio Badiaccia € 65,00, il migliore incontrato. Un vero quattro stelle).

Abbiamo totalizzato 4250 Km per un viaggio che non potremo scordare per tutta la vita. La Francia tra Loira e Normandia, tra il sapore dei formaggi acquistati presso i negozietti e le cioccolaterie di Hunfleur. E’ stata un’immersione di profumi e sapori di cieli con il sole fino alle 22.00 e tramonti interminabili. Tanti Km ci hanno consumato e affaticato. I bambini hanno vissuto tutto ciò come una bellissima esperienza che spero al più presto ripeteremo… stavolta… in Croazia.

Buone Vacanze

 

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