Ransomware è la quinta categoria di malware più diffusa al mondo

Ogni anno aziende specializzate in sicurezza informatica tengono sotto controllo le principali minacce che si nascondono sul web, con l’obiettivo di comprendere quali sono i pericoli maggiori, e in tal senso è da diversi anni a questa parte che, nonostante gli sforzi profusi nel contrasto al cyber-crimine, continua ad aumentare la diffusione di malware sempre più pericolosi che portano a compimento attacchi informatici che colpiscono non solo piccole e medie imprese, ma anche aziende importanti e servizi fondamentali a cui accedono milioni di persone.

Ed è proprio per questo che è nato il Data Breach Investigation Report di Verizon, che quest’anno è arrivato alla sua decima edizione ed ha il compito di collaborare con aziende in tutto il mondo per analizzare alcuni dei più importanti incidenti di sicurezza verificatisi nel corso dell’anno precedente, offrendo un ampio sguardo ai malware che hanno generato maggiore preoccupazione e scoprire quali sono i progressi che potrebbe essere fatti in futuro.

Il rapporto Verizon 2017 ha preso in considerazione i dati forniti da 65 aziende legati a 42.000 incidenti di sicurezza avvenuti in 84 paesi, per comprendere le principali tattiche usate dai cyber-criminali per svolgere la propria attività illegale. In tal senso i dati diffusi da Verizon confermano che l’utilizzo dei ransomware è cresciuto del 50% rispetto all’anno scorso, e questa categoria di malware è diventata la quinta più utilizzata a livello globale, una crescita impressionante se si pensa che nel 2014 era in 22esima posizione.

I ransomware, lo ricordiamo, sono quella particolare categoria di malware che si insinua all’interno di un PC o dispositivo attraverso l’installazione di software o documenti infetti. All’interno del dispositivo, il ransomware è in grado di “prendere in ostaggio” i dati contenuti all’interno, criptando tutti i file e costringendo il proprietario del dispositivo a pagare un riscatto per accedere nuovamente ai suoi dati. Nell’ultimo anno, a crescere secondo un dato diffuso da Symantec, è stata anche la cifra media spesa per ottenere di nuovo l’accesso ai dati, che supera i 1000 dollari. Il settore della salute è risultato il terzo più colpito dai ransomware come ad esempio gli ospedali, che per ottenere di nuovo l’accesso in breve tempo ai dati sulla salute dei pazienti, sono spesso costretti a pagare.

Il rapporto Verizon conferma una diffusione ancora molto ampia degli attacchi phishing, responsabili del 43% degli incidenti di sicurezza analizzati, un dato che rivela ancora la debolezza degli utenti tra le principali cause degli attacchi informatici, ma a preoccupare è anche un altro dato importante, che conferma l’aumento degli attacchi rivolti a piccole e medie imprese. Sarebbero stati il 61% gli attacchi informatici destinati ad aziende con meno di 1000 dipendenti, un dato attribuibile alla maggiore diffusione di software usati dai cyber-criminali che consentono di effettuare più attacchi in contemporanea colpendo molte aziende in poco tempo.

Il rapporto Verizon evidenzia ancora una volta come evitare del tutto attacchi informatici sia impossibile, ma di certo affidarsi ad un sistema di protezione aggiornato può ridurre in maniera significativa i rischi.

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