Guida alle squadre di Serie A, quarto episodio: analisi della rosa del Milan

 

Dopo la Juventus, il Napoli e la Roma, è il turno della quarta squadra di Serie A ad essere analizzata nella nostra “Guida alle squadre”: è infatti la volta di un club che ha già affrontato una delle squadre succitate (il Napoli) e che ne affronterà un’altra questo venerdì sera (la Roma). Parliamo del Milan di Rino Gattuso, alla prima stagione dell’era Elliott, chiamato ad un ritorno in Champions League che in casa rossonera manca dalla stagione 2013-14. Anche perché il prossimo anno si festeggeranno i 120 anni di storia del club…

I rossoneri hanno iniziato questa stagione con una sconfitta in rimonta per 3-2 al San Paolo contro il Napoli, ma si è trattato di un risultato negativo arrivato più per meriti del Napoli dell’ex Ancelotti che per demeriti dei ragazzi di Gattuso, che fino al gol del 2-1 con il quale i partenopei hanno accorciato le distanze hanno mostrato grande carattere e voglia. E ripartire dai 50 buonissimi primi minuti di Napoli cancellando il resto del match potrebbe essere un buon viatico per la stagione rossonera. Iniziamo come sempre dal reparto portieri. L’arrivo a parametro zero proprio dal Napoli di Pepe Reina sembrava il preludio per una partenza di Gigio Donnarumma (si parlava di un suo passaggio alla Juventus come erede di un Buffon sul piede di partenza), ma alla fine il portiere classe ’99 ha deciso di rimanere in rossonero nonostante la concorrenza di Reina. Il che è un bene, perché lo spagnolo a Napoli ha dimostrato di essere un ottimo uomo-spogliatoio e per la crescita di Donnarumma l’esperienza dell’ex Liverpool sarà fattore fondamentale. Il ruolo di terzo e quarto portiere saranno occupati invece da Antonio Donnarumma, fratello maggiore di Gigio, e dal giovane Plizzari, quest’ultimo rientrato da un prestito alla Ternana in Serie B la scorsa stagione. Capitolo difesa. Sulla fascia destra è stato confermato Davide Calabria, prodotto del vivaio rossonero, dopo un ottimo girone di ritorno: è già andato a segno nella partita di sabato sera contro il Napoli ed è destinato, se continua così, a diventare uno dei migliori interpreti nel ruolo di questo campionato di Serie A. A fargli concorrenza nel ruolo sono altri due connazionali, ossia l’ex Atalanta Andrea Conti, che lo scorso anno non ha visto il campo a causa di un grave infortunio al ginocchio ma il cui rientro è imminente, e Ignazio Abate, l’unico giocatore in rosa ad essere reduce dall’ultimo scudetto rossonero datato 2011: Abate è da anni in calo di prestazioni rispetto ai tempi d’oro della gestione Allegri, che lo aveva portato a giocarsi in quegli anni con Christian Maggio il posto da terzino destro titolare della Nazionale, ma anche lui è collocabile come uno di quei giocatori di esperienza pronti a dare una grossa mano a giovani e nuovi acquisti nell’integrarsi al gruppo. Conferme per il posto da titolare anche sulla fascia sinistra difensiva, che sarà occupata dallo svizzero Ricardo Rodriguez. Stavolta a fargli da rincalzo sarà un altro acquisto giunto in rossonero a parametro zero: si tratta del croato ex Napoli e Samp Ivan Strinic. E, sempre da Genova (stavolta sponda Genoa), è arrivato l’uruguayano Diego Laxalt, che può giocare sia da terzino sinistro che esterno sinistro d’attacco. Il reparto difensori centrali ha perso sì un membro carismatico come Leonardo Bonucci, ma allo stesso tempo per un Bonucci che va c’è un Caldara che viene: in due anni all’Atalanta ha mostrato di essere un difensore ottimo sia in fase difensiva sia in zona gol (ne ha segnati 10 in 66 partite con la maglia della Dea). Bonucci cede inoltre la fascia di capitano rossonero ad Alessio Romagnoli. Anni fa il centrale difensivo di Nettuno veniva considerato il nuovo Nesta (vestono anche lo stesso numero di maglia, il 13): è vero, il confronto non regge, visto che Nesta all’età di Romagnoli si era già mostrato come uno dei difensori centrali più forti non solo d’Italia ma dell’intera Europa, ma è pur vero che l’ex Roma e Samp sotto la guida di Gattuso è cresciuto moltissimo mostrando un rendimento più che positivo. Sarà finalmente per lui la stagione della consacrazione? Come riserve sono stati confermati invece Mateo Musacchio e Cristian Zapata, con Stefan Simic (rientrato dal prestito al Crotone) a fare da quinto centrale.

Rinforza un centrocampo che vede, tra i titolari, le conferme di Lucas Biglia, Franck Kessié e Jack Bonaventura (anche lui a segno contro il Napoli), l’arrivo dal Chelsea del francese Tiemoué Bakayoko: se torna l’ottimo mediano visto al Monaco, può dare un grande apporto alla causa rossonera. Le riserve dei quattro ottimi nomi citati saranno il neoacquisto Alen Halilovic, arrivato dall’Amburgo che lo scorso anno lo aveva ceduto in prestito al Las Palmas, un Andrea Bertolacci tornato da un prestito alla squadra che lo ha lanciato e portato anche in Nazionale (ossia il Genoa) e due esuberi di lusso come l’ancora ventiduenne Josè Mauri e l’ex capitano Riccardo Montolivo, durante gli ultimi anni dell’era Berlusconi considerato dalla dirigenza rossonera l’erede di Pirlo, ma che (anche a causa di diversi infortuni) ha deluso le aspettative non tornando più l’ottimo giocatore che era alla Fiorentina. La sua esperienza servirà però tantissimo in ottica spogliatoio nonostante la sua situazione di giocatore in esubero (è dopo Abate ad oggi il giocatore più longevo della rosa rossonera). Sugli esterni offensivi sono stati confermati Suso sulla destra (nonostante le voci che lo volessero alla Roma per uno scambio che avrebbe portato Perotti in rossonero) e Calhanoglu sulla sinistra. Lo spagnolo si è rivelato ancora una volta uno dei migliori per rendimento dell’intera rosa rossonera nonché uno dei migliori esterni destri d’attacco della Serie A con i suoi 7 gol e 10 assist in 34 partite giocate, mentre il turco, dopo una prima parte di campionato dalle prestazioni discontinue, ha cominciato a dare il meglio di sé solo nel girone di ritorno, quando la cura Gattuso lo ha riportato ai livelli del Bayer Leverkusen (solo nel girone di ritorno ha segnato 4 reti delle 6 totalizzate nell’intera stagione) e grazie alla quale si è guadagnato la conferma. Fascia destra d’attacco tutta spagnola visto che oltre a Suso in organico c’è il connazionale, arrivato dal Villarreal, Samu Castillejo, mentre sulla fascia sinistra c’è un giocatore la cui presenza può essere considerata motivo per cui sono partiti due attaccanti e ne è stato acquistato solo uno, visto che può agire sia come ala sinistra che come attaccante (precisamente terzo attaccante), quest’ultimo suo ruolo naturale: il giocatore in questione è Fabio Borini. Il quale non è efficacissimo in zona gol ma allo stesso tempo preziosissimo in fase di pressing: per chi gioca a Football Manager, è il corrispettivo nella realtà di quello che nel noto videogame è un’ “ala che pressa” o “attaccante che pressa”. E, a proposito di attaccanti, i due attaccanti partiti da Milano sono i deludenti acquisti della sessione di mercato 2017 Kalinic e André Silva (otto gol in due nella scorsa stagione), sostituiti entrambi da un giocatore che da solo ha segnato nello stesso campionato il doppio dei gol (e che in Serie A tra Napoli e Juve ne ha segnati 101…): il Pipita Gonzalo Higuain. L’argentino garantirà gol a grappoli per il reparto offensivo rossonero e la sua presenza aiuterà molto il promettente Patrick Cutrone, classe ’98 che lo scorso anno ha segnato 10 gol in 28 partite risultando il miglior marcatore rossonero, che imparando i trucchi del mestiere di un’ottima chioccia come il Pipita può crescere a dismisura e diventare in ottica futura uno dei migliori centravanti italiani, perché il potenziale c’è tutto e nella stagione 2017-18 lo ha dimostrato sia con Montella sia con Gattuso in panchina.

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