Arrivato il picco dell’influenza. Sintomi e come evitarla

febbre

Ci siamo e il picco influenzale è arrivato con 218mila nuovi ammalati nell’ultima settimana e un totale di un milione e cinquecentomila italiani che sono rimasti a casa con il male di stagione. Sempre più colpita la fascia entro i quattro anni. Partiamo con il dire che ammalarsi non è d’obbligo e che basterebbero anche poche e semplici precauzioni per ridurre al minimo il rischio di contagiarsi. Prima di tutto evitare luoghi affollati e lavarsi spessissimo le mani con acqua e sapone. In caso di tosse coprirsi la bocca e il naso con un fazzolettino di carta usa e getta ed evitare di esporsi a sbalzi di temperatura.

Se poi tutto questo non dovesse bastare, allora tanto riposo per chi è malato. In questo modo il corpo non risentirà ulteriormente con il rischio di aggravare la malattia e si evita allo stesso tempo di infettare altra gente. No assoluto quindi a viaggi, e ad andare a scuola o a lavoro… basta sempre il buonsenso!

Vediamo qualche numero: abbiamo visto che la maggiore incidenza c’è entro i primi quattro anni di vita, il numero dei casi scende a 6,29 ogni mille assistiti tra i 5 e i 14 anni, 3,25 ogni mille assistiti tra i 15 e i 64 anni e 1,05 casi per mille assistiti a partire dai 65 anni di età.

Il vero picco è atteso per metà febbraio, in questi giorni quindi. Le regioni più colpite sono la Provincia Autonoma di Trento, le Marche e la Campania. La soglia epidemica è però stata superata in tutta Italia, fatta eccezione per Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia, Calabria e Puglia dove per quest’ultima vi è dall’inizio della settimana un aumento dell’incidenza.

A rischio gli anziani di età superiore a 65 anni, i bambini di età inferiore a 2 anni, le donne in gravidanza, le persone con patologie cronico-recidivanti e coloro che vivono a contatto delle comunità (ospedali, caserme, scuole, case di cura, ecc.).

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