Nuova Mini 5 Porte: prova su strada e quattro chiacchiere

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Quando la vidi, la prima volta, su dei bozzetti – qualche tempo fa – rimasi perplesso. Mi sembrava che tale opzione snaturasse qualcosa nato per trasmettere sensazioni riconducibili alla sua stessa indole  di vettura sbarazzina. Un Kart con quattro ruote molto molto  raffinato.  Bmw aveva avuto l’intuizione di riprendere un’idea e attualizzarla secondo canoni moderni  in maniera fantastica.

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“Mini 5 Porte” prova su strada e quattro chiacchiere…

Volkswagen fu la prima a riproporre un successo del passato in veste moderna con il Beatle-Maggiolino, ma  non si può dire abbia certo  centrato il proprio obiettivo producendo qualcosa di amorfo. Fiat, grazie alla 500 e ai successivi prodotti derivati, ha risollevato la proprie sorti che sembravano ormai segnate. “Della serie, Bisogna guardare alla storia, per svelare il futuro”.

Insomma BMW rilevando un Marchio storico, non solo ha ideato una nuova vettura a trazione anteriore, che prendesse spunto dal modello  che tanta storia aveva fatto e che tante emozioni aveva trasmesso, ma ha creato un nuovo modo di intendere l’auto. Una nuova “filosofia”  diventata poi un riferimento per un intero segmento, a cui tutta la concorrenza si è ispirata e confrontata e preso spunto.

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La Mini nasce, anzi, rinasce nel 2001 e segna il debutto di BMW nella trazione anteriore, non direttamente con i propri propulsori, all’inizio. Un approccio intelligente fatto per evitare passi falsi. Sfruttando diverse fonti (motori e cambi)  e adattandoli al nuovo pianale, c’è un avvicinamento prudente. Non si ha più una semplice automobile, la Mini diventa in poco tempo un oggetto cult. Diciamo che come le Clarks, lo Swatch, la Smart e l’Iphone, Mini è un simbolo di esclusività, d’affermazione. Un’auto piccola, rifinitissima e con doti di guida – non sempre apprezzabili da chi l’acquista – da vera sportiva. L’evoluzione del modello  viene segnata dall’arrivo della motorizzazione Diesel (Toyota), e da varianti coupé, cabrio, Cooper e Cooper S. Ci furono nel tempo ulteriori varianti.

Nel 2006 c’è il debutto del nuovo modello. Non un semplice restyling: nuovo passo, per un maggiore confort e maggiore impronta a terra e nuovo frontale per gli adeguamenti ai più severi crash test. Con la nuova serie fa la comparsa anche la nuova e più moderna motorizzazione studiata in collaborazione col Gruppo PSA. Ci sono state nuove varianti entrate in produzione e nuovi aggiornamenti; la station chiamata Clubman, con il caratteristico posteriore ad apertura a doppia anta e la seconda piccola portiera sul solo lato destro e la Roadster.

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Così anche Mini, rispetto alla prima serie del 2001,  ha mutato la sua connotazione iniziale, il proprio concetto base. L’auto è stata migliorata sotto ogni singolo  aspetto, evolvendone doti dinamiche e tecnica applicata. Ha allargato l’offerta con molte varianti, molti modelli  che oltre a diversificare l’offerta hanno identificato un Prodotto e uno specifico Target. L’auto è stata resa più sicura, migliorata sia per  confort, guidabilità, prestazioni, consumi. Ne sono state aumentate le dimensioni sia per una migliore vivibilità, sia per superare i nuovi standard di sicurezza differenti nei vari paesi del mondo, una vera piccola  “world car”.

Nel 2010 fanno il loro debutto le stupende Countryman e Paceman. Segnano un nuovo capitolo per il marchio. Queste infatti sono un modello a se. Sono presenti dei richiami che ne fanno conciliare un’idea di evoluzione stilistica rispetto al modello base, ma di fatto sono tutta un’altra storia. Più grandi e capienti, comode e alte, rappresentano un’interpretazione originale per un concetto di auto poliedrica che da molti successivamente è stata ripresa (copiata). Possono essere a trazione anteriore o anche integrale e rappresenteranno e sono ancor oggi un vero successo.

Con questa nuova Auto debuttano le prime motorizzazioni made in BMW. Dopo anni di apprendistato sui motori di altre case automobilistiche trapiantate, finalmente BMW debutta “In proprio”.

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Arriviamo ai nostri giorni. Nel 2014 approda la terza versione della Mini. Il design è un’ulteriore evoluzione della precedente generazione ma ha abbandonato le proporzioni tipiche di questa vettura. La Mini 2014 non ha più alcun particolare in comune con la precedente generazione. Lo stile mantiene gli elementi distintivi che identificano  il marchio. C’è una nuova calandra che ingloba una fascia nera. Il  frontale più pronunciato disegna un cuneo e rende molto più slanciata l’intera linea dell’auto. Ci sono nuovi fari con elementi a Led, nuove cromature. Un po’ tutta l’auto è diventata più importante e ha perso lo spirito iniziale del progetto. Non poteva però essere diversamente, visto il successo e i numeri conquistati. BMW non poteva perdere l’occasione per rinverdire un successo che era stata una scommessa. Vinta a mani basse.

Viene costruita su un nuovo pianale – lo stesso che adotta la nuova BMW serie 2 Active Tourer – più grande e basato su una nuova tecnica costruttiva, che garantisce maggiore torsione e rigidità, pur mantenendo un favorevole rapporto relativamente al peso. Sono cambiate anche le misure e così l’abitabilità e il confort in generale. La capacità del bagagliaio è di 211 Lt.

All’interno le modifiche hanno riguardato la plancia, con l’introduzione del nuovo display con effetto 3D da ben 8.8” posto al centro della plancia per tutte le funzioni multimediali: navigazione, entertainment, telefonia tutti gestibili dal nuovo “joystic” – MINI controller posto subito dopo il cambio.  Altra novità riguarda il MINI Driving Modes, comando che  aziona e varia, attraverso una ghiera posta alla base del cambio, la taratura e la risposta della vettura. Le impostazioni sono: standard MID Mode, SPORT e GREEN;  tali variazioni influiscono sul carattere della vettura in ordine all’acceleratore, allo sterzo e, qualora disponibile, anche i tempi di cambio-marcia del cambio automatico e del Dynamic Damper Control; in combinazione con il cambio automatico, nella modalità GREEN è disponibile la funzione sailing al regime minimo del motore e catena cinematica separata.

Misure a confronto

MINI                                                                               MINI 5 PORTE

Lunghezza: 3.82 cm. (MINI Cooper S + 3cm.)        3982/4005

larghezza: 1.72 cm.                                                         172 cm.
altezza: 1.41 cm.                                                              142/145 cm.
passo: 2.49 cm.                                                               256 cm.
bagagliaio: 211 lt.                                                           278/941 lt.

MOTORI BMW:

I tre cilindri tutti BMW: a benzina e diesel. Si parte dal tre cilindri 1.2 della Mini One di 102 CV benzina. C’è poi il  TwinPower Turbo della Mini Cooper cilindrata  1.5 litri di  136 Cv (turbocompresso a iniezione diretta di carburante, comando valvole variabile, regolazione variabile degli alberi a camme). Più in alto per la Mini Cooper S c’è un motore a benzina quattro cilindri, il 2.0 twin power turbo benzina da 192 Cv.

I motori Diesel, sempre a tre cilindri sono, anch’essi Turbo 1.5 di cilindrata, con potenze che variano dai 95 cv  ai 116 Cv e un quattro cilindri che equipaggia la Cooper S sempre turbo da 170 Cv

Tutte le vetture dispongono del cambio manuale a 6M oppure dell’Automatico (sistemi denominato a tecnologia Minimalism, auto/Sequenz).

Cooper D 5 porte: Tre cilindri Turbo Cilindrata 1496 cc 116CV

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L’abbiamo provata su strada venerdì 13 marzo. La superstizione non ci ha influenzato, né ha giocato alcuno scherzo.

La vettura ci è apparsa da subito, nella guida, molto diversa dalla versione con due porte in meno provata lo scorso anno. I 16 cm, e le impostazioni meccaniche  diverse di sospensioni e sterzo  hanno determinato una risposta differente sopratutto nei cambi di direzione, repentini.  Rimane reattiva all’avantreno e  però il retrotreno mi è apparso “trascinato” quasi ci fosse davvero un pezzo aggiunto. Nella modalità sport, invece, ho riconosciuto il carattere originario.

Apprezzabilissimo il propulsore diesel, pronto e senza vuoti, un’unità davvero progressiva e che risponde bene sin dai bassi giri. Ottimo il cambio, un po’ meno la frizione, dura e che stacca un po’ troppo in alto. Lo sterzo diretto e le sospensioni rigide non fanno che esaltare il carattere tipico della vettura così come la ricordavo (e come piace a chi la sceglie). I freni sono sempre pronti e potenti. La tenuta non teme confronti, però certo è bella rigida anche se silenziosa su ogni fondo. Dentro è davvero qualitativamente ben fatta. Il marchio Mini è solo qualcosa che serve a nascondere  una BMW vera e propria. Molto originale anche nell’aspetto di pulsanti e comandi di tipo aeronautico. Tutto è perfetto. Giusto il cruscotto dietro il volante non è sempre ben visibile e il display è davvero piccolo.

Piccolo non può dirsi il bel display da 8.8” al centro della plancia – già noto – che pur non essendo touch è facile, intuitivo e comodo (dove sta scritto che devono essere ormai tutti touch). Anche le plastiche rigide, nell’ambiente ricreato, con i satelliti e leve non lascia spazio a critiche. Non mi sono piaciuti troppo i sedili. Li ho trovati troppo stretti all’altezza dei reni. Ottimi in caso di guida sportiva, ma nell’utilizzo quotidiano sono troppo avvolgenti. C’è da dire che la versione  era Cooper D, quindi la sportività è insita nella denominazione.

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Le due portiere aggiunte invece, sono davvero piccole. Scomodo accedervi per un adulto, e sopratutto scenderne o “rialzarsi”. La vettura è bassa e giusto due  bambini non si accorgerebbero dello spazio angusto. La seduta posteriore prevede tre poggiatesta, ma non vedo proprio dove si potrebbe mettere la terza persona – in considerazione anche del porta-bicchiere posto a terra. Le gambe, con i sedili arretrati hanno davvero poco spazio

Critiche all’interno della plancia (a parte il cruscottino con il display con scritte piccole) proprio non ce ne sono. Si sono inventati di mettere a disposizione del guidatore perfino l’Head-up Display, che riporta molte informazioni utili cosa ergonomicamente valida, proiettare direttamente nel campo visivo su uno schermo a scomparsa. Velocità, informazioni di navigazione e infotainment: l’Head-Up Display  presenta  tutto in modo da non dover distogliere lo sguardo dalla strada. Sicuro, pratico e completo.

Il Mini Led Ring,  mi fa sembrare l’auto un vecchio juke Box, la forma aiuta e a me tutti questi colori indispongono. Giusto nelle manovre di avvicinamento possono ritornare utili per determinare l’avvicinarsi dell’ostacolo. La vettura della nostra prova aveva anche la telecamera posteriore, la cui visibilità era perfetta, nitida in ogni situazione (e con la possibilità di regolare e personalizzare toni e contrasti).

La vettura era dotata anche del Mini-Navigation Portable con il suo originale e pratico supporto che da sopra al cruscotto ruota al lato del volante dove applicare lo schermo del Navigatore. Un’ulteriore sistema  di supporto altamente visibile e pratico.

Allestimenti e prezzi  (a partire da):

Benzina:

Mini 5 porte 1.2 cil. 102  cavalli One € 19.000

Mini 5 porte 1.5 cil. 136 cavalli Cooper € 21.600

Mini 5 porte 2.0 cil. 192 cavalli Cooper S  € 26.000

Diesel:

Mini 5 porte 1.5 cil 95 cavalli One D € 20.850

Mini 5 porte 1.5 cil 116 cavalli Cooper D € 23.850

Mini 5 porte 2.0 170  cavalli Cooper SD € 27.100

Optional della vettura provata:

Cerchi 205/40 R 18 Cinturato Pirelli con un cerchio in lega da 18” chiamato – Cross Spoke 506 in Jet Black lucidato a specchio, il cui valore è di circa € 600.00

Interni: L’allestimento della Cooper D aveva in aggiunta i sedili e rivestimenti Diamond Satellite Grey (Opz)

Fari fendinebbia supplementari cromati.

Un particolare ringraziamento alla BMW Roma di via Salaria 1268 per la cortese disponibilità.

a presto

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