Honda Crossrunner VFR800X, una moto fantastica

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Quanto ci è piaciuta la Crossrunner 2015. Bella nella linea, di quelle che vanno di moda ora – un po’ enduro e un po’ stradale, bella nelle sospensioni, con quella posteriore pressofusa in unico blocco ereditata dalla VFR 800F  e con quell’impianto frenante dai grandi dischi potenti ma modulabili e leggeri e con ovviamente l’ABS e frenata non più combinata. Bella per come la si può guidare rilassati o aggressivi, con il controllo di trazione che combina perfettamente e collima con lo stile di guida che si preferisce. Bella per il motore dall’architettura unica nel suo genere, un quattro cilindri a V, come non ce ne sono quasi più di 90° con tecnologia VTEC da 782 cc lo stesso della  VFR800F da  106 CV. Il cambio è a sei marce e può essere dotato di assistenza elettronica Quickshifter in salita. La seduta è comoda e regolabile, con escursione dagli 815 o 835 mm; la postura è di quelle tipiche in queste moto, (tipo BMW GS, Triumph Tiger, Suzuki V-Strom o Kawasaki Versys), con schiena dritta, che non è il massimo su strada, ma per il senso di guidabilità e controllo è davvero ottima.

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Abbiamo una strumentazione digitale tra le più complete viste. So che a molti nostalgici piacciono i contagiri  elettronici con l’asticella, ma in Honda sono progressisti al massimo e questo cockpit ne è la dimostrazione. C’è davvero tutto è ordinato e si capisce al volo. Tachimetro, contagiri, marcia inserita, regolazione del controllo di trazione, orologio, temperatura esterna + tante spie. Le frecce a led sono a disinserimento automatico e dato che non c’è nessun cicalino, la cosa è molto comoda.

Salire in moto è agevole e tolto il cavalletto si avvertono i Kg ma c’è una bella sensazione di equilibrio generale. La piccola plancia appare distante e avanti ci troviamo il bel serbatoio coi suoi raccordi di tipologia di materiali,dalle diverse colorazioni e di ottima qualità. Appena mettiamo in moto, il sound è davvero particolare, non il solito ronzio del quattro cilindri, ma nemmeno quello del due, sbuffa grazie all’azione del Vtec e risponde per le esigenze del momento con compostezza, salvo poi modificare la sua progressione, fino a diventare davvero cattivo quando si superano i  6000 giri. Il sound è unico e il motore ha una progressione inesauribile, che modifica l’indole , grazie alle valvole Vtec. Dopo i 6000 le valvole in azione diventano quattro, e la spinta aumenta enormemente.

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Belli i cerchi a dieci razze con pneumatici 120/70-17 all’anteriore e  180/55-17 dietro.

Il giro da noi fatto ci ha fatto apprezzare la leggerezza della frizione e lo stacco morbido. I freni sono ben modulabili leggeri, ma se si spinge bloccano con decisione fino all’intervento dell’ABS. In due si viaggia comodissimi, anche il passeggero trova una posizione per le gambe più  che discreta. Forse il fatto di averla provata per poco tempo non ci ha permesso di sfruttarne tutte le potenzialità. Il giro si è protratto nell’ambito cittadino, un vero limite alla fruibilità del motore. Una cosa che ci è saltata agli occhi, malgrado l’aver cambiato il posizionamento dei radiatori, è il caldo che arriva sulle gambe. I questi giorni di afa è davvero tanto. Per il resto, i fianchi più stretti trasmettono la sensazione di essere più controllabile, più gestibile, come si suol dire guidabile dal fondoschiena. Nelle pieghe,  ho avuto qualche incertezza, mi sembrava che l’anteriore restasse poco incollato, ma devo ammettere che non sono un abituale fruitore di queste enduro tourer. La maneggevolezza in considerazione dei 240Kg c’è, però certo nel traffico non è il massimo, (malgrado l’ottima frizione) sicuramente in una bella gita in montagna, con qualche leggero passaggio su terra e su strade libere dal traffico e godibili in curve e salite e staccate su tornanti ci regalerebbe insieme al suo sound delle belle sensazioni. Speriamo presto di raccontarvele……  A settembre vi racconteremo di una bella gita ai Castelli Romani  e al lago……

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