Cinque Canzoni del Giorno, 26 Luglio 2019: Bob Marley, Bennato, Nannini, Beastie Boys, Pooh e Modugno protagonisti dell’appuntamento di oggi

Torna a grande richiesta, dopo il successo dello scorso inverno, la rubrica dedicata alle “5 Canzoni del Giorno”. Ieri 25 Luglio è stata una giornata di avvenimenti importanti nel mondo della musica e abbiamo scelto due brani per rappresentarli, mentre gli altri tre pezzi sono stati scelti ognuno per ogni decennio a rappresentare l’Italia e le sue classifiche, con tre brani in testa alla hit parade nel loro anno di pubblicazione. Scopriamo insieme quali sono i cinque brani selezionati.

  • Beastie Boys – Hey ladies

Ieri si è celebrato il trentesimo anniversario dalla pubblicazione di “Paul’s Boutique”, secondo album della carriera di un gruppo che ha fatto la storia dell’hip hop, i Beastie Boys. Al tempo il disco venne considerato un flop di vendite nonostante i 2 milioni di copie vendute in USA, 100.000 in Canada e 60.000 in Gran Bretagna, ma successivamente è stato rivalutato dalla critica come uno dei migliori album hip hop di tutti i tempi (per molti esperti nel settore il “Sgt. Pepper” – storico album dei Beatles – del rap). Il brano più noto del disco è questo “Hey Ladies”, primo brano nella storia a entrare nella Top 20 della Billboard sia nella sezione Hot Rap Singles sia in quella Modern Rock Tracks, rispettivamente con picchi al decimo e al diciottesimo posto.

  • Bob Marley – Redemption Song

Altro anniversario importante di ieri nel mondo della musica è quello della nascita di Rita Marley, moglie di Bob, al quale ha dedicato questo leggendario brano, che ha scritto nel 1979, pochi mesi prima che le venisse diagnosticato un cancro che successivamente la avrebbe condotta alla morte. Un brano che si distingue dal suo classico repertorio reggae, trattandosi di una canzone folk, che ha tra i vari messaggi che comunica quello di esortare le persone a liberarsi dalle catene mentali autoimposte. Il brano è stato reinterpretato nella sua storia da diversi gruppi e artisti, tra cui U2, Pearl Jam, Beyoncé, Stevie Wonder e tanti altri grandi nomi di tutto il mondo, Italia compresa.

  • Domenico Modugno – La Lontananza

Nel 1970, di questi tempi, in testa alle classifiche c’era questo brano scritto per “Mister Volare” da Enrica Bonaccorti, che lui conobbe durante uno spettacolo teatrale. Lei ricevette una lettera dal suo fidanzato di allora e Modugno capì subito che questa aveva un potenziale da brano di grande successo. La storia di questo brano ha le sue radici nel 1968, quando il brano venne proposto per il Festival di Sanremo, ma la commissione selezionatrice, con a capo Renzo Arbore, bocciò il pezzo. Ma Arbore si rese conto dell’errore e nel 1970 invitò Modugno alla sua trasmissione “Speciale per voi”: da lì iniziò la strada verso la partecipazione al Cantagiro di quell’anno e subito il pezzo ebbe un forte impatto sul pubblico e sulla critica permettendo a Modugno di tornare in testa alle classifiche dopo diversi anni.

  • Pooh – Chi fermerà la musica

Abbiamo assegnato un brano agli anni ’70 e ora tocca agli anni ’80. Precisamente al 1981, all’estate del 1981. Estate in cui a scalare le classifiche c’erano i Pooh con quella che per diversi anni è stata la canzone di chiusura dei loro concerti: “Chi fermerà la musica”. Brano con cui i Pooh parteciparono al Festivalbar 1981, qui la Musica è vista come una metafora della vita: il testo ci comunica che chi vive puntando in alto e non ha paura di rischiare vive senza trovare frontiere. Chi guarda cosa c’è di nuovo fuori nel mondo, è aperto a nuovi orizzonti. Il brano verrà riarrangiato nel 2016 per i 50 anni di carriera della band con altrettanto grande successo.

  • Gianna Nannini ed Edoardo Bennato – Un’estate italiana

Rappresentando gli anni ’90, agli appassionati di calcio italiano più accaniti adesso scenderà la lacrimuccia. Ricordate le “Notti Magiche” di Italia ’90, quelle dei gol di Totò Schillaci? Beh, questa è senza dubbio la colonna sonora per eccellenza di quelle notti, che ventinove anni fa di questi tempi dominava le classifiche. La versione originale del brano si intitola “To be number one”, scritta da Giorgio Moroder insieme a Tom Whitlock, e venne incisa dal Giorgio Moroder Project. Essa venne usata come sigla di apertura dei programmi televisivi dedicati al torneo trasmessi dalla Rai. Moroder commissionò l’edizione italiana a Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, i quali ne riscrissero il testo trasformandola in “Un’estate italiana”. Il brano venne presentato per la prima volta dai due cantautori italiani in occasione del sorteggio della fase finale del Mondiale svoltosi a Roma nel dicembre 1989 e successivamente presentato durante la cerimonia inaugurale a San Siro prima del match tra l’Argentina e il Camerun. Il brano non riscosse successo solo in Italia ma anche in Svizzera, in Norvegia e Svezia, dove toccò la top 10 dei singoli più venduti. Fu il singolo più venduto in Italia di tutto il 1990 e l’ultimo 45 giri a ottenere grande successo commerciale prima della scomparsa di tale supporto.

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